Short stories / Racconti brevi: FAR 001

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FAR 001 – Gudrun e Zeno

“Grazie per l’aiuto.” Zeno rabbrividì nell’aria fredda del mattino.
“Ho solo fatto il mio lavoro.” Gudrun alzò le spalle, vagamente conscia del fatto che il suo cappotto pesante doveva aver nascosto il gesto.
“Nah, sei una guardia cittadina.” indicò il distintivo di Dürerstadt cucito grossolanamente sulla spalla di Gudrun. Sei venuta a cercarci. Stando alla mia esperienza – e ne ho un po’, fidati – non ci sono tante guardie cittadine così ansiose di lasciare le loro postazioni sicure al calduccio. C’è qualcuno di importante che aspetta questo carico, eh?”
Gudrun sospirò. “Sì, mia madre è una commerciante. Ma non siamo venuti per quello.” guardò le altre guardie, impegnate ad aiutare l’ultimo camion incastrato nel fango.
“Ieri ha piovuto così tanto che temevamo ci fossero stati problemi.” spiegò Gudrun. “I dodoraptor di solito non si fanno vedere qui, non in questa stagione… ma non si sa mai.”
“Ti aspettavi un combattimento.”
“Mi aspetto sempre un combattimento. Così sono sempre pronta.” si sentì troppo presuntuosa. “Beh, più o meno.”
“Tua madre sarà fiera di te.” Zeno era serio.
“Più o meno. Comunque gli altri hanno finito, vi scorteremo a Dürerstadt appena siete pronti.”
L’uomo segnalò alle altre persone della carovana e tutti coloro che erano scesi dai loro camion tornarono in posizione.
“Posso offrirti da bere quando arriviamo in città?”
“Non sei un po’ troppo vecchio per me?” Gudrun inarcò un sopracciglio.
“Oh, andiamo, da un Pendolare a una guardia cittadina.”
Gudrun sospirò, fingendo che le dispiacesse l’idea di fare quattro chiacchiere con il Pendolare.
“Va bene, ma solo quando non sono in servizio. Chiedi di Nebelsee.”
A quelle parole l’espressione dell’uomo cambiò completamente, il sorriso gentile sostituito da uno sguardo cauto.
“Mi aspettavo che una donna nella tua posizione conoscesse le regole dei Solitari.”
“Le conosco.” Gudrun sentiva uno strano nodo allo stomaco. “Un caro amico o un familiare possono prendere il nome di un Solitario alla sua morte, in segno di rispetto.”
“Sì, ma Nebelsee è vivo e vegeto.”
Gudrun sentì il sangue abbandonarle le vene del viso.
“Non può essere. Ci hanno portato notizia della sua morte tanti anni fa.”
Zeno scosse la testa. “L’ho visto meno di un mese fa. Chi era Nebelsee per te?”
“Mio padre.” rispose con una voce che non le sembrava la propria.

 

FAR 001 – Gudrun and Zeno
“Thanks for helping us.” said Zeno, shivering in the cold morning air.
“It’s just my job.” Gudrun shrugged, vaguely aware that her big coat probably hid her gesture.
“Nah, you’re a city guard.” he pointed at the crudely sewn badge with the Dürerstadt name that Gudrun wore on her shoulder. “You came looking for us. In my experience – and I’ve got some, I’ll tell you – not many city guards are eager to leave their warm and safe posts. Someone important must be expecting this cargo, mmh?”
Gudrun sighed. “My mother is a trader, yes. But that’s not why we came.” she looked at the other city guards, who were now helping the last truck stuck in the mud.
“It rained so much yesterday that we were afraid you might have run into trouble. Dodoraptors don’t come here, not in this season usually… but you never know.”
“You expected a fight.”
“I always expect a fight. That way I’m always ready.” she felt incredibly pretentious. “Well, sort of.”
“Your mother must be proud of you.” Zeno looked serious.
“Sort of. Anyway, the others are finished, we’ll escort you to Dürerstadt as soon as you’re ready.”
The man signalled the people of the caravan, and everyone who had left their trucks came back to their position.
“May I offer you a drink when we reach the city?”
“Aren’t you a bit too old for me?” Gudrun raised one eyebrow.
“Oh, come on, from a Commuter to a city guard.”
Gudrun sighed, pretending she disliked the idea of a longer chat with the Commuter. “Fine, but only when I’m off duty. Ask for Nebelsee.”
At those words the man’s expression changed completely, his benign smile replaced by a cautious look.
“From a woman in your position I expected you to know the Wanderers’ rules.”
“I do.” replied Gudrun, a strange knot in her stomach. “A close friend or a family member can take a Wanderer’s name when he dies in sign of respect.”
“Yes, but Nebelsee’s alive and well.”
Gudrun felt the blood drain from her face.
“It can’t be, we got news of his death many years ago.”
Zeno shook his head. “I saw him less than a month ago. Who was Nebelsee for you?”
“My father.” she replied with a voice that didn’t feel like her own.

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