Recensione / Review: Picnic Sul Ciglio Della Strada / Roadside Picnic

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Autori: Arkady & Boris Strugatsky (Russia)
Genere: fantascienza (con elementi post-apocalittici)
Titolo originale: Piknik na obochine
Note: Ho letto la traduzione di Luisa Capo pubblicata dalla Marcos Y Marcos.


 

Magari avete giocato a uno degli S.T.A.L.K.E.R, oppure siete come me e un certo punto avete avuto troppa paura e non siete andati più avanti. O magari avete visto Stalker di Tarkovsky. Ma il libro è molto diverso da videogiochi e film.
Il picnic sul ciglio della strada menzionato nel titolo è la premessa base della storia: gli alieni hanno visitato la terra, trattando il nostro pianeta come se fosse una piazzola da picnic e lasciando svariate tracce del loro passaggio. Tale passaggio è chiamato “la visita” e i punti in questione, sei in tutto il pianeta, vengono chiamate “Zone” e sono controllate da governi e autorità locali. Non si sa nulla degli alieni né delle loro intenzioni, e soprattutto nessuno sa niente delle “cose” che si sono lasciati alle spalle in queste Zone. Impossibile capire a cosa servissero per loro o che significato avessero, questi oggetti sono molto ricercati dalla comunità scientifica e non solo: hanno quindi un discreto valore economico. Alcuni di essi hanno un’utilità pratica, altri vengono usati come gioielli, altri ancora sono trappole mortali. Alcuni sono facili da trovare e altri hanno raggiunto lo status di leggenda, come la mitica sfera d’oro che, si dice, esaudirà i desideri di chi la trova.

Trovare gli artefatti non è facile: molti strani fenomeni hanno trasformato le Zone in luoghi mortali, con pericoli spesso invisibili.
La storia si svolge a Marmont, cittadina immaginaria del Canada dove si trova una di queste Zone, e ruota intorno a Redrick. Redrick è uno stalker, ossia una persona che entra nella Zona di nascosto per prendere artefatti e rivenderli: è un lavoro duro e si rischia la vita, eppure molti tentano la carriera dello stalker sperando nel colpo grosso.
La storia di Redrick ci mostra come il mondo si è adattato alla Visita, e cosa significhi fare la vita dello stalker. Potrei dirvi di più ma non voglio rovinarvi la sorpresa: è un libro piccolino, ma ci sono tanti, tantissimi dettagli meravigliosi. Picnic riesce benissimo a creare un’atmosfera originale e interessante, al punto che mi sono spesso domandata cosa sarebbe successo senza riuscire a prevederne mai gli sviluppi. La Zona sembra davvero qualcosa di “alieno” e il contrasto con il mondo esterno è qualcosa che solo uno stalker può capire. O un lettore.
La forza di questo libro non è solo nell’ambientazione e nella trama, ma anche nei personaggi: Redrick è un protagonista affascinante, un antieroe che cerca di sbarcare il lunario nell’unico modo che conosce, un uomo che ama la sua famiglia e fa di tutto per proteggerla, un uomo che ama e odia la Zona allo stesso tempo. Non tutti gli stalker sono come lui, alcuni sono avvoltoi senza scrupoli che sfruttano gli stalker più giovani e con meno esperienza, altri sono solo dei poveri diavoli sfortunati. Altri ancora sembrano innocenti come angeli. Tutti sanno che solo alcuni di loro ne usciranno vivi e che ancora meno diventeranno ricchi, ma per gli stalker è impossibile sfuggire al richiamo della Zona.
A Picnic si deve la popolarità del mito degli Stalker, della Zona, degli artefatti misteriosi… Nonostante conti tante imitazioni quante la Settimana Enigmistica, niente arriva al livello di questo gioiellino letterario. Che, tra l’altro, è una prova del fatto che non servono centinaia e centinaia di pagine per scrivere un capolavoro se si sa scrivere e i fratelli Strugatsky lo sanno decisamente fare. Avete presente la classica domanda “Qual’è il tuo libro preferito?” Beh, da quando ho letto Picnic ho sempre avuto la risposta pronta.

Voto: 10/10


 

Roadside Picnic

Author(s): Arkady & Boris Strugatsky

Genre: Sci-fi (with some post-apocalyptic elements)

Original Title: Piknik na obochine

Note: I have read the italian translation by Luisa Capo published by Marcos Y Marcos (I own the edition pictured above). If, like me, you can’t read russian, I suggest you look for an accurate translation (I know there have been problems with an english translation).

Maybe you have played S.T.A.L.K.E.R. or maybe you’re like me and at a certain point you were too scared to continue it and never finished the first one in the series. Or maybe you have watched Tarkovsky’s Stalker. But the book is very different from the videogames and the movie.
The roadside picnic mentioned in the title is the main premise of the novel: aliens visit Earth treating the planet like their picnic spot and leaving various traces of their passage. Their passage is called the Visitation, and the areas, six in all the planet, are called “Zones” and they are controlled by governments and local authorities. The aliens are still a mystery, and so are the “artifacts” they left behind in the Zones. It’s impossible to understand the use or meaning they had for the aliens, but they have great economic value because they can be used or collected, and many institutions or figures are ready to pay high sums for them.

Some of them are actually useful, some others are worn like jewels and some others are deadly traps. Some are easy to find and some have become the stuff of legends like the mysterious golden sphere, an unique artifact that, it is told, will grant any wishes. Getting them is not a piece of cake either: many unexplainable phenomena have transformed the Zones in dangerous places, and may of these dangers are invisible.
The story is set in Marmont, a fictional canadian town next to a Zone, and revolves around Redrick. Redrick is a stalker, aka a person who risks their life to get into the Zone to search for artifacts to sell: it’s a hard and risky job, and yet many try the Stalker’s life in a hope to make lots of money. Redrick’s story shows us how the world has adapted and changed after the visitation and what it means to be a stalker. I could tell you more but I’d spoil your fun. It’s a really short book with many wonderful details. Picnic is capable of creating an original and compelling atmosphere, to the point that I often wondered what was going to happen without ever being capable of guessing it. The Zone feels truly “alien” and the difference with the external world is something that only a stalker can understand. Or a reader.
It doesn’t only have a great setting, but wonderful characters and an intriguing story that will leave you longing for more – even if it’s perfect as it is. Redrick is a great main character, an anti-hero who tries to provide for himself and, later, for his family as well as he can. He loves and hates the Zone at the same time. The other stalkers aren’t as fundamentally good as he is: some are traitors who exploit younger, inexperienced stalkers, others are miserable people down on their luck. Some appear as innocent as angels. They are aware that only a few will make it out alive, and even fewer will become rich, but for stalkers it is impossible to resist the siren’s call of the Zone.
Without this book the whole myth of the stalkers, of the Zone, of the mysterious artifacts wouldn’t exist (or wouldn’t be this popular) and yet nothing else surpasses the beauty of this little gem of a book. It is proof that you do not need hundreds and hundreds of pages to create a masterpiece when you know your way with words, and the Strugatsky brothers certainly do. Reading this book provided me with an answer to the standard “what is your favorite book” question.

Vote: 10/10

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