Recensione: Destinazione Stelle / Review: The Star My Destination

Cosa sarebbe successo se il cyberpunk fosse nato negli anni ’50?

What would have happened if cyberpunk was born in the 50’s?

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Autore: Alfred Bester
Genere: fantascienza, pre-cyberpunk
Anno: 1956
Note: conosciuto anche come “la Tigre della Notte” in riferimento alla poesia di Blake su cui si basa uno dei titoli con cui è conosciuto in inglese (Tiger Tiger).

Trama:
Nel venticinquesimo secolo non solo viaggiare nello spazio è diventato pratica comune, ma esiste persino una forma di teletrasporto, chiamato “jaunto” dal nome dello scienziato che lo ha scoperto. Non servono apparecchi tecnologici per jauntare, solo il potere della mente e della concentrazione.
Il jaunto ha cambiato molte cose, dalla struttura delle carceri alle misure di sicurezza dei più ricchi, alcuni dei quali si rifiutano di jauntare perché possono permettersi di farlo. E ha distrutto il delicato equilibrio tra i pianeti interni e quelli esterni del sistema solare, ora in guerra tra loro.
In mezzo a questa situazione complicata troviamo Gulliver “Gully” Foyle, un uomo mediocre, senza ambizioni, ignorante e senza abilità particolari. Si trova a bordo della Nomad quando vengono attaccati e distrutti da una astronave nemica e Foyle, unico sopravvissuto, fa del suo meglio per mantenersi in vita trascorrendo ben sei mesi nella carcassa dell’astronave. La disperazione fa posto alla speranza quando vede passare un’astronave della stessa azienda della Nomad e spera che lo possano portare in salvo. Ma la nave ignora il suo segnale di richiesta d’aiuto. Come una goccia che fa traboccare il vaso, Foyle si incide nella mente il nome di quella nave, la Vorga, e diventa un essere consumato dalla vendetta, un feroce antieroe con pochi scrupoli che non si fermerà alla Vorga. Diventa a modo suo la tigre del titolo, sia visivamente che psicologicamente… ma non vi dico altro.

In viaggio con Gulliver (Foyle): Non lo nego, avrete buoni motivi per detestare Foyle, eppure non riuscirete a non fare il tifo per lui, come con ogni antieroe ben scritto. La meccanica del jaunto è gestita in maniera molto interessante nei suoi limiti e nel modo in cui viene percepita dalla società.
Bester costruisce un mondo che al giorno d’oggi ci sembra strano, eppure la sua visione del futuro non è invecchiata così male per quanto riguarda i grandi temi. Questo perché è riuscito a toccare corde ben particolari: le sue riflessioni sulla società, sul ruolo delle donne e sul potere della ricchezza sono, alla fine della fiera, temi universali. Non mancano nemmeno i personaggi femminili interessanti: provenienti da ceti diversi e con obiettivi diversi, incontrano o si scontrano con Foyle, non sempre avendo la meglio.

Indovinate: una scoperta di un certo livello accessibile quasi a tutti e che ha cambiato il mondo nel modo di comunicare, viaggiare, percepire ma anche difendersi e attaccare. Sto parlando di internet? No, sto parlando del jaunto. Questo perché Destinazione Stelle è una storia profondamente cyberpunk, e se sostituite il jaunto con internet avrete sottomano qualcosa da fare invidia a Gibson (Il quale, assieme a Moorcock, lo annovera tra i suoi libri preferiti).
Non a caso è stato annoverato tra i progenitori del genere: megacorporazioni che controllano il pianeta (in questo caso i pianeti), famiglie ricchissime distaccate dalla società, sempre più strane ed eccessive, impianti cibernetici, un singolo in lotta con il potere e un’aura di pessimismo… insomma, c’è tutto.
Leggerlo è come assistere a una fusione tra la fantascienza “classica” e il cyberpunk: uno spettacolo non da poco.

Voto: 8,5

 

The Stars my Destination

Author: Alfred Bester
Genre: Sci-fi, pre-cyberpunk
Year: 1956
Note: Known also as “Tiger, Tiger” as a reference to William Blake’s famous poem.

Plot:
In the 25th century space travel is common, and there’s even a form of teleportation, called “jaunting” , from the name of the scientist who discovered it. One doesn’t need a device to jaunt, only the power of the mind and concentration.
Jaunting changed many things, from the structure of prisons to the security measures adopted by the richest people who refuse to jaunt as a sign of wealth. And it has destroyed the delicate balance between the internal and external planets of the solar system, now at war. In the middle of this complex situation we have Gulliver “Gully” Foyle, a mediocre and ignorant man without ambitions or special skills.
He’s working aboard the spaceship Nomad when they get attacked and destroyed by the enemy and Foyle, the only survivor, spends six months alone in the remains of the ships. Desperation makes way to hope when a spaceship of the same company appears and he hopes that they’ll be able to save him. But the ship ignores his distress beacon.
This becomes the proverbial last straw for Foyle, who carves in his mind the name of that spaceship, the Vorga, and becomes consumed by vengeance, a cruel, merciless anti-hero that will not stop even after the Vorga. He becomes the tiger of the title, both visually and psychologically… but I’m not gonna say anything more.

Dont’ get Foyle’d: you will have good reasons to hate him, but also to sympathize with him, as with any well written character.
Bester handles the mechanics of jaunting in an interesting way, giving it limits and showing us how it changed society. He creates a world that feels weird today, and yet his vision of the future has not aged so badly when it comes to the main themes. This because his reflections on society, on women’s roles and the power of money are, in the end, still universal and very important today. Unsurprisingly there’s no lack of interesting female characters: coming from different backgrounds, with different goals, they meet or crash into Foyle, which isn’t always a good thing.

Guess this: an important discovery, accessible almost to everyone and that changed how the world communicates, travels, perceives but also defends and attacks. Am I talking about the internet? No, I’m talking about jaunting. And this because The Stars My Destination is deeply cyberpunk, and if you replace jaunting with the internet you’ll have something to make Gibson envious: after all, it’s one of his – and Moorcock’s – favorite books.
The book has been described pre-cyberpunk because it shares many themes with the genre: mega corporations controlling the planet(s), super rich families becoming even more rich, weird and totally detached from the common people, cybernetic enhancements and an aura of pessim.
To read The Stars My Destination is like facing a mix between “classical” sci-fi and cyberpunk: not something you want to miss, believe me.
Vote: 8.5

 

 

 

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