Recensione: Bay City / Review: Altered Carbon

51ktalmtzsl-_sx327_bo1204203200_Autore: Richard K. Morgan
Genere: fantascienza cyberpunk, distopia, noir
Anno: 2002
Note: Primo volume della “trilogia di Takeshi Kovacs”. Nel 2017 uscirà su Netflix una serie tv basata sul romanzo. Vincitore del Premio Dick nel 2003.
Edizione: ho letto l’edizione italiana tradotta da Curtoni e pubblicata da TEA nel 2006. L’inglese di Morgan non è proprio facilissimo, quindi onore al traduttore.

Trama: Siamo in un futuro dove l’umanità ha colonizzato pianeti lontani, scoperto rovine di una civiltà perduta su Marte e, soprattutto, ciò che costituisce una persona (i suoi ricordi, le sue abilità) viene conservato digitalmente in una pila corticale nella colonna vertebrale, alla base della testa. Se il corpo muore vieni trasferito in un corpo nuovo o, come si suol dire, “custodia” nuova. Se te lo puoi permettere, ovviamente.
Ed è ciò che succede al nostro eroe, il veterano di guerra Takeshi Kovacs, ex membro dei temuti Corpi di Spedizione (per gli amici Spedi), e criminale: viene fatto uscire di prigione e trasmesso tramite pila corticale sulla Terra, per lui la prima volta essendo nato su una colonia e avendo combattuto in guerre sparse su vari pianeti.
Si trova sulla Terra grazie a un multimiliardario, Laurens Bancroft, che vuole assumere Kovacs per farlo indagare sul mistero del suo suicidio. Bancroft è morto, ma secondo la polizia si tratta di suicidio. La sua memoria è stata inviata in un centro dati e Bancroft si trova ora in una custodia nuova, ma non ha memoria di ciò che gli è accaduto nelle ultime ore prima della morte. Non sa perché o come è stato ucciso e dubita che si sia davvero suicidato. Bancroft è un Mat, un Matusalemme: ha vissuto per secoli cambiando custodia a suo piacimento grazie alla sua ricchezza, e vuole che Kovacs scopra la verità sulla sua morte, dato che la polizia si rifiuta di proseguire le indagini.

Kovacs farà la sua indagine, ma con i suoi metodi.
Il mondo creato da Morgan è ben costruito e dettagliato, fino a sembrare reale persino nei suoi aspetti più distopici. I personaggi secondari sono interessanti (e sì, ciò include alcuni personaggi femminili non da poco, anche se a dire il vero potrebbe far meglio) ma la stella dello show è il nostro ex-Spedi. Il suo addestramento – per non dire condizionamento mentale – non gli consente di dimenticare nulla, mai, nemmeno le sue più atroci memorie di guerra: ce n’è una in particolare, contrassegnata dalla parola “Inennin” che vi farà rabbrividire. Quando si ha sottomano un personaggio capace di resistere alle peggiori torture si sa che verrà torturato, e Morgan non gliene risparmia nemmeno una, perciò la violenza non manca.
E pensare che all’inizio Kovacs mi stava antipatico. Lo consideravo eccessivo, e le scene di sesso ancora oggi mi sembrano un po’ esagerate, un po’ troppo “fantasia maschile”, pur se ben scritte.
Proseguendo nella lettura sono arrivata ad affezionarmi a Kovacs proprio per il suo essere “over the top”, tamarro nel senso più buono del termine: una sorta di fusione di Rambo, Jena/Snake Plissken e Philip Marlowe in salsa cyberpunk.
Sarà che, alla fine della fiera, Kovacs è il classico antieroe dal cuore d’oro a cui è difficile non voler bene.

Non mancano gli omaggi al noir, tra femmes fatales, detective che cercano di portare ordine nel grande caos cittadino, un protagonista che ci guadagna poco dalla soluzione del caso ma continua imperterrito, e la città stessa, viva e pulsante anche se molto classicamente cyberpunk (non aspettatevi grosse novità sotto questo aspetto).
Ma c’è di più: religione, politica, filosofia, passione, tecnologia all’avanguardia e miseria più nera, un contrasto classico ma ben costruito.
Che dire, aspetto con ansia l’uscita della serie su Netflix, sperando ardentemente che facciano un buon lavoro. Nel frattempo potete gustarvi il libro, che rimane una lettura godibilissima.

Voto: 8,5/10

ALTERED CARBON
Author: Richard K. Morgan
Genre: sci-fi (cyberpunk, dystopia), hardboiled
Year: 2002
Notes: winner of the Dick Award in 2003. A Netflix series based on it is in the works and will come out in 2017.

The story is set in a future when humanity has colonized far away planets, discovered ruins of a lost civilization on Mars and, most importantly, everything a person is is digitally stored in a cortical stack in the spinal column at the base of the head: if the body dies the person simply gets a new body, or as they call it, “sleeve”. If they can afford it, of course.
And this is what happens to our hero, the war veteran Takeshi Kovacs, ex member of the dreadful military elite Envoy Corps and now criminal, who gets pulled out of prison and downloaded to Earth for the first time in his life, being born on a colony and having fought wars in distant planets.
This happened to him because a multimillionaire named Laurens Bancroft wants Kovacs to discover the mystery behind his suicide. Bancroft died, the police says by suicide. His memory went to the memory banks and he got re-sleeved, but he has no memory of what happened in his last hours, he doesn’t know why or how he got killed – or if he killed himself. Bancroft is a Meth, from the biblical figure of Methuselah, he has lived for centuries passing from sleeve to sleeve thanks to his money and now he takes Kovacs out of custody to have him solve the mystery of his death, when not even the police would investigate further.

Kovacs will hunt for the truth with his own methods…
The world created by Morgan is incredibly detailed and beautiful, it feels immensely real in his dystopia. The secondary characters are very well written (if you want some well written female characters, this book has them, even though there’s room for improvement) and interesting, but the real star is our ex-Envoy. His training – or should we say mental conditioning – as Envoy prevents him from forgetting anything, ever, not even his most terrible war memories: there’s one, marked by the word “Inennin” that will send shivers down your spine… When you have a character who can endure the worst kind of tortures you know he’ll get tortured, and Morgan doesn’t spare him anything, thus resulting in lots of violence.
And to think that, at the beginning, I couldn’t stand Kovacs. I thought he was excessive, and the sex scenes still feel a bit too excessive today, a bit too much of a “male fantasy” even if well written. By continuing the book I ended up liking Kovacs exactly thanks to his over-the-top persona: a mixture of Rambo, Snake Plissken and Philip Marlowe with lots of cyberpunk thrown in for flavour.
After all, Kovacs is the typical anithero with a heart of gold who it’s hard not to like.

This book relies on some noir archetypes, like the femme fatale, the detective that tries to put some order in the great urban chaos, and the city itself, built in a classical cyberpunk style (so don’t expect originality in this).
But there’s more; there’s religion, politics, philosophy, passion, cutting edge technology and ordinary misery. What else? Oh yeah, I’m eager to see the Netflix series and I hope they’ll do a good job. In the meantime, why not enjoy the book?

Vote: 8,5/10

 

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2 pensieri su “Recensione: Bay City / Review: Altered Carbon

  1. Appena finito questo primo libro. Devo dire che l’aspetto che più mi ha colpito non è tanto la possibilità di una “ricustodia” dopo la morte, ma l’idea che quando si è imprigionati l’identita digitalizzata viene sottratta al corpo, che può anche passare ad un’altro proprietario. L’idea che il corpo possa essere rubato alla sua mente, eppure intimamente legato ad essa da processi chimici che influenzano il comportamento di chi assume la nuova custodia. Insomma, pare un noir con tutti gli stereotipi del genere, ma nella sua estrema leggerezza e scorrevolezza ti spinge a riflettere sul rapporto mente-corpo: grande Morgan! (E poi, che sitle!)
    Spero che i seguiti mantengano le aspettative.

    p.s. sul tema, hai letto Lock-in di Scalzi?

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