Recensione / Review: Ancillary Sword

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Autore: Ann Leckie

Genere: fantascienza (elementi di space opera)

Anno: 2014

Note: Secondo libro della trilogia dell’Imperial Radch, preceduto da Ancillary Justice. Vincitore del BSFA e del Locus Award.

Eccoci di nuovo nell’Impero Radch. Cercherò di evitare ogni spoiler per quanto possibile: il piano di Breq in Ancillary Justice non è andato proprio come previsto, ma ha messo in moto degli eventi. Diventata Breq Mianaai, ottiene la carica di Capitano di Flotta e una nave, la Mercy of Kalr. Deve raggiungere la stazione di Athoek, in orbita intorno a un pianeta lontano famoso per la sua produzione di tè, e proteggerla dai nemici dei Rach: che si tratti della minaccia sempre presente degli alieni Presger o di pericoli interni all’Impero. Obbedisce motivata anche dal fatto che sulla stazione di Athoek vive la sorella minore del Tenente Awn (se avete letto Ancillary Justice capirete il peso della cosa). Non è un compito facile per Breq, e oltretutto le viene assegnato un Tenente novellino che sembra nascondere qualcosa…

Per certi aspetti ho preferito Ancillary Sword a Ancillary Justice. Forse perché ormai sono abituata all’uso particolare dei pronomi femminili per indicare tutti i personaggi, anche coloro che considereremmo maschi da un punto di vista biologico. E non dimentichiamoci che sarei capace di leggere descrizioni di usanze, religioni, abbigliamento e set da tè per ore e ne sarei entusiasta, ma solo se ben bilanciate con la narrazione, come in questo caso.
In ogni modo, dopo che Justice ci ha presentato l’ambientazione, la storia prende il via. Il romanzo, ambientato principalmente sulla stazione di Athoek e sul pianeta stesso, ha una storia più ricca di eventi rispetto al romanzo precedente.
Breq visita le piantagioni di té che sono, senza sorprenderci, terribili per chi ci vive e lavora. I proprietari vivono nel lusso mentre bambini sottopagati raccolgono foglie di un tè così prestigioso che non viene nemmeno venduto ma si può solo ricevere in regalo. Leckie non va per il sottile nella sua critica dell’imperialismo e dell’ipocrisia che lo circonda, fino al punto in cui un lettore/una lettrice potrebbe essere tentato di dire “sì, lo sappiamo, la schiavitù è una cosa brutta e la gente fa schifo, possiamo procedere con la trama per favore?”

E la trama procede. Adoro i libri in cui non riesco a prevedere il susseguirsi degli eventi man mano che leggo, e Ancillary Sword si iscrive a pieno titolo nella categoria. Conosciamo i fatti ma non sappiamo cosa disturberà Breq sul pianeta o quando e come reagiranno i suoi nemici quando scopriranno le sue intenzioni. Appena sembra andare tutto bene, succede qualcosa e Breq deve agire. Ed è molto brava a farsi nuovi nemici, soprattutto perché, nonostante sembri umana in tutto e per tutto, è pur sempre una IA vecchia di secoli che non ha intenzione di farsi mettere i piedi in testa da nessuno. Onestamente adoro come Ann Leckie gestisce il personaggio di Breq: Breq vorrebbe dire alla gente che sì, capisce cosa stanno provando, capisce la loro lingua, conosce quelle tradizioni, ma non può dire apertamente la verità. Adoro come rispetta le altre ancillary e come si sente incompleta: non vuole assomigliare di più agli umani, vuole essere sé stessa come lo era un tempo.

Certo, come altri romanzi di mezzo di una trilogia, Ancillary Sword non è perfetto, dal momento che non porta avanti molto la trama principale. Non risponde alle domande generate dal primo libro, anzi, ne crea di nuove. Cosa o chi si nasconde dietro il Ghost Gate (portale fantasma)? Qual è il coinvolgimento dei Presger, ammesso che siano davvero coinvolti? Come faranno Breq e i suoi alleati a risolvere il problema dell’impero Radch senza distruggere ciò che ha resistito per più di tremila anni? Per saperne di più toccherà leggere il seguito…

Voto: 8,5


 

Author: Ann Leckie

Genre: sci-fi, space opera elements

Year: 2014

Notes: Second book of the Imperial Radch Trilogy, preceded by Ancillary Justice and followed by Ancillary Mercy. Winner of the BSFA and Locus Award.

We’re back to the Radch. I’ll try to keep this review as spoiler-free as possible: Breq’s plan in Ancillary Justice didn’t go exactly as planned, but she still obtained something. She becomes Breq Mianaai, is appointed Fleet Captain and is put in command of a ship, the Mercy of Kalr. She has to reach Athoek Station, a station orbiting a distant planet famous for his production of tea, and protect it from the Radch’s enemies, be it the ever looming threat of the alien Presger or the danger within the Radch. She compels, motivated also by the fact that on Athoek Station lives the younger sister of Lieutenant Awn (if you’ve read Ancillary Justice you’ll understand the weight of this). Not an easy task, taking into account that she’s being assigned a very young lieutenant and Breq is very determined to find out what she’s hiding…

On certain aspects I loved this book even more than Ancillary Justice. Maybe it’s because I’m used by now to the peculiar use of female pronouns to indicate every character including those we would consider biologically male. Also, never forget that I could read descriptions of customs, religions, clothing and tea sets for hours and be happy with it, if they’re well balanced with the narration like with this novel. Either way, now that Justice introduced us to the Radch universe, the narration takes over. With a significant higher number of events compared to Ancillary Justice, the story is set mostly on Athoek Station or on the planet itself. Breq visits the tea plantations, which are, unsurprisingly, familiarly ugly for those who work and live there. The owners, of course, live in luxury, while underpaid children pick the tea leaves to make a tea so valuable it’s not even sold but only given as gift. Leckie isn’t subtle in her critique of imperialism and the hypocrisy behind it, to the point that the reader is a bit tempted to say “yes, we know, slavery is bad and people are shit, can we please move on with the plot?”

Luckily there’s more than that. I personally enjoy a lot books that leave me wondering what was going to happen next, and Ancillary Sword is very efficient in this. We’re presented with the facts as Breq knows them, but it’s hard to guess what will disturb Breq’s official mourning on the planet or when will Breq’s enemies realize that she’s onto them – and how will they react. Whenever I feel that things are going a bit too idly, too calmly, something happens and Breq has to act. She’s very efficient at making new enemies, mostly because despite her outward appearance she’s still a centuries-old AI who takes no shit. And honestly, I love how Leckie wrote Breq: her desire to tell people that yes, she knows how they’re feeling but not being able to because it would require too many explanations, the relationships she has with the other AIs, the respect she has for Ancillaries and, above all, how she feels incomplete. She doesn’t want to be more human, she wants to be more like herself.

Of course like other trilogies’ middle novels Ancillary Sword isn’t perfect, and it still doesn’t answer to all the questions the first book raises. In fact, it raises more. What or who is behind the Ghost Gate? How involved are the Presger in all of this, if at all? How are Breq and her allies going to solve the huge problem the Radch Empire is facing without destroying what has been standing for more than three thousand years? We’ll have to read the third book to find out more.
Vote: 8,5

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