Recensione: Angeli Spezzati / Review: Broken Angels

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Autore: Richard K. Morgan
Genere: fantascienza, space opera, military
Anno: 2003
Note: Pubblicato dalla Nord nel 2005 sempre su traduzione di Vittorio Curtoni. Io l’ho letto in inglese.
Secondo volume della Trilogia di Takeshi Kovacs, preceduto da Bay City/Altered Carbon.

30 anni dopo Altered Carbon, le avventure di Takeshi Kovacs continuano non in forma noir, ma in forma di space opera militare. Kovacs si trova su Sanction IV, dove combatte come membro del Cuneo di Carrera: un esercito mercenario incaricato di sedare una ribellione planetaria dove ci sono in gioco sia interessi governativi che corporativi. Dopo una battaglia particolarmente sanguinosa Kovacs necessita di cure per la sua “custodia”, il corpo dove si trova la sua pila corticale. Lì viene contattato da un certo Jan Schneider: Kovacs capisce subito che non è uno dei combattenti di Carrera, ma è incuriosito dalla sua offerta. Prima della guerra Schneider aveva scoperto un artefatto marziano di grande valore, e ora vuole assumere Kovacs per arrivare all’artefatto e analizzarlo. Kovacs accetta e i due partono in missione con l’archeologa Tanya Wardani e dei soldati recuperati da un mercato di pile corticali. L’area dove si trova l’artefatto è nel mezzo di una zona di guerra, ed è pericolosa anche per via delle radiazioni dovute ai bombardamenti: hanno poco tempo per estrarlo e reclamarne il possesso prima che le radiazioni uccidano le loro custodie. Sullo sfondo, una guerra atroce e spietata. Davanti a loro un lascito dei marziani, popolo ancora ricco di segreti a cui gli umani devono gran parte delle loro mappe spaziali.

Comparato agli altri due libri, è forse quello che preferisco di meno. Ma non perché non sia ben scritto, anzi, liberatosi dai dettami del noir Morgan fa un lavoro più che dignitoso: non oso dire migliore, sono due libri molto diversi. Crea dei personaggi secondari (penso soprattutto al team di soldati che segue Kovacs) di un certo rilievo e meno stereotipati di quelli di Bay City, un raggio di sole nel punto di vista del cinico Kovacs. Adoro l’archeologia spaziale e quanto scoprono sui marziani – che davvero marziani non sono, hanno colonizzato il pianeta rosso ma vengono da chissà dove – è da brivido, specialmente nel ben orchestrato finale. Anche perché i personaggi non ci pensano, presi dagli eventi, e anche il lettore/la lettrice è tentato/a di ignorare le conseguenze di ciò che i nostri eroi hanno appena visto. Ma poi ci riflette un secondo e…
Purtroppo l’artefatto in sé mi ha colpito negativamente, sembrandomi una cosa molto già vista e trattata come se fosse iper innovativa. C’è un film e diverse serie tv su un oggetto del genere, e qui avrei invece voluto spalancare gli occhi dalla sorpresa. Non che sia “sbagliata” come trovata, ma avevo delle aspettative molto diverse. Poi c’è un dettaglio della trama che non mi ha convinto, anche se ovviamente non spoilero.

Angeli Spezzati rimane un romanzo valido perché, come già ci aveva dimostrato in Bay City, Morgan sa scrivere, ed è un piacere avere a che fare con il suo stile: una prima persona (che normalmente non mi fa impazzire) molto ben gestita e un equilibrio tra scene d’azione e scene più “tranquille” costruito con precisione. Ed è bello notare come rende bene il passaggio degli anni: tecnologie che in Bay City erano innovative sono diventate obsolete nel giro dei trent’anni che separano le due storie.
Difficile valutare un romanzo che, pur essendo appunto “valido”, per me è stato un po’ una delusione. Non posso dire sia brutto, ma non è di sicuro l’opera meglio riuscita di Morgan, da cui mi aspettavo di più.

Voto: 7,5


 

Author: Richard K. Morgan
Genre: sci-fi, space opera, military
Year: 2003
Notes:  Second novel of the Takeshi Kovacs trilogy, preceded by Altered Carbon.

30 years after Altered Carbon Takeshi Kovacs’ adventures continue, and not in another hard boiled story, but as military sci-fi. Kovacs is on Sanction IV, where he fights as a member of Carrera’s Wedge, a mercenary army fighting a planetary rebellion where corporate and government interests are at stake. After a bloody battle Kovacs is getting his “sleeve” (the body in which his cortical stack is) repaired, and while he rests he meets Jan Schneider: Kovacs immediately understands the he isn’t a member of the Wedge, but he’s intrigued by his offer. Before the war Schneider had discovered a valuable Martian artifact, and now he wants to hire Kovacs to get to the artifact and analyze it. Kovacs accepts and they leave with the archeologist Tanya Wardani and a few soldiers found and resleeved at a cortical stack market. The artifact lies in the middle of a war zone, with the added danger of radiations due to the bombings: they have a limited amount of time to extract it and claim its possession before radiation sickness kills their sleeves. Behind them, a bloody and merciless war. In front of them a legacy from the Martians, a race still clouded in mystery to which humans owe most of their space maps.

Compared to the other two novels, this is my least favorite one. Not because it isn’t well written – in fact, quite the contrary: once he is free from the hard boiled tropes Morgan does a nice job, I can’t say a better one because they tell different stories. The secondary characters, especially the team of soldiers following Kovacs, are far more interesting compared to the Altered Carbon ones, much less stereotyped; a ray of light in the cynical point of view of Kovacs. I love space archeology and the discoveries they make about the Martians: they’re not really Martians, they colonized the Red Planet coming from somewhere else, and the ending is quite exciting. Especially because the characters don’t think about it, caught in the flux of events, and the reader is tempted to ignore the consequences of what our heroes have seen. But when the reader thinks about it… shivers are guaranteed.
Unfortunately I was a bit disappointed by the artifact per se, because it felt completely unoriginal, but handled as something unique. There’s a movie and various tv series based on a similar object, and I would have wanted something to surprise me. Not that it is “wrong” as a narrative solution, but I had different expectations. And there’s a detail in the plot that doesn’t work (at least for me), but I can’t say what or it would be a spoiler.

Broken Angels is still a good novel because, as he showed us in Altered Carbon, Morgan can write, and it’s a pleasure to read. I’m not a fan of the first person narratives but he handles it well, and there’s a good balance between action and “calm” scenes. It’s also nice to notice how he deals with the passing of time: technologies that were innovative in Altered Carbon have become obsolete in the thirty years that separate the two stories.
It’s hard to evaluate a novel that, despite being well written, has been a little of a disappointment. I can’t say it’s bad, but it certainly not Morgan’s best and I had higher expectations.

Vote: 7,5

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