Short stories: A Concerned Mom / Storie Brevi: Una Mamma Preoccupata

motherconcerned

“Oh, finalmente, è una vita che… dov’è mio figlio? Credevo… voglio vederlo, dov’è Alex? È ferito?”
“La prego, si calmi, signora…”
“Signorina Jankowski.”
“Bene. Prego, si sieda. Quel caffè è per lei.”
Jones le diede il tempo di sistemarsi. Sembrava terrorizzata e stanca, e indossava ancora la divisa da cameriera di Super Burgers.
“Mi dispiace,” tirò su col naso, “cosa è successo, sta bene?”
“Il suo Alex… è bravo con i computer, vero?” Jones bevve un sorso del proprio caffè.
“Beh, come tutti gli adolescenti!” rispose, nervosa.
Jones regolò il cyberware all’occhio destro e le informazioni sul caso comparirono al limitare del suo campo visivo. Attivò il proiettore olografico. “Come può vedere qui,” ingrandì un paragrafo del documento, “suo figlio si è introdotto nel sistema della Vega Corp. Si sono accorti subito dell’intrusione e ci hanno avvertito. Non è stato difficile tracciarlo.”
Poi la Vega Corp è quasi sicuramente collegata alla malavita locale, e ciò spiega la loro fretta di volerlo mettere dietro le sbarre prima che possa parlare con qualcuno, pensò Jones. Ma non disse nulla. Non sappiamo nemmeno se ha visto qualcosa.
La signorina Jankowski si pulì il naso e fissò il paragrafo come se fosse in stato di shock.
“Ma… il mio Alex! Non ci credo, insomma, non è possibile! Mio figlio! Sì, certo, è bravo coi computer, ma non così bravo.”
“Come può esserne certa?”
“Be’… ha detto che lo avete tracciato, magari qualcun altro lo ha… non lo so, ha mandato segnali al suo computer per incastrarlo?”
“Quando lo abbiamo trovato era ancora collegato al sistema della Vega, perciò mi dispiace ma non può essere.”
“Cosa posso fare ora? Cosa succederà?” si lasciò andare e pianse.
“È ancora minorenne, e se è davvero così bravo si farà un paio di anni e poi appena esce avrà un lavoro che lo aspetta, ci scommetto.” cercò di incoraggiarla con un sorriso.
“Lo posso vedere? La prego!”
Jones si grattò la testa. “Sì, ma dovrò controllare i suoi documenti prima di farla entrare nella sua cella.”
“È in una cella? Il mio piccolo…”
“È parte della procedura standard.”
La donna frugò nella borsa e gli diede i suoi documenti. Jones li scannerizzò. Il database non evidenziava nessuna irregolarità. “Okay, venga con me.”

Ho dormito? Alex scosse la testa rapidamente. All’inizio non poté capire come avesse potuto addormentarsi, vista la tensione del giorno. Poi si ricordò quante ore aveva passato davanti allo schermo.
La porta si aprì facendo passare un raggio di luce.
“Alex!”
“Mamma?” il poliziotto lo guardò con aria severa e chiuse la porta.
La madre abbracciò Alex.
“Stai bene?”
“Sì, credo di sì.”
Perché non puzza di fritto? C’è qualcosa che non va… cercò di staccarsi dall’abbraccio, ma lei lo tenne stretto.
“Lasciami andare.” protestò, ma lei lo afferrò per i polsi. La donna gli conficcò nel petto un ago retraibile che era impiantato sotto l’unghia dell’indice.
Cercò di chiamare aiuto, ma qualunque cosa ci fosse stata in quell’ago gli aveva addormentato i muscoli. La vista gli si offuscò e l’oscurità lo avvolse.


 

“Oh, finally! I’ve been waiting… where’s my boy? I thought… I want to see Alex, where’s him? Is he hurt?”
“Please, calm down, mrs…”
“Miss Jankowski.”
“Right. Please, sit. That cup of coffee is for you.”
Jones gave her time to sit. She looked scared and tired, and was still wearing a Super Burgers uniform.
“I’m sorry.” she sniffed. “What happened, is he all right?”
“Your… Alex is good with computers, isn’t he?” Jones took a sip of his coffee.
“Well, like any teenager!” She replied, nervous.
Jones adjusted his eye cyberware and the necessary info started to appear at the edge of his vision. He activated the holo projector. “As you can see here,” he zoomed in at a specific paragraph, “your son broke into the Vega Corp system. They noticed his presence immediately of course, and notificated us. It wasn’t hard to track him.”
Also the Vega Corp is probably tied to a crime organization, hence their interest in putting him behind bars before he could spread any info on the matter, thought Jones. But he said nothing. We don’t ever know if he saw anything about it.
In the meantime miss Jankowski wiped her nose and stared at the paragraph as if she were in shock.
“But… my Alex! No, I can’t believe that, I mean, he can’t! My boy! Yeah, he’s good with computers but not that good!”
“How can you be so sure?”
“Well… you said you tracked him, maybe someone else had… I don’t know, sent signals to his computer to make you believe it was him?”
“When we found him he was still connected to the system, so I’m afraid it’s not possible.”
“What can I do now? What’s gonna happen?” She looked on the verge of crying.
“Well, he’s still underage, and if he’s really this talented he’ll serve maybe a few years and will have a job waiting for him as soon as he’s out, I’m sure.” He tried an encouraging smile.
“Can I see him? Please!”
Jones scratched his head. “Well, I’ll need your documents before admitting you to his cell.”
“He’s in a cell? My boy…”
“Just a standard procedure, ma’am…”
The woman fumbled in her bag and gave him her ID. He scanned it, and it matched their database. “Okay, come with me.”

Have I been sleeping? Alex shook his head quickly. At first he couldn’t understand why, despite the tension of the day, he had managed to fall asleep. Then he remembered how  many hours he had spent in front of the computer.
The door opened and a ray of light entered the room.
“Alex!”
“Mom?” The police officer gave him a stern look and closed the door.
His mom hugged him.
“Are you okay?”
“Yes, I think so…”
Wait, she doesn’t smell of fries? There’s something wrong… He tried to break free from her hug, but she held him close.
“Let me go.” he protested as she grabbed his wrists. Then she stabbed him with a retractable needle implanted under her fingernail.
He tried to scream for help, but whatever had been in that needle made his muscles go numb. His vision started to blurry, and then everything went black.

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