Recensione: I Figli dell’Invasione / Review: The Midwich Cuckoos

ucl51Autore: John Wyndham
Genere: fantascienza
Anno: 1957
Note: esistono tre film tratti da questo romanzo: Il Villaggio dei Dannati, La Stirpe dei Dannati e Villaggio dei Dannati.

Midwich è il classico paesello di campagna dove non succede mai niente. Un giorno, il protagonista, Richard Gayford, torna a Midwich assieme alla moglie dopo aver passato la notte a Londra. Ma tutte le strade sono bloccate. Quando la moglie cerca di raggiungere il villaggio tagliando per i campi all’improvviso crolla, come colpita da qualcosa. Quando la recuperano scoprono che sta bene: era un’altra vittima dello strano fenomeno che aveva impedito a chiunque di entrare a Midwich quel giorno. Nessuno può superare la linea immaginaria che sembra circondare il villaggio, o cadrà in uno stato simile al sonno. Esercito e autorità non sanno cosa stia succedendo, ma l’aviazione riesce a notare uno strano oggetto argentato vicino al villaggio prima di perdere un altro aereo a causa del sonno. Il giorno dopo tutto torna alla normalità: gli addormentati si svegliano e continuano la loro vita quotidiana, riferendosi a quel giorno come al “giorno saltato.” Nessuno sa esattamente cosa sia successo, e le autorità decidono di mantenere il villaggio sotto osservazione in caso di conseguenze. E c’è, in effetti, una conseguenza non da poco: ogni donna fertile scopre di essere incinta. Il dottore del villaggio, la famiglia ricca locale (gli Zellaby) e Gayford, incaricato segretamente di sorvegliare Midwich, decidono di coordinare i loro sforzi per proteggere queste donne da eventuali conseguenze sociali spiacevoli: alcune di loro sono appena adolescenti, o non sposate. Non ci devono essere scandali o sensi di colpa, perchè è chiaro che nessun uomo – nessun umano, a dire il vero – è responsabile della loro condizione. E il titolo originale deriva proprio da lì: i cuculi sono uccelli parassiti che depongono uova nei nidi di altri uccelli e costringono i legittimi proprietari a occuparsi anche dei loro piccoli. I piccoli dei cuculi crescono in fretta e richiedono molte attenzioni… e così i figli misteriosi che vengono alla luce come conseguenza del “giorno saltato.”

La trama di questo romanzo è molto nota, grazie anche ai film, e non è un tema che al giorno d’oggi ci sembra innovativo. Non incolpo Wyndham per questo, I Figli dell’Invasione ha quasi sessant’anni e ha influenzato molti autori e registi. Lo stesso era accaduto al Giorno dei Triffidi, eppure I Figli dell’Invasione non è invecchiato altrettanto bene. In gran parte è per via delle idee sull’evoluzione espresse da Gordon Zellaby – scusate, sì, dall’età del libro – e dall’atmosfera in generale. Potrebbe essere una riflessione profonda sull’autonomia corporea femminile (un tema sempre attuale) o almeno sul ruolo delle donne nella società, ma entrambi i temi vengono a malapena sfiorati, cosa che conferisce un effetto ingenuo al romanzo. Oggi sarebbe assurdo scrivere un romanzo del genere senza usare un punto di vista femminile, o esserci molto vicini. Il che ci riporta a un altro problema: il narratore. Gayford è praticamente invisibile, e la storia avrebbe tratto beneficio da un altro stile. Manca la personalità dell’esperto in triffidi o della coppia di autori e giornalisti che osserva gli orrori degli abissi. Gayford non ha una personalità, e sua moglie sparisce presto dietro le quinte, cosa deludente dopo aver avuto personaggi femminili come Josella e Phyllis. Doppiamente deludente in una storia che tratta di un’esperienza collettiva di maternità: anche se la moglie di Gayford non ha subito gli effetti collaterali del “giorno saltato”, la sua presenza sarebbe potuta essere rilevante. Nonostante questi difetti, che uniti alla mancanza di “azione” che gli altri romanzi di Wyndham che ho letto hanno in abbondanza, I Figli dell’Invasione è comunque interessante. L’inizio è da brividi, e i figli nati dopo il “giorno saltato” sono… interessanti, a dir poco. Gordon Zellaby ha una personalità da protagonista, e forse sarebbe stato meglio come tale. Ciononostante, i romanzi di Wyndham hanno quel qualcosa che fa sì che diventa difficile prevedere il finale, cosa non da poco. Non sarà il suo romanzo migliore, ma è interessante, e non è male andare alle radici di certi temi famosi ogni tanto.

Voto: 7,5


Author: John Wyndham
Genre: sci-fi
Year: 1957
Notes: Has been filmed twice as Village of the Damned.

Midwich is the typical countryside village in which nothing ever happens. One day, the main character Richard Gayford and his wife come back after having spent the night in London but find every road blocked. When his wife tries to reach the village through the fields she simply falls down, as if something struck her. When she is recovered they found out that she is fine: she is just another victim of the strange phenomenon that has been preventing everyone to enter Midwich that day. No one can come within a certain radius of the village or they will fall down in a sleep-like status. The military and the authorities have no idea what’s happening, and the aviation manages to spot a strange silver object next to the village before losing another plane. The day after, everything comes back to normal. People wake up and continue their daily activities, and refer to that day as “Dayout”. No one knows exactly what happened during Dayout, and the authorities keep watch on any possible consequence. And there’s a very big one: every fertile woman in the village finds out to be pregnant. The local doctor, the local rich family (the Zellaby) and Gayford, who is keeping watch on Midwich as a secret job, decide to coordinate their efforts to prevent any possible societal consequence on these women, some of which barely teenagers or unmarried. There is no room for scandals or guilt, as it becomes clear that no men – indeed, no humans as we know them – were involved in the process. And that’s where the title comes from: cuckoos are parasite birds who lay eggs in other birds’ nests and make so that the other bird cares for their chick. Cuckoo chicks grow faster and are very demanding… and so are the mysterious children that come to life as a result of that dreadful Dayout.
The plot of this novel is rather well known due to the movies as well, and it is generally a theme that does not feel new at all to a reader of the present times. I do not put Wyndham at fault for this, the book is almost sixty years old and has influenced many authors and directors. The same happened to Day of the Triffids, and yet Midwich Cuckoos has not aged as well as the 1951 novel. The most obvious elements are the beliefs expressed by Gordon Zellaby about human evolution – again, excused by the book’s age – and the whole atmosphere. The book could be a deep reflection on female body autonomy, or at least about women’s role in society, but both themes are barely touched, which makes the novel feel immediately more naive and “old”. Today it would be unthinkable to write about similar experiences without adopting a woman’s pov or at least being very close to one. This makes another problem of the book stand out: the narrator. Gayford is more or less invisibile, and the story could have been written in another style (it would have been better, honestly). There isn’t the personality of the triffid expert who sees firsthand the chilling reality of a blind world, neither the amazing couple who warns the world about the dangers from the abyss and witnesses the consequences. Gayford is barely there, and his wife quickly disappears behind the scenes, which was really disappointing after having read characters like Josella and Phyllis. This is twice as disappointing in a story that is based on a collective maternal experience: even if Gayford’s wife was not in the village during Dayout she could have had a bigger role as a character.
Besides these problems and the story that has, compared to the other novels I’ve read, significantly less “action”, Midwich Cuckoos still has some interesting elements. The beginning is incredibly chilling, and the Children who are born out of the village women are … interesting, to say the least. Gordon Zellaby stands out way more than the narrator and perhaps would have been a better choice as pov. Still, Wyndham’s novels have that something that ensures that you could not predict the ending straight from the beginning, and that’s saying something. While not being Wyndham’s best in my opinion it’s still interesting, and it’s never a bad idea for sci-fi fans to get to know their roots.
Vote: 7,5

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