Short stories: Scorched Earth part 2 / Racconti brevi: Terra Bruciata parte 2

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Consiglio di leggere prima parte 1 // I recommend reading part 1 first

TERRA BRUCIATA parte 2

“Signore e signori, date un caloroso benvenuto ai nostri vincitori!” la ragazza parlava rivolta alla telecamera, visto che non c’era pubblico nella sala, né la sala sembrava fatta per averlo, notò Marcel. C’era la ragazza, un’altra donna che doveva avere qualche anno in più e gli operatori. Sembrava tutto così vero. Li posizionarono vicino a un grande cartello con su scritto “Terra Bruciata” a caratteri arancioni e grigi metallizzati. L’atmosfera della sala era un tributo a Mad Max e le vecchie serie tv di zombie che piacevano tanto al suo migliore amico, con tanto di finte mazze insanguinate e catene. Non sapeva dire esattamente perché, ma si sentiva davvero a disagio. Poi echeggiò una musica trionfale, e coriandoli brillantinati calarono dal soffitto seguiti subito da palloncini colorati.

“Congratulazioni! Il mio nome è Alina, come di certo sapete…” disse la donna con qualche annetto in più, affascinante e dai folti capelli rossi. John sembrava un bambino in un negozio di caramelle: prese qualche coriandolo in mano e li fissò come ipnotizzato.

“Ah, no, non mi pare di conoscerla…” rispose Marcel. C’era qualcosa di assurdo nell’essere sporco – non si faceva la doccia da un po’ visto che razionavano l’acqua – coperto di polvere e terriccio e chissà cos’altro, e stare lì in un posto così pulito mentre dal soffitto piovevano coriandoli. È come gettare zuccherini in una fogna, pensò, come se fossimo noi quelli fuori posto.

“Beh, ora mi conoscete! Ma noi non conosciamo voi, miei cari vincitori! Come vi chiamate?” Alina passò un microfono a Marcel.

“Marcel Belcamp.”

“Splendido! E tu…”

“Uh, John… John Williamson:”

“Marcel e John! Splendido!” Marcel considerò l’ipotesi di colpirla con il calcio del fucile se non smettesse di dire la parola “splendido”.

“Allora, come avete fatto a venire qui? Il pubblico lo vuole sapere!”

Marcel stava per chiederle che genere di pubblico intendesse, ma John rispose: “Stavamo fuggendo da una gang… ci hanno trovati quasi subito, e abbiamo fatto attenzione, dico davvero, non so come ma ci hanno visti… cercavamo un posto dove nasconderci,abbiamo deciso di venire qui e hanno smesso di seguirci.. Oh, a proposito, perchè hanno smesso?”

“Cosa ci facevate in questa zona?” chiese Alina e Marcel non piacque veder ignorata la domanda di John.

“Cercavamo medicine e–”

“Oh, sento una storia strappalacrime in arrivo! Splendido!” Alina fece un gran sorriso alla telecamera e Marcel dovette trarre respiri lenti e profondi per evitare di spararle.

“Sì, sì, medicine per mio figlio, è molto malato, devo salvarlo! Potete aiutarci? Devo salvare Aaron–” Il tono di Marcel si era fatto sempre più eccitato, finchè non sembrò del tutto fuori di testa

“Che dolce! Quanti anni ha?”

“Ne ha dodici, ah… per favore, potete aiutarci? Devo…” Marcel si sentì teso nel vedere la forte stretta di Alina sul braccio di John, ma lei fissò la telecamera con un sorriso che doveva esser stato il risultato di anni di pratica, “Davvero molto interessante, e sono certa che avranno tante storie affascinanti da raccontare. Ma per ora lasciamoli riposare. A più tardi, gente!” Alina fece un cenno di saluto alla telecamera, poi sospirò. Due uomini le fecero un cenno d’intesa da dietro a telecamere, microfoni e altre apparecchiature che Marcel non conosceva.

“Ok, per ora siamo a posto,” i riflettori si abbassarono e Marcel poté vedere meglio la sala.

“Ora seguitemi, per favore…”

 


 

“Ladies and gentlemen, give a nice and heartfelt welcome to our winners!” the showgirl spoke directly to the cameras, as there was no audience in the room, nor did the room look fitted to hold it, noticed Marcel. There was the girl, another woman, slightly older, and the camera crew. Everything seemed so real. They were made to stand next to a giant “Scorched Earth” board, the letters written in orange and metallic grey. The atmosphere of the room was a tribute to Mad Max and the old zombie shows his best friend used to watch, with fake bloody clubs and chains. He couldn’t pinpoint why, but he was feeling very uncomfortable. They heard a triumphant music and glitter confetti started falling from the ceiling, quickly followed by balloons.

“Congratulations! My name is Alina, as you surely know…” the older woman, a handsome redhead, had spoken to both of them. John looked like a kid in a candy shop: he caught a few confetti in his hand as if he were hypnotized.

“Uh, no, I don’t think we know…” replied Marcel. There was something absurd in being dirty – he himself had not showered in a while, because of water rationing – covered in dust, soil and god knows what else, while being snowed confetti upon in what looked like a pristine environment. It’s like throwing cake sprinkles into a gutter, he thought. As if we are the ones out of place.

“Well, you do now! But we do not know you, my dear winners! What’s your name?” Alina handed a microphone to Marcel.

“Marcel Belcamp.”

“Splendid! And you are…”

“Uh, John… John Williamson.”

“Marcel and John! Splendid!” Marcel considered hurting her with his rifle’s stock if she didn’t stop saying the word “splendid”.

“So, how did you made it up here? The audience wants to know!”

Marcel was going to ask her specifically what kind of audience did she mean, but John replied, “We ran away from a gang… they found us almost immediately, and we had been cautious, mind you, I don’t know how but they did… we were looking for cover and we decided to get here, and they stopped following us… oh, why did they stop, by the way?”

“Why were you in this area?”

Marcel did not like her lack of reply.

“We were looking for medicines, actually, and–”

“Oh, a heartbreaking story is coming, I can sense it! Splendid!” Alina smiled wide to the camera and Marcel had to take long, deep breaths to avoid shooting at her.

“Yes, yes, meds for my son, he’s very ill and I need to save him! Can you help us? I need to save Aaron–” Marcel’s tone had become more and more excited, to the verge of maniac.

“How cute! How old is he?”

“He’s, ah, twelve… please, could you help us? I need…” Marcel felt tense as he saw Alina’s steel grip on John, but she faced the camera with a smile that must have been the result of years of practice, “this is incredibly interesting, and I’m sure they’ll have more amazing stories to share. But for now, it’s time to let them rest. ‘Till later, folks!” Alina waved at the camera, then took a deep breath. Two men who had been behind the cameras, microphones and other things Marcel could not name signalled her.

“Ok, we’re done for now.” the lights grew dimmer, and Marcel got a better sight of the room. “Now, if you’d please follow me…”

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