Recensione: Il Manifesto dei Cosmonisti / Review: Astrotruckers

20150205120738_153_copertina_sitoAutore: Mikael Niemi

Genere: fantascienza, comico

Anno: 2004

Notes: Ho letto l’edizione Iperborea tradotta da Laura Cangemi.


Dopo un addio poetico al Tornedal, regione della Svezia dove si svolge il suo romanzo più famoso, l’autore/narratore si imbarca in un viaggio nello spazio. In questa raccolta di racconti brevi infatti, ci mostra come si è svolta davvero l’esplorazione dello spazio, e che conseguenze ha avuto sui corpi di uomini e donne…. e non solo.
La prima storia è ambientata in un bar su un asteroide, un umano si reca lì a bere qualcosa e gli alieni hanno una reazione molto particolare alle sue origini. Dopo questa parentesi comica scopriamo cosa sono i “ponoristi”, da “punto di non ritorno”: esploratori che viaggiano da soli verso le propaggini sconosciute dello spazio sapendo che non potranno mai fare ritorno, e pronti a cominciare piccole terraformazioni personali su pianeti sconosciuti.
Scopriamo anche cos’è il famigerato manifesto dei cosmonisti (i camionisti dello spazio, ovviamente), e come si può rendere migliore la vita nello spazio. Ma non tutti i racconti sono ambientati nel cosmo, come la storia incentrata sulla verità sulle particelle Kurt o sul segreto del metodo del Galattosio.
Il bello di queste storie sta nella dualità della commedia: tutto ciò che fa ridere è anche tragico, e spesso viceversa: possiamo ridere leggendo dei clienti della taverna spaziale detta Buco della Cotica, e commuoverci di fronte alla scena di un gruppo di astrocamionisti che mandano un pacco di beni utili e di conforto a un ponorista ormai anziano, solo sulla superficie di un pianeta. Tutto viene adeguatamente bilanciato, e i momenti da Guida Galattica per Autostoppisti sono affiancati da momenti strappalacrime.

La storia che preferisco è quella del grande parlamento spaziale: ci sono regole speciali per guadagnarsi dei seggi, e l’umanità dovrà adeguarsi ai requisiti non facili… Ma anche la storia sugli androidi e su come riconoscerli tra gli umani – tema serio e ormai famosissimo grazie anche a Blade Runner – è una lettura piacevole che incuriosirà anche il lettore più legato al cyberpunk tradizionale.
Tra una risata e una lacrima questi racconti contengono dei ritratti della natura umana di un certo valore, l’umanità viene mostrata al peggio, al meglio e nella sua quotidianità. Non posso non compararlo a Guida Galattica per Autostoppisti, il filone è quello, eppure è un libro radicalmente diverso. Se la Guida vi piace, Il Manifesto potrebbe fare al caso vostro… ma se non vi è piaciuta non negate una possibilità al Manifesto lo stesso. Potrebbe darvi ciò che la Guida non vi ha dato.

Vote 8,5


Author: Mikael Niemi

Genre: sci-fi, humor

Year: 2004

Notes: I have read the Italian translation by Laura Cangemi published by Iperborea.

After a poetic farewell to the Tornedal (where his most popular novel is set), the author/narrator embarks on a trip to space. In many short stories told from many different voices he tells us about how space exploration really happened, and which consequences it had on the minds and the bodies of men and women. The first story is about a human having a drink at a bar on an asteroid who sees how aliens react to his origins. We learn about “ponorists”, from Point of No Return, explorers who travel alone towards the unknown borders of space, having no limits beside their own life span. We learn about the Astrotrucker’s manifesto and about some extreme consequences to virtual reality addiction. But his style also leaves room for absurd and funny details which are present in every story. So we read a story about a person who finds out the truth about stones,about the Kurt particles and about an alien businnesman who wants to sell a black hole.

This is, indeed, the beauty of all these short stories: since everything that is funny is also sad and vice versa, the same happens to these stories. The image of an astrotruck crew who sends a package of goods to an old colonist who is trying to make a world habitable, one human being at a time, is extremely poetic and sad, as it shows us loneliness to the extreme. But the image of the Rind Hole, the famous space tavern filled to the brim with creatures of all kinds is hilarious. And so everything is perfectly balanced.

My favorite story is the one about the part that humans have in great space parliament. There are some specific rules to earn seats, and humans will have to deal with it. The story about androids and how similar to humans they are is going to please even the most curious cyberpunk reader, as it gives a funny spin on the theme so seriously portraied in works like Blade Runner. Under the laughter and tears, you’ll find some incredibly realistic portraits of human nature at its best and worst. The comparison to the Hitchhiker’s Guide to the Galaxy is unavoidable, and yet this is a completely different book. That said, if you liked the Guide you’re probably going to love Astrotruckers too.

Vote 8,5

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