Short Stories: Beato Angelico, friday night – Part 1/ Racconti Brevi: Beato Angelico, venerdì sera – Parte 1

tiziospara01

Il racconto breve di oggi è basato su uno schizzo della fantastica Margherita! Stavo guardando il suo sketchbook e le ho detto “scannerizzami questo, voglio farci un racconto!” Ed ecco qui. La storia si svolge in una Italia cyberpunk in una città immaginaria del nord, nel’affascinate quartiere del Beato Angelico. Buona lettura!

Today’s short story is based on a sketch done by the amazing Margherita! I was browsing her sketchbook and told her “scan me this, I need to write a story about it!” And so I did. The story is set in a cyberpunk Italy in an imaginary town in the north of the country, in the fascinating district called Beato Angelico. Enjoy!


“Oh merda, merda, merda…” mormorò Lucas quando l’auto che lo aveva quasi investito sfrecciò sulla strada dietro di lui.

“Okay, ora…” si guardò intorno rapidamente: venerdì sera al quartiere del Beato Angelico significava trovarsi nel bel mezzo di una folla, ergo aveva una possibilità di farcela. Si tuffò nella massa di persone, urtando un gruppo di ragazze ben vestite. Gli gridarono contro qualcosa ma lui le ignorò, nuotando nelle profondità della marea umana finché non fu completamente circondato. Non si muoveva con lo stesso passo lento della folla, anzi aveva cominciato a camminare sempre più veloce dato che correre era impossibile. Guardò le persone nella folla: uomini in giacca e cravatta, due donne di colore alte con capelli perfetti e occhi color lavanda artificiali, un gruppo di giovani tutti con i capelli della stessa tonalità di arancione.

Sussultò quando vide un volto con strisce scure lungo le guance e lungo il mento, ma non era lei: era solo un altro androide, in questo caso con il volto di un giovane asiatico. Portava due borse di negozi d’alta moda e seguiva la sua “proprietaria”, una donna asiatica sui cinquanta. Se non avesse avuto quelle strisce permanenti sarebbe potuto sembrare suo figlio.

Rilassati, forse ce l’hai fatta. Si consentì di apprezzare il profumo delizioso che veniva dal chiosco di piadine alla sua sinistra. Forse potrei… Poi la vide. Era nella folla, dietro di lui, con solo due file di turisti beatamente ignari a separarli. Lo seguiva come un predatore fa con la preda, e non smetteva di fissarlo. Nessuno la notava, e perchè dovrebbero, sembra un androide qualunque, potrebbe essere in giro per commissioni. E probabilmente lo è, si rese conto immediatamente Lucas. Non l’ho mai vista prima, quindi qualcuno deve averla mandata, quindi… appena la ragazza androide estrasse la pistola Lucas capì che era finito il momento di pensare ed era cominciato quello di correre. Urtò persone a caso nella folla, aspettandosi di sentire gli spari che non ci furono, da cui intuì che chiunque l’aveva mandata non voleva danni collaterali. Estrasse il cellulare e fece una chiamata.
“Andiamo Marco, rispondi, stupido cretino, rispondimi, rispondimi…” tenne il cellulare attaccato all’orecchio mentre correva nella folla, entrando nell’area del mercatino serale. Le bancarelle vendevano merci di tutti i generi, dai videoregistratori vintage – l’ultima moda – a lampade vecchie di secoli per coloro che amavano fingere che il futuro non fosse ancora arrivato. Ma Lucas sapeva che il futuro era lì, era dietro di lui, lei era dietro di lui, e correva con la sobria perfezione tipica degli androidi.

Il portico sotto cui era tenuto il mercato finì e Lucas si trovò di fronte a una strada senza auto – era riservata ai pedoni a quell’ora della sera – ma la speranza gli venne incontro sotto forma di un vecchio tram che rallentava avvicinandosi alla fermata più vicina, proprio di fronte lui. Salì. Andiamo, parti, parti, parti.. Non so nemmeno dove vai ma scommetto che è meglio che stare nel raggio della sua pistola… Il tram sferragliò sulle rotaie e partì. Non mi ero mai accorto di quanto fossero lenti i tram. Estrasse il cellulare e provò di nuovo a chiamare Marco, ma non ottenne risposta.
Il tram aprì le porte alla prossima fermata, e lei era lì: salì tra un uomo con un impianto cibernetico oculare della Olivetti e una ragazza con un rossetto blu vistoso, e lo guardò. C’era qualcosa di strano in lei, anche escludendo il fatto che lo stava cercando di uccidere. Lo guardava in un modo in cui non aveva mai visto gli androidi fare. C’era qualcosa che gli diceva è una faccenda personale. Prima che le porte del tram si chiusero, Lucas balzò giù e lei lo seguì con una velocità disumana. Lucas riprese a correre, sfrecciando lungo Via dei Mille e maledicendo Marco che non rispondeva al suo cazzo di telefono.


“Oh shit, shit, shit…” Lucas whispered as the car that had almost ran over him darted along the road.

“Okay, now…” he quickly scooped the place: friday night at the Beato Angelico district meant a huge crowd, which meant he had a chance. He leapt in the mass of people, bumping into a group of finely-dressed girls. They shouted something at him but he ignored them, diving deeply into the crowd until he was surrounded by people. He didn’t move at their leisurely pace, and started walking faster and faster, at least until running was out of the question. He looked at the people in the crowd: suit-wearing men, two tall, dark skinned girls with perfect hair and artificial lavender eyes, a group of youngsters all sporting the same shade of orange in their hair.

He gasped as he saw a face with dark stripes running down the cheeks and chin, but it was not her: it was just another android with the face of an asian-looking young man. He carried two high-end stores’ shopping bags and followed his “owner”, an asian lady in her fifties. If he hadn’t had those permanent stripes he could have passed for the woman’s son.

Calm down, maybe you made it. He allowed himself to enjoy the delicious scent coming from the piadina-selling kiosk at his left. Maybe I could… Then he saw her. She was in the crowd, behind him, with only two rows of blissfully unaware tourists to separate them. She stalked him like a predator with her prey, constantly stared at him. Nobody noticed her – and why should they, knew Lucas. She looks just like any other android, she may be running errands as far as anyone cares. And she probably is, realized immediately Lucas. I have never seen her before, which means someone sent her, which means… as soon as she casually drew out her gun he figured it was better to stop thinking and start running. He bumped into random people in the crowd, expecting her to shoot, but she didn’t, which meant whoever had sent her didn’t want collateral damage. He took out his cellphone and made a call.

“Come on Marco, answer, you stupid idiot, answer me, answer me…” he kept his phone attached to his ear as he run amidst the crowd, entering the night market area.

The stalls sold all kinds of things, from vintage VHS players – the new fashionable fad – to centuries-old lamps for those who liked to pretend the future had not arrived yet. But Lucas knew the future was there, it was behind him, she was behind him, running with the discreet perfection that all androids have.

The portico under which the market was held ended and he faced a street, there were no cars – pedestrians only at that time of the day – but hope came for him in the shape of an old streetcar, still running on his rails and slowing as it came to the nearest stop, right in front of Lucas. He hopped in. Come on, leave, leave, leave… I don’t even know where this is going but it bet it’s better than being at the other end of her gun, come on… The streetcar clattered on the rails and left. I had never realized how slow these things are.
He took out his phone and tried calling Marco again. And again, he received no answer.
The streetcar came to his next stop. And then he saw her: she hopped in between a man with an Olivetti cybernetic eyepiece and a girl sporting a bright blue lipstick, and she looked directly at him. There was something weird in her, besides the fact that she was trying to kill him. She looked at him in a way he had rarely seen androids do. Something in her look told him it’s personal. Before the tram doors closed, Lucas hopped off. She followed him with inhuman quickness, and Lucas started running again, darting along Via dei Mille and cursing Marco who wouldn’t answer his damn phone.


 

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