Recensione: La Notte che Bruciammo Chrome / Review: Burning Chrome

chromeAutore: William Gibson

Genere: fantascienza, cyberpunk

Anno: 1986 (la raccolta)

Notes: contiene dieci racconti brevi, tre dei quali sono stati scritti in collaborazione con altri autori: La Razza Giusta (con John Shirley), Stella Rossa, Orbita d’Inverno (con Bruce Sterling, e Duello (con Michael Swanwick).


Non tutte le storie di questa raccolta sono a tema cyberpunk, ma sono tutte storie con un qualcosa di particolare. C’è Johnny Mnemonic: ambientata nello Sprawl di Neuromante, il suo protagonista ha dei dati che scottano impiantati nel cervello e ottiene l’aiuto di una certa samurai della strada dalle lame nascoste sotto le unghie, Molly Millions. La Notte che Bruciammo Chrome è ambientata nello stesso universo: pubblicata per la prima volta nel 1982, contiene la prima apparizione del termine “cyberspazio”, inventato proprio da Gibson. I protagonisti sono tre sognatori: i due hacker Bobby e Automatic Jack, che vogliono fare il colpo grosso, e Rikki, che desidera i costosi occhi artificiali delle dive e una carriera nel mondo dello spettacolo. In Mercato d’Inverno c’è una ragazza che ha bisogno di un esoscheletro per stare in piedi, ma i cui sogni possono essere manipolati per farne un prodotto commerciale di grande successo… I protagonisti di New Rose Hotel devono aiutare uno scienziato a cambiare corporazione per cui lavora, cosa che non è mai una passeggiata. Non posso non menzionare Frammenti di una Rosa Olografica, a cui devo l’ispirazione per il nome del blog: la storia di un uomo che si sente solo e abbandonato in una città triste e inquinata. Assieme a Frammenti, Duello è un’altra storia cyberpunk, eppure molto diversa dalle prime due storie nel mio elenco, le più famose. Frammenti e Duello sono prettamente cyberpunk, avvolte in quella cappa di “high tech low life”, eppure sono storie molto più malinconiche: Johnny Mnemonic e La Notte che Bruciammo Chrome sono ciò di cui sono fatti i sogni cyberpunk, nel suo aspetto più affascinante e cromato: anche senza contare Molly Millions, temi e personaggi sono molto simili: ragazze che sognano di diventare dive, hacker, tossicodipendenti, celebrità lontane dalla vita dei comuni mortali e scienziati che vogliono “disertare” dalle corporazioni per cui lavorano, fino ad arrivare a chi ricava arte dai rifiuti. Assieme agli arti meccanici, alle strade illuminate dalle luci al neon e ai cieli scuri e inquinati costituiscono la base per ciò che poi diventerà una trilogia iconica.

Le altre storie sono un po’ diverse. Due addirittura parlano dell’esplorazione dello spazio: Hinterland e Stella Rossa, Orbita d’Inverno. Ma lo fanno alla maniera di Gibson, con un palpabile sottotesto di tristezza e paura. Lo spazio è qualcosa di terrificante, soprattutto in Hinterland, che a me ha ricordato Solaris. Non ci sono eroi valorosi o conquistatori del cosmo, non qui. Stella Rossa, Orbita d’Inverno è ambientata in un universo in cui gli USA non hanno mai vinto la gara per lo spazio. Il Continuum di Gernsback e La Razza Giusta hanno quasi echi urban fantasy, soprattutto la seconda. Continuum può essere letto anche come critica alla fantascienza classica, mentre La Razza Giusta evidenzia un altro fil rouge di molte di queste storie: gli elementi noir/hard boiled. Se conoscete Raymond Chandler e avete letto i suoi racconti brevi scoprirete che c’è davvero tanto in comune. Il debito di Gibson al mondo del noir non è un segreto, dopotutto la prima parte di Neuromante, Chiba City Blues, è un omaggio a “Bay City Blues” di Chandler. Alcol, persone pericolose e donne fatali sono una presenza quasi costante, e La Razza Giusta ci fornisce un esempio molto curioso di queste ultime.

Se vi piace il cyberpunk questa raccolta è una lettura fondamentale. Leggerla dopo la Trilogia dello Sprawl vi farà venire i brividi lungo la schiena mentre riconoscerete le somiglianze, le idee, il progetto dietro a un universo che ha cambiato la fantascienza per sempre.

Vote: 9


 

Author: William Gibson

Genre: sci-fi, mostly cyberpunk

Year: 1986 (the collection)

Notes: It contains ten short stories. Three of these were written in collaboration with other writers, specifically The Belonging Kind (with John Shirley), Red Star, Winter Orbit (with Bruce Sterling) and Dogfight (with Michael Swanwick).


This collection contains some intriguing sci-fi stories. Some of them are fully cyberpunk, some aren’t. Johnny Mnemonic features the titular character in trouble for some hot data he is storing in his memory and finds the help of a certain razor-clawed mercenary called Molly Millions. Burning Chrome is all about hacking: the story was first published in 1982, and it’s where the term cyberspace first appeared. In this story a couple of hackers, Bobby and Automatic Jack, are trying to hit a big target, while the young girl Rikki dreams of getting expensive eye implants and becoming a simstim diva. Winter Market features a sick girl who needs an esoskeleton even to stand, but whose dreams can be manufactured in a very lucrative product… New Rose Hotel deals with the transfer of a scientist from a megacorp to another, definitely not an easy task. I simply cannot avoid mentioning Fragments of a Hologram Rose, to which I owe my blog name: the story of a man who feels lonely and abandoned in a polluted town. Together with Fragments, Dogfight is another cyberpunk story, and yet both of them are different from the two main and most famous stories, Burning Chrome and Johnny Mnemonic. They both are fully cloaked with that “high tech low life” spirit, and yet they are far more melancholic, while Burning Chrome and Johnny Mnemonic, both set in the Sprawl, are the stuff cyberpunk dreams (and roleplaying games) are made of. The main cyberpunk stories in this collection can be seen as blueprints for the whole Sprawl Trilogy. Molly Millions aside, the tropes and characters are very similar. Poor girls dreaming of simstim fame but living a very low life, impossibly brilliant scientists looking to defect from their powerful megacorp, hackers, drug addicts, far away divas and experts in the “waste art”.Together with mechanical limbs, neon-lit streets and dark, polluted skies they weave the pattern for what will later become an iconic trilogy.

The other stories are a bit different. Two of them even deal with space and its exploration, Hinterlands and Red Star, Winter Orbit. But they do it the Gibson way, with that underlining sadness and fear. Space is scary, especially in Hinterlands, where it reminded me of Solaris. And there are no valiant heroes or space conquerors, not here. Red Star, Winter Orbit is a piece of alternate history fiction in which the USA never won the space race. The Gernsback Continuum and The Belonging Kind almost have urban fantasy echoes, especially the second one. The second one directs us to another fil rouge in all these short stories: the hard boiled elements. Indeed, if you’re familiar with Raymond Chandler and have read his short story collections you’ll discover that Burning Chrome is not that different in its structure and function. Gibson’s debt to the world of hard boiled fiction is no secret, after all the first part of the Neuromancer book is called “Chiba City Blues” as a tribute to Chandler’s “Bay City Blues”. Alcohol, dangerous people and femmes fatales are almost a constant presence, The Belonging Kind offering us quite a special example of the latter.

If you’re into cyberpunk, this is a must read. If you read this after having read the Sprawl Trilogy you will feel that shiver down your spine as you pick up the similarities, the pattern, the project behind an universe that, in the end, shaped sci-fi as we know it.

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