Recensione/ Review: Elysium

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Autore: Jennifer Marie Brissett

Genere: fantascienza, post-apocalittico

Anno: 2014

Note: nominato al Locus Award come miglior romanzo d’esordio, menzione speciale al Philip K. Dick Award, inserito nella James Tiptree Jr. Award Honor List. Ho letto la traduzione italiana di Martina Testa pubblicata da Zona 42.


Elysium è un romanzo particolare, perciò seguitemi attentamente: il primo capitolo sembra ambientato nel presente. Adrianne avrebbe dovuto incontrare Helen e pranzare con lei, ma l’amica non può venire. Adrianne gironzola in città e viene ferita alla testa da qualcosa caduto da un cantiere vicino. Torna a casa dal compagno Antoine, e il loro rapporto ci appare incrinato. Ci sono echi di una guerra in un paese lontano. Nel secondo capitolo Adrianne è Adrian, e il suo compagno Antoine è gravemente malato, perciò Adrian si rifugia nell’amico Hector. Nel terzo capitolo Antoinette è morta e Helen viene a consolare Adrienne, completamente distrutta dal lutto. Poi arriviamo al quarto capitolo, dove Adrienne è una vergine vestale in un Nordamerica alternativo, controllato dall’Impero Romano (ma sembra ambientato ai nostri tempi). La guerra si avvicina sempre di più, e i paragrafi sono spesso inframmezzati dalle diagnosi di un computer.

Adesso vi starete chiedendo “cosa c’è sotto?”, ma io ovviamente non ve lo rivelerò. Posso dire questo, però: ogni capitolo si basa su Adrianne/Adrian e il suo forte legame con Antoinette/Antoine. A volte sono amanti, a volte fratelli, a volte genitore e figlio: ciò che non cambia è la profondità dell’amore che Adrianne/Adrian prova per Antoine/Antoinette. Tra gli altri elementi ricorrenti ci sono un’amicizia con Helen/Hector, la presenza di un personaggio secondario chiamato Thomas/Tommy e una ferita alla testa.
Può sembrare assurdo, ma c’è un motivo dietro a questa narrazione così particolare. Perchè nonostante la procedura intricata la trama continua e consente al lettore di capire, lentamente, cosa sta succedendo, fino alla conclusione con annessa rivelazione.

Inoltre… (se volete sapere altro evidenziate col cursore le prossime righe scritte in bianco . Non è un vero e proprio spoiler ma non si sa mai).

La guerra incombente arriva, e ha a che fare con un’invasione della Terra da parte di alieni, i quali riducono la terra a un paesaggio post-apocalittico abitato da due tipi di sopravvissuti: coloro che sono riusciti a rifugiarsi sottoterra, e coloro che non ce l’hanno fatta.

E scopriamo anche chi era Adrian/Adrianne, e perchè è così importante ricordarla/lo.

Certo, alcuni elementi simbolici non sono chiarissimi (ho le mie teorie, ma nient’altro), e alcuni personaggi secondari potevano essere costruiti meglio. Ci sono alcuni cliché e idee che sembrano inserite solo perchè visivamente efficaci, come l’effetto che la polvere aliena ha sugli umani: elementi che potrebbero non piacere a tutti.

Eppure per quello che mi riguarda l’esperimento narrativo di Brissett funziona: dietro c’è una ragione, e un lungo lavoro di progettazione. Un effetto collaterale curioso lo si ha dal fatto che il libro può sembrare una raccolta di racconti brevi con personaggi molto diversi. Adrienne e il padre sopravvissuti all’apocalisse e che vivono sulla superficie sono molto diversi dall’Adrienne vergine vestale accompagnata dal soldato Antoine, e così via. Questo fatto non ha danneggiato il mio piacere della lettura ed è, in realtà, utilissimo per fare un bel cerchio rosso attorno al significato più profondo del romanzo, un’idea ottimista e curiosa sull’amore (di tutti i tipi) e su come possa sopravvivere davvero a tutto.

Vote: 8,5


Author: Jennifer Marie Brissett

Genre: sci-fi, post-apocalyptic

Year: 2014

Notes: Locus Award Nominee for Best First Novel, Philip K. Dick Award (special citation), James Tiptree Jr. Award Honor List (2014). I have read the Italian translation by Martina Testa published by Zona 42. It has nothing to do with the movie with the same name.


This is a weird novel, so bear with me: the first chapter seems set in the present. A woman named Adrianne was supposed to meet her friend Helen for lunch, but Helen cannot come. Adrianne wanders in the city and, next to some construction workers, something falls on her head and she’s wounded. She gets back home to her partner Antoine, and things don’t seem perfect between them. There are echoes of a war in a distant country. In the second chapter Adrianne is actually Adrian, and his partner Antoine seems terminally ill, so he seeks the help of his friend Hector. In the third chapter Antoinette has died and Helene shows up to console Adrianne, who is absolutely destroyed by her loss. Then we reach the fourth chapter, and Adrienne is a Vestal Virgin in an alternate North America controlled by the Roman Empire (but still set in our present times). The war comes closer and closer to home, and paragraphs are often interrupted by malfunctioning computer diagnosis.

At this point you may be wondering, what the hell is going on? Of course I am not going to reveal you everything, but I can tell you this: every chapter revolves around Adrianne/Adrian and their strong bond for Antoinette/Antoine. Sometimes they’re lovers, sometimes siblings, sometimes parent and child: what doesn’t change is how deeply Adrianne/Adrian, usually the main character, loves Antoine/Antoinette, and other recurring themes are the friendship with Helen/Hector, an assisting character named Tommy/Thomas, and a head wound. As weird as it may sound I can assure you, there’s a reason why the story is told like that. Because even if in a convoluted way, the plot moves forward and allows the reader to slowly make sense of everything until we get to the final revelation. The looming war finally comes, and it involves an alien invasion of Earth, which becomes a post-apocalyptic landscape inhabited by two kinds of survivors: those who managed to get to the underground shelter, and those who didn’t.
We slowly learn who Adrienne/Adrian was, and why is it important to remember them.

Sure, some symbolic elements are not very clear ( I have my headcanons, but nothing more) and a few side characters are not as well crafted as we would expect. And there are some clichés and “for the sake of cool” ideas, like the effect that the alien dust has on humans, that might not be appreciated by everyone.
But as far as I can say, Brissett’s narrative experiment works, and chiefly because there’s a good reason behind it and a good deal of planning. A weird side effect is that, sometimes, the book appears like a collection of short stories with wildly different characters. The survivors Adrienne and her father Antoine are, after all, very different to the Vestal Virgin Adrienne and the warrior Antoine, and so on. This factor did not damage my reading pleasure at all, and it is, in fact, a good way to draw a big red circle around the deepest meaning of the novel, a weirdly optimistic idea about how love – no matter what kind of – survives even the biggest catastrophes.

Vote: 8,5

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