Short Stories: Beato Angelico, friday night – Part 2/ Racconti Brevi: Beato Angelico, venerdì sera – Parte 2

tiziospara01

Il racconto breve di oggi è basato su uno schizzo della fantastica Margherita! Stavo guardando il suo sketchbook e le ho detto “scannerizzami questo, voglio farci un racconto!” Ed ecco qui. La storia si svolge in una Italia cyberpunk in una città immaginaria del nord, nel’affascinate quartiere del Beato Angelico. Buona lettura! Ma non dimenticate di leggere la prima parte!

Today’s short story is based on a sketch done by the amazing Margherita! I was browsing her sketchbook and told her “scan me this, I need to write a story about it!” And so I did. The story is set in a cyberpunk Italy in an imaginary town in the north of the country, in the fascinating district called Beato Angelico. Enjoy! But don’t forget to read part 1 first!


“Marco? Mi senti?”

“Sì, sì, che c’è? Cristo, tre chiamate perse, neanche fossi mia madre!”

“Piantala, cazzo, è un’emergenza!” Lucas controllò la folla del bar scarsamente illuminato. Non si vedevano strisce sui volti di nessuno, ad eccezione di quella della barista.

“Senti, mi stanno seguendo. Anzi, mi stanno dando la caccia. Un androide. Ha una pistola ed è disposta a usarla su di me.”

“Ok, dove ti trovi adesso?” chiese Marco in un tono molto diverso.

“Al Luna Calante. Per ora non la vedo, ma mi troverà.”

“Idee su chi possa averla mandata? Hai fatto incazzare qualcuno in particolare, di recente?” Lucas sentiva il rumore delle dita di marco sulla tastiera.

“Certo che sì, è praticamente il mio lavoro. E il tuo è di proteggermi, perciò…” si sistemò in un angolino buio vicino a un’uscita d’emergenza.

“Non ti agitare, ho tutto sotto controllo. Ah! Ottimo. Francy è da quelle parti, ci penserà lei.”

Lucas emise un sonoro sospiro di sollievo.

“Ho creato una linea sicura tra voi due. Saluta Francy!”

“Ciao Lucas, mi dicono dalla regia che sei nei guai!”

“Francy! Non ho mai adorato tanto la tua voce.”

“Piantala. Marco mi ha detto che sei al Luna Calante.” dal tono della voce Lucas capì che stava correndo.

“Sì.”

“Attirala sulla terrazza del tetto.”

“Come, cosa?” chiese in un sussurro maledicendo il gruppetto di amici che si era messo a ridere rumorosamente all’improvviso spaventandolo.

“Devo poterla vedere bene per spararle. Col cazzo che le sparo in mezzo alla folla per strada, sarebbe un casino.”

“Dove sei?”

“Sul tetto dell’hotel Gemma.”

“E non potresti venire giù a darmi una mano?”

“In cosa, scusa? Sono un cecchino, non faccio combattimenti corpo a corpo. E tu sei solo un hacker. Senza offesa ma è un androide, ci farebbe il culo in cinque minuti. Cosa puoi dirmi su di lei?” Lucas sentì un paio di click dall’altro lato del telefono, segno che Francy aveva aperto la custodia del fucile.

“Sembra una ragazza sui venti, bionda, capelli lunghi… ha una felpa col cappuccio e una giacca di pelle bianca. La riconoscerai di sicuro, è quella che sta cercando di ammazzarmi!”

Fancy sospirò. “Rilassati, sono una professionista. Ora procedi col piano.”

Proprio un bel piano di merda, pensò Lucas senza fermarsi, le gambe che gli facevano un male cane dopo aver corso per le scale mentre lei continuava a seguirlo. Cercò di sparargli un paio di volte, ma Lucas evitò i colpi. Ma ora stare qui sulla terrazza è come dire “eccomi, prego, sparami pure”. Si nascose dietro a una struttura di cemento cercando di ignorare il male alle gambe e come si sentisse completamente senza fiato. L’insegna dell’Hotel Gemma splendeva come una promessa.

“Eccoti qui.” la sua voce aveva quel vago retrogusto metallico tipico degli androidi.


“Marco? Can you hear me?”

“Yeah, yeah, what’s wrong? Jeesus, 3 missed calls, what are you, my mom?”

“For fuck’s sake shut up! It’s an emergency!” Lucas scanned the crowd inside the dimly light bar. Those telltale face stripes were nowhere to be seen, except on the face of the barista.

“So, I’m being followed. Well, hunted, actually. An android. She’s got a gun and she plans to use it on me.”

“Ok, where are you now?” asked Marco in a completely different tone.

“At the Luna Calante. So far I can’t see her, but she’ll find me.”

“Any ideas who sent her? Did you piss off someone in particular, recently?” Lucas could hear the sound of Marco’s fingers on the keyboard.

“Of course I did, that’s kinda my job. And yours is to keep my ass safe, so…” he reached a darker corner next to an emergency exit.

“Don’t fret, I got everything under control. Ah! Splendid. Francy is close by, she deal with your android.”

Lucas let out a loud sigh of relief.

“I’ve created a secure line between you two. Say hi to Francy!”

“Hi Lucas, I hear you’re in trouble!”

“Francy! I’ve never loved your voice more.”

“Cut the bullshit. Marco told me you’re at the Luna Calante, right?” from her voice he could tell she was running.

“Yeah.”

“Bring her to the roof terrace.”

“What, why?” he asked in a whisper, silently cursing the group of friends who had started laughing loudly at the same time, scaring him.

“I need to get a clear shot on this gal. Sure as fuck I’m not going to shoot her in the middle of the street crowd. It would only make things worse.”

“Where are you?”

“On the roof of the Gemma hotel.”

“Couldn’t you just come down here and help me?”

“Help you in what? I’m a sniper, not a close-range combat kind of gal. And you’re just a hacker. No offense but she’s an android, she’ll kick our asses in five minutes. What can you tell me on this android?” Lucas heard a couple of clicks from the other side of the phone, as a sign that Francy had opened the rifle case.

“Female, looks like a girl in her twenties I’d say… long hair, blonde… wears a hoodie and a white leather jacket. You be able to recognize her, she’s the one who’s trying to kill me!”

Francy breathed heavily. “Relax, I’m a professional. Now, proceed with the plan.”

That was a shitty plan, though Lucas as he kept going forward, his legs aching after the staircase run, all while she kept following him. She attempted a couple of shots, but he managed to avoid them. But now on the terrace, well, that’s like saying “I’m here, please shoot me.” He hid behind a concrete structure and tried to ignore the pain in his legs and how he felt out of breath already. The sign of the Gemma Hotel shone like a promise.

“There you are.” her voice had that weird metallic tingle androids always had.

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