Recensione / Review: Angeli di Plastica

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Autore: Emanuela Valentini

Genere: sci-fi, cyberpunk

Anno: 2016

Note: Finalista al premio Urania nel 2016, poi pubblicato da Delos Books.


Mei è una ragazzina di 17 anni che vive in un sobborgo corporativo: un posto carino, pulito, protetto da tutti i pericoli del mondo esterno. L’area è di proprietà della PlasticArt, una ricca azienda che produce mobilio e complementi d’arredo stampati in 3D; suo padre lavora lì e Mei, promettente studentessa destinata a diventare ingegnere, vive con lui. Una notte Mei si trova all’esterno, vicino a uno degli edifici aziendali, mentre una pioggia acida, colorata e disgustosa si riversa dal cielo. Appena può, Mei corre verso l’edificio, guidata da una voce nella sua testa, una voce che appartiene a un giovane affascinante che incontra nei sogni. C’è anche un’altra voce: una vocetta irritante nello sfondo dei suoi pensieri, con cui spesso Mei parla e litiga. Considerando che la sua mente piena di problemi le consente di accedere a un GPS neurale che le mostra l’ambiente (mappe degli edifici, persone, ecc), l’altra voce sembra un effetto collaterale sopportabile.

Mei non ha mai lasciato il sobborgo della PlasticArt, e suo padre le ha raccontato storie di grandi, pericolose città cadute in mano al crimine e al decadimento. Nei sotterranei un gruppo di persone marcescenti muore di fame cercando di tirare avanti: a unirli, le origini misteriose di tutti loro: non ricordano niente delle loro famiglie, sanno solo di essere fuggiti dalla loro prigione e cercano di aiutare altri di loro a fuggire, o di sabotare i veicoli dei loro catturatori.
Nel mezzo di tutto questo caos ci sono Mei e le sue azioni, la sua lotta disperata per salvare l’uomo dei suoi sogni – letteralmente – e fuggire dalla sua vecchia vita man mano che scopre sempre più segreti della PlasticArt.

Angeli di Plastica è molto difficile da recensire: da un lato abbiamo delle idee molto interessanti e un’atmosfera ben costruita, dall’altro una vistosa mancanza di editing, come se il romanzo fosse stato scritto in fretta (e poi non editato, appunto).

Dovessi ignorare i refusi e le piccole correzioni mancanti, e anche il fatto che in copertina c’è stampato un bello spoiler grosso come una casa, a questo romanzo manca ancora qualcosa. Alcuni personaggi sono un po’ ridicoli e poco credibili (lo psicologo di Mei), altri sembrano solo stereotipati, e in generale ho faticato a trovare personaggi in cui immedesimarmi. Alcune scene e dialoghi più di altri, poi, necessitavano proprio di editing per essere efficaci. In realtà è proprio questo il problema principale del romanzo: la mancanza di editing. Mi dispiace molto dirlo, perché alla base ci sono delle idee davvero promettenti, come quella sulle origini delle persone misteriose e di ciò che significa, ma non posso negare i suoi problemi, problemi che un buon editing avrebbe risolto lasciandoci con un bel romanzo cyberpunk. Mi sembra che non rifletta davvero lo stile di Valentini: c’è energia alla base, ma è grezza e avrebbe bisogno di essere raffinata.

Voto: 6,5


 

Author: Emanuela Valentini

Genre: sci-fi, cyberpunk

Year: 2016

Notes: shortlisted for the Urania award in 2016 and published by Delos Books. As far as I know there is no english translation (but you can read something she has written in english here). The title literally means “Plastic Angels”.

Mei is a 17 y.o. girl living in a corporative suburban area: a nice, clean environment, shielded from all dangers of the external world. The area is owned by PlasticArt, a rich company that produces furniture and other objects via 3D printing; her father works there and so Mei lives with him. It’s night and Mei, a promising engineering student, is right outside one of the PlasticArt buildings, while an acid, colorful and disgusting rain falls from the sky. As soon as she can, she reaches the building: she is being guided by a voice in her head who is desperately asking for help, a voice belonging to a handsome young man she sees in her dreams. But there’s also another voice, an irritating little voice at the back of Mei’s head, with whom she constantly talks. A form of neurosis, she has always been told. Considering that her problematic mind also allows her to access to a GPS that shows her the surroundings (maps of the buildings, people, etc), the other voice seems just a side effect.

Mei has never left the PlasticArt living area, and her father has told her stories of dangerous megacities fallen to crime and decay. In the underground, a bunch of ugly, starving people united by their mysterious origin tries to survive: they do not remember anything of their families, they only know they’ve escaped their prison and divide their efforts in trying to help others escape and in sabotaging the vehicles of their captors, all while they try to survive like rats in the gutters. In the middle of all this chaos there’s Mei and her actions, her desperate struggle to save the guy she meets in her dreams and to run away from her old life while she discovers more and more about the darkest secret of PlasticArt.

This book is very hard to review: on one hand we have some very interesting ideas and a nicely crafted atmosphere, on the other we have a visible lack of editing, as if the novel was written in a hurry.

Even if I ignore the lack of proofreading this book got, and the very annoying fact that printed on the book cover there’s a huge spoiler about the plot, I feel like this novel is still missing something. Some characters are quite ridiculous and hard to believe (Mei’s psychologist) and others are stereotyped, I had a hard time finding a character I actually cared for. Some scenes and dialogues more than others, especially Mei’s words in the last chapters, needed editing. To be honest this is the biggest problem this novel has: a lack of editing. I’m really sorry to say this, because there are some really cool concepts behind it, like the main one about the origin of those people and what it means, but I can’t deny that it has problems, problems that a good editing would have solved leaving us with a nice cyberpunk novel. I feel like this is not really a reflection of what Valentini’s style is, there’s an energy behind this novel but it’s still raw, and it would need to be refined.

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