Short Stories: Beato Angelico, friday night – Part 3/ Racconti Brevi: Beato Angelico, venerdì sera – Parte 3

tiziospara01

Il racconto breve di oggi è basato su uno schizzo della fantastica Margherita! Stavo guardando il suo sketchbook e le ho detto “scannerizzami questo, voglio farci un racconto!” Ed ecco qui. La storia si svolge in una Italia cyberpunk in una città immaginaria del nord, nel’affascinate quartiere del Beato Angelico. Buona lettura! Ma non dimenticate di leggere la prima parte e la seconda!

Today’s short story is based on a sketch done by the amazing Margherita! I was browsing her sketchbook and told her “scan me this, I need to write a story about it!” And so I did. The story is set in a cyberpunk Italy in an imaginary town in the north of the country, in the fascinating district called Beato Angelico. Enjoy! But don’t forget to read part 1 and part 2 first!


Lucas aveva avuto paura tante volte nella sua vita, specialmente lavorando. La paura era uno strumento potente e a volte molto utile. Ricordava il misto di paura e tensione che lo avevano avviluppato quella volta in cui Marco era stato rapito, quando Lucia era stata gravemente ferita e quando erano stati falsamente accusati di aver aiutato un gruppo di terroristi. Il suo personale picco di paura era arrivato quando aveva cercato di introdursi nel sistema della Olivetti alla ricerca di qualche dato rivendibile in coppia con un altro hacker che si faceva chiamare Ideechiare.

Nel cyberspazio la paura poteva letteralmente uccidere in una serie di impulsi inviati al cervello che avrebbero innescato nei casi migliori un leggero ictus, nei casi peggiori la morte. Aveva sentito parlare di hacker morti di puro terrore, come se qualcosa avesse ordinato ai loro cuori di cessare di battere, ma aveva sempre creduto fosse una leggenda, o perlomeno lo aveva sperato.

Ma quella notte, connesso al sistema Olivetti, era quasi morto: si era disconnesso di colpo dalla paura, abbandonando Ideechiare nel cyberspazio. Poi fece ciò che ogni hacker ragionevole avrebbe fatto: non aveva toccato il computer per una settimana cercando di metabolizzare l’accaduto, passando ore nella doccia cercando di lavare via la sensazione di “potevo restarci secco” unita al senso di colpa di aver lasciato lì Ideechiare da solo. Aveva giurato di non provarci mai più con l’Olivetti, e il non avere più avuto notizie di Ideechiare aveva rafforzato la sua idea a suon di incubi.

Eppure anche quei momenti erano niente paragonati a come si sentiva quella sera. Perché quell’androide con corpo di donna era lì, e lo teneva sotto tiro con un sguardo spietato. Il vento faceva garrire la sua sciarpa come uno stendardo, e solo in quel momento Lucas si accorse che la sciarpa era macchiata, probabilmente di sangue. Era disarmato – sapeva a malapena sparare – e ora poteva solo aspettare che Francy sparasse all’androide prima che lui facesse una brutta fine.

Sentì la sua pistola fare click e deglutì.

“Ehi, senti, se devo morire non puoi almeno dirmi perchè?” chiese cercando di guadagnare tempo.

“Perchè te lo meriti.”

“Sì, beh, immagino che molti freelance come me se lo meritino ma… chi ti manda?”

“Nessuno. Sono qui per il tuo tradimento.”

“Non ti ho mai visto prima!” Lucas sentì delle lacrime scorrergli lungo il viso. Dove cazzo sei finita, Francy? Ti pago da bere fino alla fine dei tempi se ti decidi a spararle..

“Invece sì. E ora–”

Uno sparo echeggiò nell’aria. Lucas chiuse gli occhi, ma li riaprì appena si rese conto di stare bene. L’androide, invece, giaceva a terra. Si teneva una mano sul collo, e nell’aria c’era odore di ozono e plastica bruciata.

“Se me ne vado… verrai con me.” l’androide estese il braccio e gli sparò. Francy sparò un altro colpo, e Lucas vide l’androide spegnersi con un buco annerito alla base della testa. Poi fissò il proprio torace sanguinante.

“Ma così non vale…” protestò prima di sprofondare nell’oscurità.

 

Andrea sentì la coscienza tornargli in corpo di colpo. Boccheggiò in cerca di ossigeno e tossì. Era ancora legato al tavolo e dato che non si poteva muovere si accontentò di aprire e chiudere i pugni un paio di volte. Il corpo gli faceva male in modo strano, come se avesse dormito in una brutta posizione e avesse i muscoli addormentati.

“Com’è andata? Lo ha ucciso?” chiese una donna con una spilla della Olivetti sulla giacca.

“Un momento, per favore, il trasferimento di coscienza non è una cosa da poco.” rispose un uomo in camice bianco, probabilmente un dottore. Il dottore rimosse gli elettrodi dalla sua testa.

“L’ho ucciso. Ho ucciso quello stronzo traditore.” disse Andrea. Era stato strano essere in un corpo di donna, ma almeno si era vendicato contro quell’hacker che lo aveva abbandonato nelle grinfie della Olivetti.

“Tutti i parametri sono regolari, non ci sono danni neurali. Il test ha avuto successo.” confermò il dottore.

“Bene,” replicò la donna. “Ho parecchi incarichi che lo aspettano.”


 

Lucas had felt scared many times in his life, and especially in his line of work. Fear was powerful, and sometimes very useful. Fear and tension had devoured him that time Marco had been kidnapped, when Lucia had been badly wounded and when they had been falsely accused of helping a terrorist group. His biggest fear had been when attempting to raid the Olivetti system in search of something useful, together with another hacker named Ideechiare. In cyberspace fear could literally kill, sending impulses to your brain and that resulted in a mild stroke in the best of cases and in death in the worst. He had heard of colleagues dying out of sheer fear, as if something had prompted their hearts to stop working. He thought it was a legend, he hoped it perhaps.

But that night within the Olivetti system he almost died, so he disconnected out of sheer fear, abandoning Ideechiare in the system. He did what any reasonable hacker would have done: he didn’t touch the computer for a week while absorbing the hit, spending hours in the shower trying to wash off the “that was so close” sensation mingled with the sense of guilt of having left Ideechiare alone, and vowing never to touch the Olivetti system ever again. He never heard of Ideechiare again, and that fact gave him nightmares for days.

And yet even those moments were nothing compared to how he felt that evening. Because she was there, her gun drawn at him and a merciless look on her face. The evening wind made her scarf billow like a banner, and only now did Lucas notice that the scarf was stained: the stains looked suspiciously like blood.

He had no weapons – he barely knew how to shoot anyway – and all he could do was wait for Francy to save his ass and shoot the crazy android before she killed him.

He swallowed as he heard a click from her gun.

“Look, wait, if I have to die can’t you at least tell me why?” he asked trying to buy Francy some time.

“Because you deserve it.”

“Yeah, look, I’m sure a lot of freelance like me do but… who sent you?”

“No one sent me. I’m here because you betrayed me.”

“I’ve never seen you before!” Lucas felt tears rolling down his cheeks. Where are you, Francy? I’m buying you drinks from here to eternity if you shoot her…

“You have, dear, you have. And now–”

A gunshot echoed through the air. Lucas closed his eyes, but opened them again as soon as he realized he was fine. The android, however, lied on the floor and kept a hand at the base of her neck. The air smelled of ozone and burnt circuits.

“If I go… you come with me.” she extended her arm and shoot him. Francy shot her again, and the Lucas could see her turn off, a blackened hole in the back of her head, before staring at his own bloody chest.

“This isn’t fair…” he whispered as everything went black.

 

Andrea felt his conscience back in his body all of a sudden. He gasped for air and coughed. He was still strapped to the table, and since he couldn’t move he opened and closed his fists a few times. His whole body ached weirdly, as if he had fallen asleep in the wrong position.

“How did it go? Did you kill him?” asked a woman with an Olivetti badge on her jacket.

“Calm down, conscience transfer is no joke.” a man in a white coat replied. The doctor removed the electrodes from his head.

“I killed him. I killed that asshole traitor.” said Andrea. It had been a strange sensation, to be in a female body. But killing the guy who had abandoned him in the hands of Olivetti made it worth the effort.

“Parameters are all right, no neural damage. The test was successful.” confirmed the doctor.

“Good,” said the woman, “Because we’ve got many jobs lined up for him.”

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