Recensione / Review: Little Brother

9788863553109

Autore: Cory Doctorow

Genere: fantascienza distopica (elementi cyberpunk), young adult

Anno: 2008

Note: Disponibile gratuitamente sul sito di Doctorow in inglese. Pubblicato in Italia da Multiplayer nel 2015 ( in una bella edizione, tra l’altro). Ha un seguito, Homeland.


Marcus è un hacker diciassettenne che vive a San Francisco. Le sue capacità gli consentono di uscire dalla sua rigidissima scuola (e già iniziano gli elementi distopici) ingannando i controlli di sicurezza per incontrare i suoi amici Van, Darryl e Jolu e partecipare a un gioco di ruolo che richiede loro di compiere delle quest nella vita reale in certi momenti del giorno. Ma ecco che succede qualcosa di terribile: il famoso ponte cittadino crolla in seguito a una serie di esplosioni, e sotto i suoni assordanti delle sirene il gruppetto di amici cerca di raggiungere uno dei rifugi. Il rifugio è affollatissimo, e nella calca Darryl viene pugnalato. Decidono allora di tornare sulla superficie e cercare aiuto per l’amico ferito, ma quelli che si fermano per loro non hanno buone intenzioni: li bendano e li gettano sul retro di un veicolo assieme ad altri. A quanto pare il DHS (dipartimento di sicurezza) ha trovato sospetto il loro comportamento… Una volta giunti a destinazione vengono separati, e il lettore segue le vicende di Marcus, il quale viene torturato – con nuovi metodi, quei metodi che lasciano il segno dentro e non fuori – e accusato di essere un pericoloso terrorista. Giorni dopo viene rilasciato, ma non può rivelare a nessuno cosa gli è successo: sa che lo terranno d’occhio. Suo padre approva le rigide misure di sicurezza che vengono messe in atto dopo le esplosioni, senza sapere che Marcus è stato torturato dalle stesse persone che dovrebbero proteggerlo in quanto cittadino. Con l’aiuto di amici vecchi e nuovi, Marcus decide di usare le sue abilità per battersi contro il suo vero nemico, la DHS. Il tutto mescolato ai problemi tipici della vita di un adolescente: scuola, amicizie, amori, e così via.

 

Quando ho sentito Cory Doctorow presentare il suo libro al Salone di Torino un paio di anni fa mi sono subito incuriosita. Ha spiegato come secondo lui Little Brother unisse la distopia tradizionale con le storie d’avventura, e leggendolo mi sono trovata a concordare, c’è tantissima azione, un flusso di eventi continuo: anche per questo riesce a non essere mai noioso. Ed è anche vero che, più che seguire semplicemente il Viaggio dell’Eroe, Doctorow si è “limitato” a far capitare a Marcus tutte le peggiori cose che possono succedere a chi cerca di resistere a un potere come quello della DHS. Ciò che accade a Marcus è successo – e sta succedendo, probabilmente – ad altre persone in altre parti del mondo, e qui viene fatto succedere tutto a lui per motivi narrativi. La struttura della storia regge comunque bene. Doctorow, oltretutto, costruisce un adolescente realistico, cosa che è sempre un piacere leggere. Anche i suoi genitori sono personaggi apprezzabili e comprensibili: di fronte al rischio concreto di aver perso il proprio figlio in un attentato capiamo che suo padre accetti di buon grado le invasioni nella sua privacy: lui non ha niente da nascondere ed è disposto a farlo se ciò può aiutare il governo a catturare i terroristi.

Anche se ha quasi dieci anni, Little Brother non è invecchiato male. Dopotutto non è solo un romanzo: è anche un manuale, e guida il lettore insegnandogli a essere scettico e cauto nell’uso della tecnologia quotidiana. Uno dei personaggi avverte Marcus di non fidarsi di nessuno che abbia più di 25 anni: io sono già fuori, ma non temete, il libro è comunque godibile a qualunque età. In più se avete figli/parenti adolescenti, è un regalo perfetto.

Voto: 8,5


Author: Cory Doctorow

Genre: sci-fi, dystopia, cyberpunk (YA)

Year: 2008

Notes: The book is available on Doctorow’s website for free. It has a sequel, Homeland.


Marcus is a 17 year old hacker and tech enthusiast living in San Francisco. His abilities allow him to cheat the security controls of his school and sneak out to meet his friends Van, Darryl and Jolu to play a RPG that requires real-life quests in certain moments of the day. But something terrible happens: a bunch of explosions go off and destroy a bridge. The terrified teens try to reach a shelter, only to find it impossibly crowded and, in the chaos, Darryl gets stabbed.

The group goes back to the surface and seeks help for their friend, but the people who stop for them aren’t friendly: they blindfold the teens and throw them into the vehicle, where they aren’t alone in their destiny. They have been taken by the DHS (Department of Homeland Security) for their suspicious behaviour. Once they reach their mysterious destination they get separated. Here we follow Marcus being tortured – that kind of torture that leaves signs on the inside, not on the outside – and accused of being a dangerous terrorist. He gets released only a few days after, and he cannot mention what happened there to anyone. He knows that people will watch over his actions, and that his father approves the stern security measures that are being enforced. He doesn’t know that Marcus has been kept prisoner by the same people who were supposed to protect him as a citizen. With the help of his old and new friends, Marcus starts using his skills to fight against the real enemy – the DHS, and everyone who is ready to give up their freedom in exchange for a false sense of security. All mixed with a teenager’s life: school, friends, love and so on.

When I saw Cory Doctorow live discussing this book with Bruce Sterling I knew I had to get it. He explained that this book mixes traditional dystopia with traditional adventure fiction, and it is indeed true, there is a lot of action, plenty of things happening. You don’t get a moment of rest, it never becomes boring. Doctorow declared he wasn’t really following the traditional Hero’s Journey writing scheme, but he just threw at Marcus whatever bad thing could happen to someone who is trying to what he does – trying to resist, to survive, to protect. You can perceive that what happens to Marcus has happened (and is happening) to other people around the world and has been “condensed” and thrown all at him for the sake of narration. A narration that works wonderfully. Doctorow writes a believable teenager character, a rare thing in the world of writing; his parents too are understandable (if you thought your son was dead through a terrorist attack, it would be human to go into “please catch the evil people and invade my privacy if you need it, I have nothing to hide anyway” mode.). This book was published 7 years ago, but it still feels very accurate. It doesn’t just work as a novel, but it teaches the reader a good dose of skepticism and caution when it comes to the use of new technology to the point you’ll want to encrypt your grocery list too (no, Paranoid Linux doesn’t exist… yet.).

It comes with the message “Don’t trust anyone over 25″, so I am already out. But whatever your age is, you’ll love it. So, if you have kids/relatives that are teens, give this to them, it may entertain them and give them food for thought.

Vote: 8,5

Annunci

Un pensiero su “Recensione / Review: Little Brother

  1. Ecco, quello che mi infastidisce di Doctorow, di cui ho letto solo alcuni racconti, è che le idee e i personaggi ci sono, ma sfocia troppo facilmente nel pamphlet, come dici tu nel manuale di sopravvivenza a Google… però ho Little Brother (apprezzato anche da qualche mio studente) e dovrò decidermi a leggerlo.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...