Recensione: Guerrieri dell’Interfaccia / Review: Hardwired

 

hardwiredAutore: Walter Jon Williams

Genere: fantascienza cyberpunk

Anno: 1986

Note: primo di una trilogia, seguito da Solip.System e da Voice of the Whirlwind, nominato al Locus Award nel 1987. C’è un’espansione del rpg Cyberpunk 2020 ambientata nell’universo del romanzo. Esiste una traduzione italiana pubblicata nel 1995 dal titolo “Guerrieri dell’Interfaccia” a cura di Giancarlo Carlotti, ma io l’ho letto in inglese quindi non so come sia la traduzione. P.s. trovare la copertina vecchia ad alta risoluzione non è facile, così ho privilegiato l’immagine singola, perchè ne vale la pena.


la Terra è diventata un luogo distopico, dove la gente comune cerca di sopravvivere mentre gli abitanti degli Orbitali – i più ricchi, le aziende più importanti, coloro che siedono al fianco di Dio – vivono in questi paradisi che orbitano attorno al pianeta. Anni fa, nel corso di una guerra, gli Orbitali hanno bombardato e distrutto le città terrestri più importanti. Le città più piccole hanno acquisito ruoli più importanti, e la vita continua: la vita delle dirtgirls e dei mudboys (letteralmente “ragazze dello sporco” e “ragazzi del fango”), ossia delle persone che non potranno mai permettersi la vita meravigliosa degli Orbitali.

Cowboy è uno di loro: un veterano della guerra orbitale, prima pilotava aerei grazie ai suoi innesti cibernetici e ora guida un panzer, un veicolo corazzato usato per contrabbandare beni attraverso gli USA. Ma ha una tremenda nostalgia del cielo, e sente che c’è qualcosa che gli manca dalla vita.
Se il campo d’azione di Cowboy è principalmente la campagna, Sarah è invece una ragazza di città: lavora come bodyguard e fa altri lavori da “samurai della strada”. In passato ha fatto la prostituta, ora però è una tipa pericolosa con del cyberware nascosto e una dura scorza. Ma ha anche un fratello minore di cui occuparsi… Cowboy e Sarah finiranno per lavorare assieme e, dopo aver scoperto alcune cose sugli Orbitali, gli dichiareranno guerra, ma a modo loro…

Ci troviamo di fronte a un cyberpunk in stile Neuromante, con molti elementi simili se non identici (Freeside e gli Orbitali non sono troppo diversi), eppure Hardwired riesce a rimanere abbastanza diverso dal libro di Gibson pur sfruttando molti aspetti classici.

Sarah e Cowboy sono entrambi protagonisti, ma mentre la motivazione di Cowboy non mi è sembrata abbastanza forte, quella di Sarah è perfetta. Stanchi di eroi orfani che, in quanto tali, possono fare tutto ciò che vogliono? Eccovi Sarah, che deve occuparsi del fratello minore Daud, un morfinomane che si prostituisce e non è in grado di badare a sé stesso. Sarah vorrebbe fare abbastanza soldi da comprare per entrambi i biglietti per raggiungere gli Orbitali, in modo da poterlo tenere al sicuro. Ma Daud è un peso, un’arma che può essere usata contro di lei e che lo sarà, rendendo il tutto molto interessante. Immaginatevi Molly Millions con un problema simile… credo che sia uno degli aspetti meglio riusciti del romanzo, così come le differenze tra lei e Cowboy.

Vale la pena dire due parole sul linguaggio di Williams: in alcuni aspetti è poetico come Gibson (aspetto che il cyberpunk ha perso con il tempo) e ci sono alcuni passaggi davvero molto belli in questo senso. Mette in mezzo molti termini nuovi, come mudboy e dirtgirl di cui dicevo sopra, e ci sta bene perchè un mondo nuovo richiede parole nuove. Certo, ciò contribuisce a rendere il suo linguaggio non facilissimo: i capitoli focalizzati su Cowboy che pilota non sono proprio facili per chi non sa niente di aerei, ad esempio.

Laddove Neuromante aveva una trama molto lineare, Hardwired è più complesso e richiede una certa attenzione: la mia impressione è che alcune svolte principali potevano essere rese molto più chiare. Poi c’è una lunga lista di movimenti bancari di Cowboy che copre quasi quattro pagine di ebook, e ancora mi domando perchè… bastava un paragrafo o due.
Ho tirato un sospiro di sollievo nel vedere il finale chiudere tutte le trame & sottotrame principali, ma sembra comunque libro fatto per essere il primo di una trilogia, come se dicesse “devi leggere i successivi”. Credo però che questo genere di romanzi debbano essere apprezzabili anche come opere singole, e sotto questo aspetto Neuromante era meglio costruito. Insomma, è impossibile evitare il confronto con Neuromante, considerando l’epoca e i temi, perciò ci tengo a ricordarvi che Hardwired è molto diverso da Neuromante e che se amate il cyberpunk vecchia scuola sarà una bella lettura.

Vote: 8,5


 

Author: Walter Jon Williams

Genre: sci-fi, cyberpunk

Year: 1986

Notes: first volume of a trilogy, followed by Solip.System and Voice of the Whirlwind. Nominee for the Locus Award in 1987. There’s a sourcebook for Cyberpunk 2020 set in the Hardwired universe.


The Earth is a dystopian place, where people struggle to survive while the Orbitals – the richest people, the major companies, those who sit next to God – live in their orbiting platforms. Years ago the Orbitals bombed the Earth during a war destroying the major cities and ensuring the planet’s submission. What were once smaller towns have taken major roles, and people still live there: dirtgirls and mudboys, people stuck on Earth who’ll never be rich enough to live with the Orbitals, far from any problem and struggle.
Cowboy is one of these, a veteran of the Orbital war: he used to pilot an aircraft and now he pilots a panzer, an armored vehicle used to smuggle goods across the USA. He misses the sky and feels that there’s something missing in his life.

While Cowboy operates mostly in the country, Sarah is a city girl: she works as a bodyguard and does other minor jobs for those who operate around the network of nightclubs she knows well. She used to be a prostitute, but now she is a dangerous girl with hidden cyberware and a tough attitude. And a younger brother to protect and control… Cowboy and Sarah end up working together and as they discover more about the Orbitals, they decide to wage their own war against them.

 

This is Neuromancer-like cyberpunk, and while most of the tropes are the same (hell, Freeside and the Orbitals are not that different as a concept) Hardwired manages to be different from Gibson’s novel while allowing you to enjoy the classical tropes of the genre. Sarah and Cowboy are both main characters, but while I felt that Cowboy’s motivation was not as strong as it should have been, Sarah’s was perfect. Bored by orphaned heroes that can do all they want? Meet Sarah, who has to take care of her brother Daud, a drug-addicted prostitute who can’t take care of himself. She desperately wants enough money to buy a ticket to the Orbitals for both, because she wants to keep him safe. But he’s a liability, a weapon that can and will be used against her making everything more interesting. Can you picture Molly Millions having a similar problem? It’s probably one of the best aspects of the novel, and the differences between Sarah and Cowboy are also well handled.

The language Williams use is quite interesting: it does have the same poetic vibe Gibson had (and that cyberpunk has lost over time) and there are a few paragraphs that are, in fact, pure poetry to me. He also uses a lot of new words (like the aforementioned mudboy and dirtgirl), and it makes sense because a new world will require new words. This also makes his english not the easiest one I’ve ever read: the chapters that involve Cowboy piloting a vehicle are hard to follow if you’re not familiar with how an aircraft works.

While Neuromancer had quite an easy plot to follow, Hardwired is much more complex in this, and it will require all your attention, to the point that It left me with the impression that it could have been made easier to follow for the reader. I was also perplexed by a super long list of movements of a certain sum of money Cowboy gains: on my ebook it was four pages of  “he bought a stock of XYZ then invested the money in another thing and bought another currency”… I’m not sure it was necessary.
I was thankful to read how the ending solves all the major plot threads, but I still feel like it was meant to be as a trilogy and that I am missing something by not reading the next novels, and I think novels that are the beginning of a trilogy should work as standalone too. It does, but not as much as Neuromancer.

While it is impossible to avoid the comparisons with Neuromancer, considering when it came out, I still want to point out that Hardwired is very different from Gibson’s work, it’s much more “american”. And if you’re into classical cyberpunk, you’re gonna love this.

Vote: 8,5

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