Recensione: Il Giorno dei Trifidi // Review: The Day of the Triffids

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Autore: John Wyndham

Genere: fantascienza, post-apocalittico

Anno: 1951

Note: da questo romanzo sono stati tratti due film e una serie tv. L’ho letto in traduzione, ma non sono riuscita a risalire al nome del traduttore/trice (era della biblioteca, e una vecchia edizione).


Un mercoledì mattina Bill Masen si risveglia in ospedale. Ha passato lì alcuni giorni dopo una ferita ricevuta sul posto di lavoro, ed è rimasto per giorni con gli occhi coperti da bende. La sera prima l’attenzione di tutti è stata calamitata da un fenomeno incredibile una tempesta di meteoriti verdi accompagnati da lampi di luce, stando a quanto detto dall’infermiera.

Quel mercoledì Bill si aspetta che gli tolgano le bende e spera di essere guarito del tutto. Nonostante la sua impazienza, non arriva nessuno. Chiama più volte, ma non sente che silenzio accompagnato da suoni che non sa distinguere. Manca il rumore delle auto per strada, ma si sentono passi e voci. L’atmosfera si fa subito inquietante, come in un perfetto horror. Bill si toglie da solo le bende e lascia la sua stanza d’ospedale. Ciò che scopre in fretta è che tutti coloro che hanno osservato la pioggia di meteore sono diventati ciechi. E il lettore scopre presto che un’apocalisse dei ciechi è più terrificante di qualunque zombie. Si possono uccidere gli zombie senza problemi, senza troppi sensi di colpa, perchè non sono più esseri umani ma mostri che non possono essere salvati. I ciechi si comportano come zombie… ma sono persone. Hanno paura. Piangono. Ma sono anche disperati e pericolosi. Alcuni si suicidano quando si rendono conto della loro condizione. Bill scopre che ci sono altri come lui che non sono ciechi. Persone che dormivano, lavoravano nei turni di notte, o come lui erano malati. Assieme devono unirsi per combattere il pericolo più grande, i famosi trifidi: piante carnivore coltivate per trarne un olio, possono camminare e hanno pungiglioni avvelenati. In realtà l’unico vantaggio dell’uomo rispetto ai trifidi sta nella vista. Basta unire la cosa con il fatto che il 95% della popolazione è diventato cieco, e il disastro è servito.

“Quando un giorno che sapete essere mercoledì comincia subito a sembrarvi domenica, vuol dire che da qualche parte c’è qualcosa che proprio non funziona.” Un incipit degno di essere ricordato, perchè rende l’idea dell’apocalisse improvviso con una precisione migliore di qualunque scena splatter. Ed è qualcosa che tutti possono capire, che tutti possono immaginare. E ci mostra qualcosa sui personaggi e sullo stile di Wyndham: persone normali che si trovano in un mondo fuori dall’ordinario, e cercano di sopravvivere mantenendo la loro umanità.

La narrativa di Wyndham ha acquisito il soprannome di “cosy catastrophe” (letteralmente “catastrofe comoda/accogliente”), perchè il protagonista è abbastanza bravo e/o fortunato da sopravvivere, trovare una compagna (o scappare con la moglie in altri romanzi) e rimanere nascosto nella sua fortezza mentre il mondo intorno a lui crolla. Non la chiamerei proprio comoda, e se proprio deve essere tale, che sia: meglio questo che l’accoppiata machismo + armi e sbudellamenti vari, come in The Walking Dead. Che, tra parentesi, deve un sacco al Giorno dei Trifidi, come un sacco di opere postapocalittiche. Come cominciano The Walking Dead e 28 Giorni Dopo? Con un uomo che si risveglia in ospedale e scopre che qualcosa non torna. 28 Giorni Dopo è anche ambientato a Londra, come il romanzo di Wyndham.

E ad essere onesti non definirei “comoda” la situazione nel Giorno dei Trifidi: c’è terrore, malattia, disperazione, gente morta e una lotta continua per tenere il nemico lontano. Bill Masen è fortunato? Sì. Ma se non lo fosse e morisse a pagina 2, non avremmo il romanzo. In effetti Wyndham, gestisce la storia limitando i colpi di fortuna e rendendoli credibili (come l’ultimo) e non proprio riducibili a dei deus ex machina. La storia scorre alla perfezione e non c’è un singolo passaggio che risulti noioso o insensato, tutto ha una funzione ed è palese che Wyndham sappia scrivere. I suoi personaggi sono ben costruiti e moderni. Bill ha delle possibilità in più di farcela perchè lavorava coi trifidi, ma sia Bill che il suo principale alleato, una donna di nome Josella (che tra l’altro verrebbe definita “strong female character” al giorno d’oggi) faticano duramente per imparare come coltivare piante e allevare animali. A dire il vero il Giorno dei Trifidi sembra così moderno che l’indizio più palese dei suoi anni sta nel fatto che nessuno si lamenta di avere nostalgia di internet.

Se amate le storie postapocalittiche questo romanzo è praticamente imperdibile. Non sono il genere di persona che crede che la fantascienza più vecchia sia automaticamente più bella – un buon libro è un buon libro, fine della storia. E il Giorno dei Trifidi è invecchiato splendidamente.

Voto: 9


 

Author: John Wyndham

Genre: sci-fi, post-apocalyptic

Year: 1951

Notes: there are two tv series and one movie based on this novel.


It’s wednesday morning. Bill Masen is hospitalized after having been injured at work, and is now laying in his hospital bed, his eyes covered by bandages and feeling quite annoyed. The evening before, everyone’s attention had been caught by a wonderful phenomenon: green comets falling from the sky with bright flashes of light, or at least that’s what his nurse told him. He knows his bandages will be removed on that day, and his eyesight has been hopefully restored. He is quite impatient, but no one comes to his bed. He calls and calls, but there’s only silence and some sounds he cannot point out. He hears no cars on the road. Very little voices, and only a few steps. The whole atmosphere is chilling, like a well written horror story. He carefully removes his bandages and looks around. What he quickly discovers is that everyone who watched the meteorites has turned blind. And the reader discovers that an apocalypse of the blind is far scarier than any zombie. Zombies, you can kill without feeling guilty. They’re not human beings anymore but monsters beyond salvation. The perfect target. Blind people act like zombies here… but are human. They’re scared. They cry. But they’re also desperate and dangerous. Many of them commit suicide when they discover the terrible truth. Bill finds out that there are others who are not blind. People who were sleeping, working night shifts, or were sick like him. And all together they must unite to fight the greater danger, the famous triffids. A carnivorous plant harvested for its juice, it can walk and inject poison. Indeed, mankind’s only advantage against the triffids is being able to see. Combine that with 95% of the population turned blind and you got a recipe for disaster.

When a day that you happen to know is Wednesday starts off by sounding like Sunday, there is something seriously wrong somewhere.” An incipit worth being remembered, because it renders the “sudden apocalypse” effect better than any gore scene. And it is something everyone can understand, everyone can get behind it; this incipt is important because it already shows us something about Wyndham’s style and characters: common people who find themselves in a world out of the ordinary, and try to survive and maintain their human dignity. Wyndham’s style earned the nickname of “cosy catastrophe”  because the main character is lucky and/or skilled enough to survive, find a girl and retreat to his fortress while the world crumbles. If it has to be cosy, so be it. I’d rather have Wyndham’s “cosy catastrophes” than the gun-toting machismo and gore of something like The Walking Dead. Which owes a lot to Day of the Triffids, like many other post-apocalyptic realities. How do TWD and 28 Days Later start? With a man waking up in an hospital after something weird has happened. 28 Days Later is even set in London, like Wyndham’s novel.

But to be honest, there is little cosyness in The Day of the Triffids. There is horror, illness, despair and dead people and a constant struggle to keep the enemy at bay. Is Bill Masen lucky? Yes. But if he weren’t and died at page 2, it would be a completely different story. In fact, Wyndham builds the story making the strokes of luck (especially the last one) believable and quite far from the deus ex machina trope. The whole story flows perfectly, and there is not a single passage that could be seen as boring or pointless, everything has its function and Wyndham is clearly a very skilled writer. His characters are well written as well. Bill has more chances of survival because he worked with triffids, but both Bill and his main ally, a woman named Josella (which, incidentally, is what the internet would call “strong female character”), still struggle a lot to learn about growing plants and dealing with animals. Indeed, considering how modern this book feels, the greatest clue of its old age is that no character complains about missing the internet. If you’re into post-apocalyptic fiction, this book is an absolute must. I’m not one of those people who thinks that older sci-fi is inherently better compared to contemporary authors – a good book is a good book, end of the story. And Day of the Triffids aged really well.

Vote: 9

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