Racconto breve: Mercato Nero, pt. 1 // Short story: Black Market, pt.1

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Racconto cyberpunk di cui questa è la prima parte.

Lily sedette sul bordo della sedia, mentre il barista prese posto all’altro lato del tavolo con un sospiro.

“Sono due mesi che vieni qui.”

“E continuerò a farlo, finché…” la donna fissò il finto legno del tavolo.

“Finché?”

“Finché mia figlia non morirà.” lacrime le scorsero lungo il viso.

Il barista esalò un altro sospiro pesante e schioccò le dita. Una cameriera portò una bottiglia mezza piena e due bicchieri, e lui versò un goccio di liquore nei bicchieri di entrambi.

Lei tirò su col naso e ne bevve un sorso. Sembrava fuoco liquido.

“Non posso aiutarti. Mi dispiace, dico davvero.” il barista bevve.

“Ma mi è stato detto che… che… che hai accesso al Mercato Nero!” le sue parole erano poco più di un sussurro nervoso.

“Il Mercato Nero è solo una leggenda!” l’uomo le prese le mani. “Guarda, mi dispiace, ma non è più reale di Babbo Natale.”

“Stronzate.” Lily si liberò dalla sua presa e bevve un altro sorso. Il barista si strinse il naso tra pollice e indice.

“Anche se esistesse – e non esiste – come… si può sapere cosa ti servirebbe che non puoi trovare in altri posti?”

“Un cuore per mia figlia Isabelle. Non le rimangono molti mesi di vita, e la lista d’attesa è troppo lunga, non ce la farà mai.” attivò un ologramma premendo su una pietruzza del suo bracciale, attivando il video di una bambina che costruiva castelli di sabbia. Spense l’ologramma.

“E ti andrebbe bene salvarla uccidendo qualcun altro? Un altro bambino?”

“Credi sia stata una scelta facile?” scosse la testa. “Odio doverlo fare. Ma…”

“Ma?” il barista le versò altro liquore.

“Grazie. Ma… il bambino in questione morirebbe lo stesso, no? Il cuore se lo prenderebbe qualcun altro. Ma io voglio che vada a Isabelle. Non sono fiera di me, ma sono una mamma e farò di tutto per salvarla. Le avrei preso un cuore cibernetico, ma non me lo posso permettere.”

“Mmmh”, il barista tamburellò sui bordi del suo occhio cibernetico. “E che ne pensa tuo marito?”

“Non sono sposata. L’anello è finto, lo metto per motivi di sicurezza. Non vedo il padre di Isabelle da anni, sono sola.”

Il barista si esibì in un altro dei suoi sospiri.

“Anche se il Mercato Nero esistesse davvero, facciamo finta che lo sia… come faccio a sapere che non chiamerai la polizia?”

“Perché sono nella polizia.” gli passò una tessera facendola strisciare sul tavolo. Il barista la prese e la scannerizzò con l’occhio cibernetico.

“Sembra vero.”

“Lo è, è il mio tesserino.”

“Allora mettilo subito via.” suggerì in un sussurro. “Farlo vedere qui è un ottimo modo per farsi ammazzare.”

Lily obbedì. “Senti, mi serve un cuore per Isabelle. Ho i soldi. Tu mi porti al mercato, io compro un cuore, salvo mia figlia e fine della storia. Poi torneremo a essere nemici, te lo prometto. Ma finché non avrò salvato mia figlia… sarò una cliente, tutto qui.”

Il barista vuotò il suo bicchiere e si alzò.

“Seguimi.”

 


 

Lily sat on the edge of her chair, while the bartender sat on the other side of the table and sighed.

“You’ve been coming here for two months.”

“And I will keep coming, until…” the woman looked down at the fake wood of the table.

“Until?”

“Until my daughter dies.” tears started rolling down her cheeks.

The bartender gave another loud sigh, and snapped his fingers. A waitress brought them a half-filled bottle and two glasses. The bartender poured some for him and for Lily.

She sniffed and took a sip. It felt like melted fire.

“I can’t help you. I am sorry, I really am.” the bartender drank.

“But I’ve been told that you… you… you have access to the Black Market!” her last words were barely a whisper.

“The Black Market is just a legend!” the man held her hands. “Look, I’m sorry, but it’s no more real than Santa.”

“Bullshit.” Lily set her hands free and drank some more. The bartender pinched his nose.

“Look, even if it existed – which it does not – how could I… what would you even need that you cannot get anywhere else?”

“A heart for my daughter, Isabelle. She doesn’t have many months left. Waiting list is too long, she will never make it.” she activated a hologram on her bracelet, and the short video of a girl about six building a sand castle appeared. She turned the video off.

“And would you be okay with saving her by killing someone else? Another kid?”

“You think this was an easy decision?” she shook her head. “I hate having to do this. But…”

“But?” the bartender poured her some more whiskey.

“Thanks. But… this kid would die nonetheless, wouldn’t they? The heart would go to someone else. And I want it to go to Isabelle. I’m not proud of myself, but I’m a mom and will do anything to save her. I would have gotten her a cyberheart, but I can’t afford it.”

“Mhhh.” the bartender tapped on the edge of his cybernetic eye. “And what does your husband say?”

“I don’t have one. This is a fake ring, just to be on the safe side. I haven’t seen Isabelle’s  father in years, I’m alone in this.”

The bartender took another of his deep sighs.

“Even if the Black Market was real, let’s pretend that for a moment… how do I know you’re not going to call the police on us as soon as you get in?”

“Because I am the police.” she slided a card towards him. He took it and scanned it with his cybereye. “It seems legit.”

“It is, it’s my badge.”

“Then put it away immediately.” suggested the bartender in a whisper, “showing this here is a good way to get yourself killed.”

She complied. “Look, I just need a heart for Isabelle. I have the money. You get me to the market, I buy a heart, save my daughter, end of the story. We’ll be enemies again when this is over, I assure you. But until it isn’t… I am just another client.”

The bartender finished his whiskey and rose from his chair.

“Follow me.”

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