Recensione / Review: Cronache di Mondo9

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Autore: Dario Tonani

Genere: Sci fi, steampunk, dystopia

Anno: 2015

Notes: Uscito come Urania Millemondi.


La raccolta unisce tutte le storie di Mondo9 pubblicate nel corso degli anni, ed è divisa in due parti: la prima, Mondo9, è una raccolta di racconti collegati l’uno all’altro da un fil rouge che scoprirete leggendo; la seconda, Mechardionica, è un romanzo breve di cui in futuro uscirà il seguito (e sono molto curiosa di leggerlo).

I racconti si possono definire steampunk nel senso in cui Mad Max si può definire dieselpunk: ci si riferisce al livello tecnologico, non ai momenti storici in cui sono di solito ambientati i generi. Niente signorine vittoriane, corsetti o ombrellini qui. Ma molti ingranaggi, e olio, e sporcizia. I racconti sono ambientati su un pianeta ostile con grandi aree desertiche. Non è tutto deserto però, ma in compenso non c’è clima o ambiente che non sia mortalmente pericoloso. Le sabbie di quel mondo nascondono molti pericoli e segreti, e solo le gigantesche navi del deserto possono viaggiare in relativa sicurezza. C’è una guerra in corso, ma non è chiaro chi è contro chi, e conta poco: ciò che conta è la vita degli abitanti di Mondo9: che siano capitani di navi, nomadi, raccoglitori di rottami o altro, devono affrontare giganteschi fiori mangiaruggine, sabbia esplosiva e una malattia che trasforma gli esseri umani in metallo.
Anche se Naila, la protagonista della seconda parte, è decisamente degna di nota, si ha l’impressione che le vere protagoniste siano proprio le navi.

Giganteschi titani su ruote che possono essere il luogo più sicuro del mondo e quello più pericoloso allo stesso momento. Salvano la vita del comandante Garrasco nel racconto Cardanica, ma a che prezzo? Difficile rivelare qualcosa senza rovinarvi la sorpresa della scoperta, quindi non dirò molto altro. Ci sono altri temi ed elementi, ma non vi dico niente… sarà bello scoprirli nella lettura.

Ho apprezzato molto lo stile di Tonani, l’universo che ha creato sembra molto reale e tutto sommato originale. Sembra quasi di sentire l’odore dell’olio e il suono degli ingranaggi delle navi durante la lettura. Vorrei dire che è una specie di Mad Max in chiave steampunk, ma non è del tutto vero: c’è il deserto, il metallo, la ruggine… ma è diverso. Non è una Terra postapocalittica, ma un altro pianeta, un luogo davvero alieno.

Rimane una lettura che consiglio. L’ho preso a Stranimondi due anni fa incuriosita dalla presentazione, ed era l’ultima copia rimasta. Sono felice di averlo preso perché l’ho finito nel giro di due viaggi in treno e per poco non dimenticavo di scendere, il che la dice lunga… è stato il mio primo excursus nella fantascienza italiana e il primo libro di un autore italiano recensito per il blog su Tumblr nel tentativo di incuriosire i lettori e di tentarli a provare una fantascienza diversa da quella anglofona. E mi ha fatto piacere scoprire che il cliché degli italiani che non sanno scrivere la fantascienza non è sempre vero.
Vote: 9


 

Author: Dario Tonani

Genre: Sci fi, steampunk, dystopia

Notes: The title literally translates as Chronicles of World9, and it is a collection of stories set in the same narrative universe. Only some of these have been translated into english so far, but since even steampunk patron saint Paul di Filippo appreciated them a lot and they won various prizes around the world, it is likely that some more stories will be translated in the future. The japanese translation of some stories is also available.

The volume I am reviewing is the collection of all Mondo9 stories united in a single book. It is divided in two parts: the first one, Mondo9, is made of short stories linked by a fil rouge you will have to discover for yourself, the second one, Mechardionica, is structured more like a short novel (which the author said will have a sequel I am eagerly waiting for).

These stories are steampunk in the sense that Mad Max is dieselpunk: it’s referred to the level of technology, not to the historical eras in which things tend to be set in those novels. No victorian ladies, corsets or parasols here. But plenty of gears – and oil, and dirt. The stories are set on a hostile planet where the desert, where most stories are set, is as hostile as the jungle, or as the mountains. The sand of this world hides many dangers and secrets, and only the giant desert ships can travel in relative safety. There’s a war going on, it’s unclear between who and it doesn’t matter: what matters is the life of people of Mondo9, be ship captains, nomads, scavengers, who have to deal with giant rust-eating flowers, explosive sand, and an illness that turns people into metal.

Although Naila, the main character of the second book is definitely noteworthy, you get the feeling that (especially in the first part), it’s the ships who dominate the scene. Cathedral-sized wheeled ships that can be the world’s safest place and the most dangerous one at the same time. They save commander Garrasco’s life in Cardanica… but at what price? It’s hard to tell you something about these stories without spoiling all the fun of the discovery. There are themes and subjects I am not touching – intentionally. Why spoiling the fun?

I really enjoyed Tonani’s writing, his world feels very real and, I dare say, original. You can almost smell the oil and hear the sound of the gears of those behemoths while reading. I would like to say it’s like a steampunk Mad Max – but that’s not entirely accurate: there is the desert, the gear, the metal…but it’s different. This is not a post-apocalyptic earth but a different planet which truly feels alien.

If you are italian and can get your hands on the Urania edition, do it because it’s definitely worth it. And it’s cheap, which always helps. English-speaking people can find the ebook of Cardanica on Amazon (link).

I know not many of you will be able to read the whole book, which is why I have had quite the internal debate whether to write this review or not. But the book is amazing. I bought it at StraniMondi, a sci-fi con in Milan, and I am very glad I got the last copy. I finished it in two train trips and it kept me so interested I almost missed my stop. And there is an ongoing cliché that italians can’t write sci-fi, so I am glad to see that there’s someone who can demonstrate that it’s not true.

Vote: 9

 

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