Recensione: Morire per Vivere / Review: Old Man’s War

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Autore: John Scalzi

Genere: fantascienza militare

Anno: 2005

Note: primo libro della serie di Old Man’s War, arrivato in finale al premio Hugo come miglior romanzo nel 2006. Ho letto l’edizione italiana pubblicata dalla Gargoyle Books nella traduzione di Concetta D’Addetta.


Quando compie 75 anni, John Perry fa due cose: visita la tomba della moglie, e si arruola nelle Forze di Difesa Coloniale. Non si sa molto su cosa accada nelle colonie che l’umanità ha fondato su altri pianeti, ma lui e molte altre persone anziane sanno questo: se combattono e sopravvivono, possono ottenere un nuovo corpo e una “seconda vita” nelle colonie. Il servizio militare nelle FDC può durare fino a dieci anni, quindi sopravvivere non è facile.
Sospettano che gli scienziati coloniali abbiano trovato il modo per far ringiovanire i loro corpi, come potrebbero combattere con efficienza? La risposta sorprenderà John e gli altri che accetteranno di mettere la loro vita nelle mani delle FDC.

Le colonie hanno un livello di tecnologia decisamente superiore a quello terrestre, ed è ragionevole se si considera che sono entrati in contatto con varie razze aliene, non tutte amichevoli. Le FDC servono a proteggere le colonie esistenti e a fondarne di nuove: non un bel compito, ma qualcuno deve pur farlo. E se l’unica alternativa è quella di morire soli e vecchi, la prospettiva di una nuova vita o almeno di una morte con un significato in un corpo privo di tutti quei problemi che arrivano con la vecchiaia, beh, ha il suo fascino. John Perry raggiunge le astronavi della FDC e crea un forte legame di amicizia con un gruppo di anziani (uomini e donne). Ciò che la FDC fa coi loro corpi appare loro meraviglioso, ma presto scoprono quanto può essere terribile una guerra in un altro universo, contro nemici che non sono umani, quindi non ci si può nemmeno immaginare come ragionino o vedano il mondo… dopotutto, se ci è difficile comprendere altri umani di paesi diversi, vi immaginate affrontare dei veri e propri alieni?

Lo confesso: è stata una lettura divertente. La prima parte del romanzo serve a portare John Perry (assieme al lettore) dalla sua vita normale terrestre alla vita nelle FDC, e a mostrarci i suoi dubbi e le sue curiosità nei confronti di questa nuova vita. Le FDC usano gli anziani come soldati perché è utile avere sottomano delle persone con esperienze e conoscenze di ogni genere, anche se dovranno “disimparare” molte cose… il che fornisce a John Perry una nuova “crescita”, come se fosse il protagonista di un romanzo di formazione. Ha i suoi ricordi, come quelli che riguardano l’amatissima moglie, ma diventa una persona nuova in un mondo nuovo.

Non mancano ironia e satira: la mente di John Perry è un posto divertente, nonostante gli orrori di cui è testimone nella seconda parte del romanzo, e ci sono parecchie sezioni che fanno piangere e ridere allo stesso tempo. La guerra è una faccenda grottesca, e Scalzi non se lo dimentica. Ma dietro l’ironia c’è posto anche per temi più seri, come che cosa significhi essere umano, come affrontare la morte e la mortalità, come andrebbero gestite certe tecnologie, come ci si dovrebbe rapportare con gli alieni e così via. Un personaggio teorizza persino che le colonie di proposito nascondano molte cose alla Terra, come le loro nuove scoperte in ambito tecnologico per proteggere la Terra stessa. Che sia vero o no, rafforza il concetto della nuova formazione di John Perry, come se quei 75 anni vissuti su un pianeta che non potrà mai rivedere fossero solo la sua infanzia, se comparati a ciò che lo aspetta a anni luce di distanza. C’è la guerra, ma la sua importanza e le sue conseguenze non sono mai sottovalutate, e quando John Perry è abbastanza fortunato da sopravvivere e venire promosso, cambia come ci si aspetta che cambi un personaggio così ben costruito.

Voto: 8,5


Author: John Scalzi

Genre: military sci-fi

Year: 2005

Notes: first book of a long series. Nominated for the Hugo Award for Best Novel in 2006. I have read the italian edition published by Gargoyle Books and translated by Concetta D’Addetta.


On the day of his 75th birthday, John Perry does two things: he visits his wife’s grave, and joins the Colonial Defence Forces. Not much is known about what happens in the colonies, but he and many other old men and women know this: if they fight and survive in the colonial wars, they will get a new body and a “second life” in the colonies. Their service in the CDF can last for 10 years, so survival isn’t easy.

They suspect the colonial scientists have found a way to make their bodies younger, or how could they fight efficiently? There’s a surprise waiting for John and for many others as they sign and give their lives to the CDF.

The colonies have a technology level much higher than Earth’s, and it is only reasonable considering that they have made contact with several alien races, and not all of them are friendly. The CDF is needed to protect the existing colonies, to found new ones and such. Not a pretty business, but someone has got to do it. And when your only perspective is to die as an old, lonely man, the perspective of a possible new life or, at least, a death that serves a purpose in a body that isn’t plagued by all the problems caused by being old, well, it has its appeal. John Perry reaches the CDF spaceships and befriends a group of old men and women who form a very tight friendship. They enjoy their new conditions as the CDF modifies their bodies, but they soon find out how terrible a war can be in a different universe, when your enemies aren’t human, so you can’t even begin to imagine what and how they think… after all, we have trouble understanding our fellow humans from other countries, can you imagine dealing with a whole new species?

Old Man’s War was a very enjoyable read. The first half of the novel is used to take John Perry (and, thus, the reader) from his normal Earth life to the life in the CDF, where we experience his doubts and curiosity towards this new life. The CDF uses 75 year old people because it’s useful to have people with experience and knowledge, even if it means that they have to unlearn a lot of their old ideas… but this also provides John Perry with a new “coming of age”. He has his memories, like those of his much beloved wife, but he becomes a new person in a new universe. Irony and satire are very much present: John Perry’s mind is a fun place to be, despite the horrors he witnesses in the second part of the book, and there are many sections of the book that will make you want to laugh and cry at the same time. War can be a grotesque business, and Scalzi doesn’t forget this. But behind the irony there’s room for some serious themes, like what it means to be human, how to deal with death and mortality, how should certain technologies be used, how would it be best to deal with aliens, and so on. A character even theorizes that the colonies are wilfully keeping the Earth ignorant of what’s happening there, including the new technological discoveries, as a form of protection. Whether this is right or not, it enforces the idea of John Perry’s new coming of age, as if those 75 years spent on a planet he can never visit again are only his childhood, compared to what awaits for him on faraway planets. There’s war, but its importance or consequences are never downplayed, and while John Perry is lucky enough to survive and be promoted, he changes like the well built character that he is.

Vote: 8,5

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