Racconto breve // Short story: Electric Tiger

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Mettetevi il vostro olotrucco migliore e lucidate il vostro cyberware, perché stasera si va all’Electric Tiger… (parte 1 di 2).

Le luci splendevano viola e verdi quella sera all’Electric Tiger. La musica era composta principalmente dagli ultimi tormentoni technodance, il che permetteva a coloro che avevano qualche innesto cibernetico nel cervello di apprezzarla a un livello superiore, o almeno così le aveva detto un amico una volta. Ologrammi di ballerini e ballerine dalla pelle di colori innaturali dominavano sulla parete dietro all’insegna dell’Electric Tiger, mentre quelli in carne e ossa mostravano i loro corpi meravigliosi su piattaforme elevate, a volte chinandosi per accettare le mance che venivano caricate sul microchip nel polso. Con un sorriso sulle labbra luccicanti il ballerino o la ballerina riprendeva il proprio duro lavoro. Charlotte lo aveva visto un’infinità di volte, eppure lo considerava sempre un rituale affascinante da osservare. Di solito veniva all’Electric Tiger proprio per osservare: c’era qualcosa di emozionante nel sedersi a uno dei tavolini al confine con la pista da ballo, con un drink in mano – di solito un Lime Heatwave – e guardare la folla. Ecco una ragazza nera con la testa piena di treccine rosa che terminavano in lucette led. Ecco una donna molto alta, muscolosa e con la mascella fatta di metallo luccicante probabilmente una mercenaria che si godeva una serata libera. Su una delle piattaforme c’era un ballerino vestito giusto il minimo per evitare problemi legali al Tiger con una galassia dipinta su tutto il corpo in modo che ad ogni raggio di luce splendesse. Charlotte si domandò quanto gli fosse costata, ma vedendo quante persone di ogni genere si fermassero a dargli la mancia si rese conto che doveva essersela ripagata in mezz’ora o meno.

Si ricordò di una lezione imparata a scuola tempo fa, qualcosa sugli antichi romani che amavano guardare i gladiatori combattere nelle arene. Era così che si sentiva Charlotte.

Svettando grazie agli stivali con le zeppe, la sua migliore amica Cássia riuscì a emergere dalla folla con il suo drink. Si sedette vicino a Charlotte.

“Allora, visto qualcuno di… interessante?” le diede una gomitata.

“Nah,” Charlotte sospirò e bevve un altro sorso del suo drink.

“Che ne dici di quella?” Cássia indicò la donna alta e muscolosa con un cenno della testa.

“Non direi. Troppo alta, troppo forte… ehi, che ne dici di quel tipo laggiù?”

Charlotte vide un ragazzo lasciare la folla danzante e sedersi non lontano da loro. Era tutto sudato e respirava a fondo. Era muscoloso, ma non grazie a innesti, e sfoggiava un braccio cibernetico splendente visibile grazie alla canottiera.

“Oh, quello.” Cássia si sfregò il mento e bevve un sorso di Coral Crush attraverso la cannuccia. “Sì, quello mi piace. Chi va per prima?”

“Vado io,” disse Charlotte. “Come mi trovi?”

“Sexy da morire.”

Charlotte ridacchiò.

“Ciao, bellezza,” Charlotte si sedette vicino a lui e incrociò le gambe. “Posso sapere il tuo nome?”

“Certo, è Rafael. E tu sei…”

“Qui tutti mi chiamano Lime.”

“Per via del colore dei tuoi capelli o del drink?”

“Entrambi, mi sa.” rise. “Sei da solo qui?”

“Con amici.” Indicò la pista da ballo. “Ma sono single.” completò la frase con un sorriso che faceva capire tutto.

“Musica per le mie orecchie.” si avvicinò a lui per sussurrargli in un orecchio, assicurandosi che le sue tette gli toccassero il braccio. “Perché pensavo a una cosa. Beh, non solo io a dire il vero… la vedi la mia amica laggiù?”

Cássia sorrise e li salutò.

“Ci chiedevamo se… ah, ma hai ballato tanto, sarai sfinito di sicuro.”

“Ci sono cose per cui non sono mai troppo stanco.”

Perfetto.


The lights were flaring purple and green that night at the Electric Tiger. The music was all about the latest technodance hits, which meant that those who sported some good brainware could enjoy it to a whole different level, according to what a friend once told her. Holograms of dancers in alien skin colors decked the wall behind the Electric Tiger neon sign, and real dancers showed off their perfect bodies on elevated platforms, sometimes kneeling down to accept tips which were loaded in the chips they wore under their wrists. With a smile of glittery lips the dancer would then resume her or his hard work. Charlotte had seen it multiple times, and yet it was still somehow a fascinating ritual for her to watch.

She mostly came to the Electric Tiger to watch: there was something thrilling in sitting at one of the tables at the edge of the main room, with a drink in her hand – usually a Lime Heatwave – and looking at the crowd. There, a black girl with a head full of pink tresses with led lights at the edges. A very tall, muscular woman with a jaw made of shiny metal stood out in the crowd, no doubt a gun for hire enjoying her night out. On a platform there was a male dancer wearing the minimum required to avoid legal troubles to the Tiger with a galaxy painted all over his body in way that it shone every time a ray of light hit it. Charlotte wondered how much it had costed him, but the amount of tips he was receiving from people of all genders suggested Charlotte that he had repaid for it in less than half an hour.

Charlotte remembered a lesson learned in school, something about Ancient Romans watching gladiatorial games in ancient arenas. This was exactly how she felt.

Towering thanks to her platform boots, her best friend Cássia managed to emerge from the crowd with her drink. She sat next to Charlotte.

“So, have you seen anyone… interesting?” she gave her a small nudge.

“Nah,” Charlotte sighed and took another sip of her drink.

“What about that one?” Cássia made a gesture with her head to indicate the very tall woman.

“Not a fan. She’s too tall, too strong… Hey, what about that dude over there?”

Charlotte saw a guy leaving the dancing crowd and getting a seat not to far from the two girls. He was covered in sweat and breathed heavily. He was muscular, but not augmented, and he sported a shiny cybernetic arm made visible thanks to his sleeveless shirt.

“Oh, that one.” Cássia stroke her chin and drank some of her Coral Crush through the straw. “Yes, I like that one very much. Who goes first?”

“I do,” said Charlotte. “How do I look?”

“Outrageously sexy.”

Charlotte snorted.

“Hello, big guy.” Charlotte sat next to him and crossed her legs. “May I know your name?”

“Sure, it’s Rafael. And you are…”

“Everyone calls me Lime here.”

“Because of your hair or of the drink?”

“Both, probably.” she giggled. “You alone here?”

“I have some friends.” he gestured towards the dancefloor. “But no girlfriend.” he smiled a ‘if -you-know-what-i-mean’ smile.

“Music to my ears.” she leaned close to him to whisper in his ear, and made sure that her boobs touched him. “Because I’ve been thinking about something. Well, not just me, to be honest… you see my friend over there?”

Cássia waved and smiled.

“We were wondering if… ah, but you have danced so much, you must be exhausted.”

“There are things for which I’m never too tired for…”

Wonderful, thought Charlotte.

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