Recensione: La Svastica sul Sole / Review: The Man in the High Castle

lasvasticasulsole

Autore: Philip K. Dick

Genere: fantascienza distopica, ucronia

Anno: 1962

Note: vincitore del Premio Hugo come miglior romanzo nel 1963. Amazon Studios ha ci ha tratto una serie tv per ora composta da due stagioni. Ho un certo legame con questo libro dato che l’ho usato come base per la tesi della laurea triennale (assieme a Fatherland di Robert Harris).


Ci sono molte opere di storia alternativa basate su una conclusione diversa della Seconda Guerra Mondiale, che si chiedono incessantemente cosa sarebbe successo se avessero vinto le forze dell’Asse… ma questa è senza dubbio la più famosa. La vicenda si svolge in un mondo dove il Giappone imperiale e la Germania nazista hanno vinto la guerra, sconfitto gli alleati e plasmato il mondo secondo le loro necessità: il Mediterraneo è stato prosciugato per farci terra coltivabile, e i nazisti hanno progettato razzi per viaggiare velocemente e colonizzare lo spazio.

Siamo in ciò che una volta erano gli USA, e qui si intrecciano varie linee narrative. C’è un uomo, Robert Childan, che vende antichità americane a collezionisti giapponesi, c’è una insegnante di judo, Juliana, e il suo ex marito Frank Frink, un esperto di lavorazione del metallo con un piano particolare, e tanto altro. Le varie linee narrative sono collegate dall’onnipresenza di due libri: l’I-Ching, un sistema di divinazione molto popolare usato spesso dai personaggi (e, si dice da Dick stesso nella scrittura del romanzo), e La Cavalletta Non Si Alzerà Più, un romanzo ucronico che descrive un mondo in cui gli Alleati hanno vinto la guerra. Idea che personalmente trovo geniale.
Anche se messo al bando dai nazisti, La Cavalletta rimane una lettura popolare. E un giorno Juliana decide di incontrarne l’autore, che si dice viva in una fortezza (l’alto castello del titolo originale inglese), e parlare con lui. Perché, come in ogni romanzo di Philip Dick che si rispetti, c’è sempre quel senso onnipresente di dubbio su cosa stia davvero succedendo e cosa sia davvero reale o meno.

Come lettori intuiamo la mole di letture sul Terzo Reich che Dick si è sciroppato, così tanto da incapacitarlo a scrivere un seguito perché, stando a lui, entrare nella mente di alcuni dei personaggi più crudeli del regime nazista era qualcosa di insopportabile. Comprensibile dal momento che non si era limitato solo al famoso Ascesa e Caduta del Terzo Reich di William Shirer, ma aveva letto anche i diari di Goebbels e altri documenti dell’epoca. Abbastanza da dubitare dell’umanità dei soggetti coinvolti, perché dal suo punto di vista esseri umani non potevano aver commesso tali atrocità. Dettaglio che poi lo spinse a scrivere Blade Runner / Gli Androidi Sognano Pecore Elettriche?. Come al solito torniamo alle due domande fondamentali, cosa è “reale” e cosa è “umano”… e nel contesto di una gran bella storia.

Alla voce “ucronie in cui vincono i nazisti” ci sono due correnti principali: o si descrive un mondo in cui la loro vittoria ha generato una distopia oppressiva e tremenda, o uno in cui i nazisti sono diventati deboli e non tanto diversi dai nostri governi odierni, pur nascondendo terribili segreti (come, del resto, alcuni governi fanno). Gli obiettivi narrativi cambiano. Dick ha scelto la prima opzione, e se questo sottogenere per voi è una novità, è un buon punto di partenza. Se vi piacciono le distopie, ucronie del genere sono realtà molto affascinanti che vale la pena provare.

Voto: 8,5


Author: Philip K. Dick

Genre: sci-fi, dystopia, alternate history (uchronia)

Year: 1962

Notes: winner of the Hugo Award for best novel 1963. There’s also a tv series based on it produced by Amazon Studios (2 seasons so far).


There are many alternate history works based on a different outcome in WW2 – the victory of the Axis – but this is definitely the most known and famous. The story is set in a world where Imperial Japan and Nazi Germany have won the war and defeated the Allies, shaping the world according to their own needs. The Mediterranean has been dried and is used as farmland, and the Nazis have developed rockets that allowed them fast travel and space colonization.

The story is set in what was once of the USA, where various stories intertwine. There’s a man, Robert Childan, who sells american antiques to japanese clients, the judo instructor Juliana, her ex husband, Frank Frink, a metal worker with a plan, and more. All their stories are linked by a common factor represented by two books: the omnipresence of the I-Ching, a very popular divination method used by all characters in the novel (and, apparently, by Dick himself in writing it), and The Grasshopper Lies Heavy, a work of fiction that depicts a world in which the Allies actually won the war. A brilliant idea, if you ask me. Despite being banned by Nazis, it is still widely popular. And one day Juliana decides to meet the author of the book, who is said to live in a fortress (the high castle of the title) and talk to him. Because, like in all Philip Dick’s books, there is always that lingering feeling that what is actually happening around us as characters and readers is actually not real.

As readers we can perceive that Dick read up a lot of material about the Third Reich, enough that he was never capable of writing a sequel to this book because, to him, getting in the mind of some of the cruellest men of the Nazi regime was too much to bear. And understandably so, as he didn’t limit himself to William Shirer’s The Rise and Fall of the Third Reich, one of the most famous academic books on the subject, but he even read the Goebbels’ diaries and other “first hand” documents. Enough that he had doubts about their humanity, because he felt that the people who committed such terrible actions had been dehumanized. That detail inspired him in writing Do Androids Dream of Electric Sheep as well. So, as you can see, it always traces back to his two fundamental questions, what is real and what is human.

Within the realm of “the Axis won” stories, there’s two main currents. Either they describe a world in which the victory of the Nazis resulted in a catastrophic, oppressive dystopia, or they show how victory made Nazis weak and not much different from our average government, hiding terrible secrets like many government nowadays do. They have different aims. Dick picked the first option, and if you’re new to the genre, it’s a good start. If you’re into dystopias, I recommend trying this sub-subgenre at least once, because it explores many interesting possibilities.

Vote: 8,5


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