Recensione: Il Risveglio dell’Abisso / Review: The Kraken Wakes

ucl21Autore: John Wyndham

Genere: fantascienza (post-apocalittica/catastrofica)

Anno: 1953

Note: il titolo originale, The Kraken Wakes, è una citazione della poesia “The Kraken” di  Alfred Tennyson.


Mike Watson è un reporter della EBC, così come sua moglie Phyllis, la quale si occupa anche della scrittura di documentari. Ma è durante la loro luna di miele che i due sono testimoni di un fenomeno strano quanto importante. Sono in crociera, e dalla nave osservano cinque “oggetti” cadere dal cielo e sprofondare nell’oceano. Meteore di qualche tipo, suppongono. Watson riferisce l’evento, ma il pubblico non sembra molto interessato. In seguito Watson e Phyllis scoprono che quella non era la prima volta: oggetti simili erano caduti nell’oceano anche prima, e sempre puntando verso le aree più profonde. Da quanto scoprono, sembra che arrivino dallo spazio profondo – da una gigante gassosa, sostiene uno scienziato per spiegare la loro necessità di raggiungere aree dove la pressione è immensa – e che siano forme di vita intelligente, in qualche modo. I primi tentativi di contatto risultano però in morti e navi affondate. Gli alieni iniziano a lavorare il suolo marino per adattarlo alle loro necessità, e diventa palese che non ci potrà essere un rapporto pacifico tra gli umani e loro, soprattutto quando cominciano gli attacchi… e non è che l’inizio di una catastrofe globale.

Invece di un’apocalisse improvvisa come quella del Giorno dei Triffidi, qui vediamo qualcosa di diverso. Un disastro graduale, che funziona molto bene all’interno della storia perché spaventosamente realistico. Qui ci sono gli alieni, certo, ma le condizioni del nostro pianeta non stanno già peggiorando di per sé? L’umanità sarebbe stata in grado di bloccare gli alieni prima del disastro? Non lo sappiamo, ma è certo che avrebbero potuto fare di più. La situazione economica mondiale e il fatto che la catastrofe inizi in terre lontane e “esotiche” accecano gli occhi di molti che non si rendono conto che potrebbe accadere dovunque.

Watson e Phyllis sanno che accadrà qualcosa di tremendo, ma non possono fare niente per impedirlo. Osservano gli orrori degli abissi in prima persona, e si fidano del professor Bocker, uno scienziato che cerca di avvertire l’umanità ma viene bollato come catastrofista. E dire “ve l’avevo detto” non dà molte soddisfazioni quando ci sono di mezzo migliaia di morti.

Come nelle migliori storie horror non vediamo mai queste creature. Vediamo le loro azioni, i loro metodi, persino le loro armi, ma non possiamo essere sicuri del loro aspetto. Ed è impressionante vedere come la loro specie si adatti alle reazioni degli umani: se una loro strategia smette di funzionare ne inventano un’altra, o cambiano le condizioni del campo di battaglia fino ad essere loro in vantaggio. Sono un nemico interessante perché il loro obiettivo è identico a quello dell’umanità, e quindi opposto: la sopravvivenza.

Un altro dettaglio notevole di questo romanzo? I due protagonisti: la storia è raccontata dal punto di vista di Watson, eppure sua moglie Phyllis è persino più interessante di lui: una scrittrice e reporter con la passione per la costruzione (si mette letteralmente a costruire muri e strutture per hobby) sempre in prima linea con Watson, determinata a far luce sul mistero degli abissi. Il rapporto tra loro due è molto ben costruito e bello da leggere: non hanno una relazione perfetta, litigano e hanno momenti di tristezza, ma sono comunque una coppia molto unita. Una coppia che lavora assieme ed è pronta a sopravvivere assieme.
Il tema degli abissi dà al romanzo un effetto un po’ lovecraftiano, un po’ alla Jules Verne, riuscendo comunque a essere più “realistico” dei due, e quindi più spaventoso.
Un must per chi ama apocalissi e catastrofi.

Voto: 8,5


Author: John Wyndham

Genre: sci-fi, post-apocalyptic

Year: 1953

Notes: the title is a reference to Alfred Tennyson’s poem “The Kraken”.

Mike Watson works as a reporter for the EBC, and his wife Phyllis writes documentary scripts and works as a reporter as well. It’s during their honeymoon, however, that they witness a strange and important phenomenon. They are on a cruise, and from the ship they see five “objects” fall from the sky and land in the ocean. Meteors of some kind, they guess. Watson still reports the event, but it doesn’t get much attention from the public. Later, Watson and Phyllis find out that it’s not the first time it happens: similar “objects” have fallen into oceans before, always in the deepest zones. From what they gather, they come from outer space – from a gas giant, speculates a scientist, and that would explain their need to reach high pressure areas – and they have to be some form of intelligent life. First attempt to reach this lifeform result in death and the sinking of several ships. These aliens start rebuilding the ocean soil to suit their needs, and it becomes clear that there can’t be a peaceful relationship between humans and them, especially when the attacks on the beaches start… And that’s only the beginning of a bigger catastrophe.

Rather than a “sudden” apocalypse, like in The Day of The Triffids, here we witness a different one. A gradual disaster, which is effective as a writing strategy because it feels very realistic. Here it’s aliens, but aren’t the planet’s conditions slowly worsening in our reality as well? Could humanity have prevented the actions of their alien invaders? It’s unclear, but it could have done more and that is for sure. Economy and events happening only in distant, “exotic” lands blind the eyes of many, who fail to see that it could happen everywhere. Watson and Phyllis are aware that something terrible will happen, but they can’t do anything to prevent it.They witness the horror from the deep firsthand, and they believe in professor Bocker, a scientist who tries to warn humanity of the upcoming danger but is labeled a catastrophist. And saying “I told you so” is not that effective when thousands have died.

Like in the best horror stories, we never actually see how these creatures look like. We see their actions, their methods, even their weapons, but we can never be sure of their form. It’s also striking how this species adapts to human response to their actions: if a strategy stops working they will come up with a new one, or change the conditions of the battlefield until they can have the upper hand. They become an interesting foe because their goal is identical (and thus opposite) to humanity’s: survival.

Another striking point in this novel is the couple of main characters: the story is told from Watson’s pov, and yet his wife Pyhllis is even more interesting than him, a badass documentary writer with a passion for construction (she literally build walls and structures), she is always in the front lines with Watson, determined to find the truth about the mystery that lies in the deep. The chemistry between the two is incredibly well-built and pleasing to read: they aren’t a perfect couple, they argue and have moments of sadness, but they’re ultimately very united. A couple that plans together survives together, right?

The abyss theme gives the novel a half-Lovecraftian, half-Jules Verne vibe, and yet it manages to be more realistic than both. Which, in turns, makes it even scarier. A must for fans of apocalyptic realities.

Vote: 8,5

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