Recensione / Review: The Stars Are Legion

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Autore: Kameron Hurley

Genere: fantascienza, space opera

Anno: 2017

Note: romanzo a sé stante (non è il primo di una trilogia). Hurley ha vinto due premi Hugo in passato, uno dei quali per un saggio.


In una galassia lontana lontana un gruppo di pianeti di materia organica orbita attorno a un sole. Questi pianeti si chiamano la Legione e sì, sono proprio fatti di carne e sangue (di un tipo particolare, ovviamente) Questi pianeti sono abitati da comunità di donne che hanno formato fazioni e governi. Due importanti famiglie sono in guerra: le Katazyrna e le Bhajava lottano per ottenere il controllo del Mokshi, un pianeta speciale che ha lasciato la sua orbita e si è spostato, “arenandosi” non lontano dai territori delle due famiglie. Nessuno sa come e perché, ma tutti credono che Mokshi nasconda il segreto della sopravvivenza della Legione stessa. I pianeti organici stanno morendo, e sempre meno donne hanno dato alla luce figli (nel senso di persone) negli ultimi tempi. Pur essendo una galassia abitata solo da donne è comunque possibile avere figli, e ciò che generano dipende dalle necessità del pianeta: a volte si tratta di veri e propri pezzi di ingranaggi di carne che andranno a far parte della struttura interna del pianeta.

In questo universo strano, viscido e poroso, seguiamo le avventure di due donne: Zan e Jayd. Zan non ricorda quasi niente del suo passato, ma le viene detto che Jayd è sua sorella e che il suo obiettivo è quello di conquistare Mokshi per conto delle Katazyrna. Ogni suo tentativo fallisce, e lei è l’unica a tornare indietro dagli attacchi. Gli assalti delle Bhajava non aiutano di certo. E Jayd non è chi dice di essere, ovviamente. Non è facile per Zan ricostruire la propria identità quando capisce di non potersi fidare nessuno, nonostante i suoi sentimenti per Jayd…

Fin qui sembra tutto molto figo, no? E avreste ragione. Le prime cento pagine o giù di lì sono ricche di intrighi, battaglie spaziali, lotte di potere e elementi strani che mi hanno fatto pensare a Dune. Un Dune dove non c’è sabbia ma fluidi vitali. E dopo decenni di storie di fantascienza popolare solo da maschi bianchi ed etero non ho alcuna obiezione a una storia dove ci sono solo donne lesbiche e di carnagione scura.

Ma ecco che succede qualcosa a Zan: finisce riciclata, e per almeno la seconda volta dovrà faticare per risalire dalle profondità del pianeta dove è stata gettata, se vuole aiutare Jayd e portare avanti il loro piano, anche se non se lo ricorda completamente. Questa impresa di Zan prende quasi 200 pagine, inframmezzata da capitoli su Jayd, su come ottiene ciò che voleva e di come affronterà le conseguenze. Le avventure sotterranee di Zan mi hanno lasciato un po’ perplessa. Cominciano in maniera molto splatter (mi dicono che è tipico dello stile di Hurley) e finiscono per sembrare vecchie avventure di Flash Gordon, o addirittura il Viaggio al Centro della Terra di Jules Verne. Zan incontra altre donne nelle profondità, incluse intere città che non credono nell’esistenza di una superficie e non hanno mai sentito nominare la famiglia Katazyrna. Alcune di loro si uniscono a Zan nel suo viaggio, e la aiutano. Questa parte sembra quasi un romanzo fantasy, dove eroi con diverse abilità e origini attraversano un pericoloso mondo sotterraneo. Non è… ciò che mi sarei aspettata. Alla fine Zan arriva in superficie e scopre alcune cose sulla sua vera identità, e prende una decisione importante.

Devo ammettere che la vera identità di Zan non è stata per me una grande rivelazione, non era una cosa molto difficile da immaginare. E anche se il finale mi sembra troppo semplice, non nego che sia stata una lettura particolare. Una storia con un grande potenziale non sempre sviluppato ma con alcuni dettagli perfetti (cfr le streghe), The Stars Are Legion ha i suoi alti e bassi. Ma è anche una storia in cui il concetto “donne che partoriscono pianeti” ha perfettamente senso, quindi se volete sfidare la vostra immaginazione dategli una possibilità.
Voto: 8

 


 

Author: Kameron Hurley

Genre: sci-fi

Year: 2017

Notes: this is a standalone novel (Hurley wrote trilogies and sagas in the past). Kameron Hurley won two Hugo awards in the past, one of which for an essay.


In a galaxy far far away planets organic planets orbit their sun. This group of planets are called the Legion, and yes, they are made of flesh and blood (their own kind, ofc). Communities of women inhabits those planets, and have formed factions and governments. Two important families are at war: the Katazyrnas and the Bhajavas both struggle to obtain control of the Mokshi, a rogue planet that has left his place in the inner rim and has stopped not so far from the two families’ territories. Nobody knows why and how it did what it did, but they believe the Mokshi holds the secret to the legion’s survival. The organic planets are dying, and not many women have been giving birth to children lately. Despite being a galaxy inhabited solely by women, they still give birth – and what they give birth to depends to the planet’s needs. Sometimes, it can be literal cogs which have to become part of the internal structure of the planet.

In this weird, slick and porous organic universe we follow the adventures of two women: Zan and Jayd. Zan has no memory of her past, but she is told that she is a sister to Jayd, and her purpose is to conquer the Mokshi for the Katazyrnas. Everytime she tries she fails, and she is the only one who ever came back from the attacks. The interfering of the Bhajavas doesn’t help Zan’s efforts. And Jayd really isn’t who she says to be. It’s hard for Zan to form her own identity, when it becomes clear she can’t trust anyone, not even the woman she has a crush on…

 

So far, so good, right? And you would be right. The first hundred pages or so are space battles, intrigue, power dynamics, and weird elements that made me think of Dune. A Dune in which there’s no sand, but vital fluids. And after decades of sci-fi stories filled with straight, white male characters I have no objections to a story filled with dark skinned lesbians.

But then something happens to Zan: she gets recycled, and for at least the second time, she has to crawl her way up from the center of the planet in order to survive, to help Jayd and carry on their plan, even if she doesn’t remember much about it. About two hundred pages are devoted to Zan’s quest to reach the planet’s outermost level, while we also follow Jayd’s adventures as she obtains what she wanted and has to deal with the consequences. Zan’s underground adventures left me baffled. They start in a gory way (I’m told this is part of Hurley’s style) and end up feeling like old Flash Gordon adventures, or like Jules Verne’s Journey to the Centre of the Earth. Zan meets other women down there, including entire cities that do not believe of the existence of a surface and have never heard of the Katazyrnas. Some join her on her quest, and help her. These pages read almost like a fantasy novel, with heroes with different skills and different backgrounds, wandering in an underground dungeon. It was… not what I expected. Finally Zan reaches the surface and finds out more about her identity, and makes an important decision.

I must say, Zan’s real identity wasn’t that much of a revelation, as it was actually quite easy to imagine. And while I feel that the ending was a bit too simplified, I can’t deny that this novel was one hell of a ride. With a great potential not really developed and yet with some minor details which were perfect (like the witches), The Stars Are Legion has its ups and downs. But it’s also a story in which women giving birth to planets actually makes sense, so if you want to challenge your imagination, give it a try.

Vote: 8

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4 pensieri su “Recensione / Review: The Stars Are Legion

  1. Siamo seguaci silenziosi, ma sono recensioni come queste che ci fanno apprezzare il tuo blog 🙂 da appassionati di fantascienza poi è bello poter leggere opinioni anche sui romanzi più recenti. Ma di Kameron Hurley è uscito qualcosa in Italia o si trovano racconti brevi da leggere su Tor o simili?
    Anyway ti nominiamo per i Liebster Award 😀

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    • Grazie del commento, dell’apprezzamento, dell’Award… insomma, di tutto! Non credo sia stato tradotto niente, sempre in inglese su internet si può leggere l’articolo con cui ha vinto l’Hugo e un suo racconto su Tor.com c’è. Su Clarkesworld ho trovato solo un’intervista, c’è qualcosa su Lightspeed, Strange Horizons e Beneath Ceaseless Skies ma niente di tradotto, almeno che io sappia. A proposito di romanzi recenti, spero di poter leggere e recensire presto Ninefox Gambit di Yoon Ha Lee. ^_^
      P.s. risponderò alle vostre domande per il Liebster appena possibile!

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      • Letto il racconto breve su Tor.com, immagino lo stile secco fosse per lo stile della raccolta di cui faceva parte. In ogni caso mi è piaciuto com’è stata diretta, andrò senz’altro a vedere altro! Yoon Ha Lee mi interessa, al momento studio molto la fantascienza cinese, quella coreana la conosco solo sul fronte cinema, ma della letteratura a parte Han Kang con La vegetariana, che peraltro è ancora sullo scaffale, conosco poco e niente. Attendo Gord Sellar su Future Fiction!

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      • Ah, allora avrai sicuramente letto l’antologia cinese di Future Fiction! So poco di fantascienza cinese ma tradurre i racconti di Chen Qiufan è stato molto bello (dall’inglese però). Se hai consigli di fantascienza cinese sono tutt’orecchi! Hai letto il famoso The Three Body Problem?

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