Racconto breve: Progetto: Germogli // Short story: Project: New Seeds

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PROGETTO: GERMOGLI

Cedar si asciugò il sudore dalla fronte con il dorso della mano e guardò il suo orticello. Era molto piccolo, quindi aveva deciso di usare lo spazio che gli era stato assegnato per crescere due tipi diversi di insalate e un po’ di aglio orsino, ma ora era preso dalle piante di pomodori che aveva sistemato al confine con un altro orto. Avevano un ottimo aspetto ed era certo che d’estate avrebbe avuto dei pomodori da mettere in tavola. E la sua vicina di orto non si sarebbe lamentata, aveva un orto molto più ampio grazie al suo appartamento più grande, e gli aveva detto di non preoccuparsi. Cedar tornò al suo monolocale e si fece una doccia.

Preparò del caffè di cicoria e ci versò del latte di soia leggendo il giornale sul tablet. L’anniversario dei Grandi Processi dello Zucchero era tra meno di due settimane, e tutti ne parlavano. Nello stesso weekend ci sarebbero stati i festival di primavera, e non era una coincidenza. Aveva a malapena sfogliato il programma della festa di primavera della sua università e si promise di chiedere qualcosa sul mercatino degli scambi. Sua mamma gli aveva spedito dei frutti di bosco in vasetto e non vedeva l’ora di scambiarli per qualcosa di interessante. Lucy, una che lavorava al reparto informatica, aveva abbastanza spazio nel suo giardino da mantenere delle api e a Cedar sarebbe piaciuto avere del miele in cambio dei suoi vasetti. Finì di fare colazione e se ne andò. Nel cortile salutò una signora che viveva nello stesso condominio e che stava andando a occuparsi del proprio orto.

Inforcò la bici e pedalò lungo la larga pista ciclabile, accompagnato dal cinguettio degli uccellini e dal leggero ronzio delle auto elettriche nell’altra porzione di strada.

 

“Allora, crescono bene i tuoi pomodori?”

Cedar sorrise alla professoressa Welding. “Per ora direi di sì.”

“Se hai difficoltà fammelo sapere, mia moglie è un genio con queste cose, potrebbe far crescere una foresta pluviale su un marciapiede.”

Cedar rispose con una risata di cortesia.

“Oggi che farai di bello?”

“Devo ripescare delle informazioni negli archivi cartacei per il mio progetto di ricerca, quello sul vecchio mondo.”

“Buona fortuna, allora. E se ti perdi laggiù, grida.”

 

A Cedar piaceva il suo lavoro. A volte gli sembrava incredibile di venir pagato per sfogliare vecchi documenti. Certo, doveva presentare un progetto e completarlo, ma non gli dispiaceva, e la paga era buona. Come molti altri col suo stesso lavoro, si era messo a indagare sul vecchio mondo e i suoi stili di vita ormai assurdi. Credeva che avrebbe potuto fare ricerche per tutta la vita e avrebbe sfiorato solo la superficie di un’epoca così complessa.

Prese alcuni faldoni e si piazzò a un tavolo, preparando il pc per prendere appunti. A volte si perdeva nei documenti e non faceva caso al passare del tempo, e le ore volarono mentre sfogliava vecchi progetti collegati all’università stessa. Un secolo fa vari governi e organizzazioni avevano supplicato gli esperti di vari campi di trovare una soluzione per impedire il collasso del pianeta, e queste idee ora scorrevano sotto gli occhi di Cedar. Il Progetto Nettuno suggeriva un divieto globale di pesca per un minimo di cinque anni. Il Progetto Tempesta proponeva un uso maggiore di auto elettriche… molti di questi progetti recavano un timbro con la scritta “in valutazione”, a significare che erano stati presi seriamente in considerazione. E poi lo vide. Un timbro che non aveva mai visto prima, verde invece dei soliti blu e rosso. Gli sembrò appropriato per un un progetto chiamato “Germogli”. Ignorando i morsi della fame, Cedar estrasse il documento dalla sua custodia protettiva. Parlava dei grossi problemi rappresentati dalla sovrappopolazione e dallo sfruttamento delle risorse. Niente di nuovo. “In collaborazione con le ditte di elettronica che producono gli innesti cerebrali più diffusi al mondo, suggeriamo un riduzione della popolazione umana attuale almeno del 30%. Il tutto dovrebbe essere accompagnato da un cambiamento negli stili di vita e…” A Cedar quasi cadde il foglio per via delle mani tremanti.

Ricordò le storie di sua nonna e le registrazioni dei telegiornali che gli avevano mostrato a scuola. I grandi virus del 2056 avevano ucciso quasi tre miliardi di persone. Una maledizione divina, un malfunzionamento nella produzione degli impianti, un attacco dei terroristi… ognuno aveva una teoria. Ma ora Cedar aveva in mano una bella lista che suggeriva la percentuale di persone da eliminare in ogni continente per garantire un futuro all’umanità.

 

“Non è proprio un segreto, in realtà,” disse la professoressa Welding annaffiando le piante del suo ufficio. “Oh, nessuno adora parlarne, e molti vorrebbero dimenticarsene. Ma non possiamo cambiare il passato.”

“Ma è una cosa terribile!” la voce di Cedar era diventata uno strano sussurro.

“Certo. Ma hai visto come era prima. Hai visto i film, i documentari… hai letto i loro documenti! Tu dovresti saperlo meglio di tutti.” la professoressa sospirò. “Se puoi vivere così…” fece un gesto che includeva l’ufficio, ma Cedar capì che si riferiva al mondo in generale, “è per via di coloro che hanno lavorato al progetto Germogli. I tuoi genitori hanno fatto parte della prima generazione che è stata cresciuta in un modo tutto nuovo. Immaginati un tipo che vive una vita poco sana, ha un infarto a trent’anni e cambia completamente stile di vita. Ora immaginati che tutto il mondo faccia una cosa del genere.”

“Ne è… orgogliosa.”

“Il mondo non è diviso in orgoglio e vergogna.” rispose.

Cedar fissò i raggi del sole che splendevano attraverso i rami.


 

Cedar wiped the sweat off his forehead with the back of his hand and looked at his little vegetable garden. It was very small, so he mostly devoted the space he had been given to growing two different kind of salads and some broad-leaved garlic, but now he looked at his two tomato plants who he had planted at the very edge of his space. They were growing strong, and he was sure that in summer he would have gotten his tomatoes on the table. And his vegetable garden neighbor wouldn’t have complained, she had a much bigger space in virtue of her bigger apartment, and had told him not to worry. Cedar went back to his one-room apartment and took a shower. He made a chicory coffee and poured some soy milk in it while reading the news on his tablet. The anniversary of the Great Sugar Trials was in less than two weeks, and it was all over the news. Not coincidentally, the great spring festivals were in the same weekend. He had skimmed over his university’s own spring festival programme, and he promised himself to ask about the barter market. His mom had mailed him her canned berries, and he planned to trade them for something interesting. Lucy, a girl working in IT, had enough space to keep bees, and he would have loved to trade for some honey.

He finished his breakfast and left. In the courtyard he waved hi to a lady who lived in his same building, and who was heading to tend to her vegetable garden.

Cedar biked along the large bike road, accompanied by the chirping of birds and the soft humming of the electric cars on the other portion of the road.

 

“So, how are your tomatoes growing?”

Cedar smiled at professor Welding. “Fine so far, ma’am.”

“If you have any trouble tell me, my wife is great with those things, she could grow a rainforest on a sidewalk.”

Cedar let out a polite laughter.

“So, what are you up to today?”

“I have some things to dig up in the old paper archives for my research project about the old world.”

“Good luck, then. And if you get lost down there, scream.”

 

Cedar liked his job. Some days he couldn’t believe he was actually being paid to go through old documents. Sure, he had to present a project and complete it, but he didn’t mind that part either, and the money was good. Like many others with a job like his own, he was writing about the old world’s now absurd lifestyles, and he sensed he could have researched for all his life and only touch the surface of such complex times.

He took some folders and headed to one of the tables, his laptop out as he was ready to take notes. Sometimes he’d get lost in the documents and forget the time, and hours passed as he browsed through old projects which were often connected to the university itself. A century ago governments and groups had begged scholars to come up with a solution to avoid the planet’s collapse, and here under his eyes, Cedar could see some of the projects which were presented as potential solutions. Project Neptune involved a 5-years fishing ban in all oceans, Project Thunderstorm called for a wider use of electric cars… many of these beared a “further” stamp that mean they were actually taken into serious consideration. And then he saw it. A stamp he had never seen before, green instead of the blue or red stamps he usually saw. It felt appropriate for a project called “New Seeds.” Ignoring the pangs of hunger he was starting to feel, Cedar took the document out of its protective transparent sheet. The document detailed the huge problems represented by the overpopulation and the use of resources. So far, nothing new.

“In partnership with the major electronic companies which produce the most popular kinds of brainware, we suggest a reduction of the human population by at least 30%. This should also be accompanied by a lifestyle change and…” Cedar’s hands were shaking, and he nearly dropped the piece of paper.

He remembered it in his grandma’s stories and in the recording of the news he had watched in school. The great viruses of 2056 had struck down almost 3 billions of people. A curse from God, a malfunctioning in the brainware productions, a terrorist attack… everyone had found their own reason. But in front of Cedar now lied a nice list which suggested the percentage of people to eliminate according to continent to ensure a future for humanity.

 

“It’s not much of a secret, really.” said professor Welding while watering her office plants. “Sure, no one likes to talk about it, and many would like to forget. But it’s the past, and we cannot change it now.”

“But it’s terrible!” Cedar’s voice was a weird whisper.

“Of course it is. But you’ve seen how it was. You’ve seen the movies, you’ve seen the documentaries. You’ve even read their documents! Of all people, you should know, you should understand.” she sighed. “If you can live like this…” she enclosed all her office in her gesture, but she meant the world, he understood, “it’s because of the people who worked behind the New Seeds. Your parents were the first generation we effectively managed to raise in a whole different way. Picture a guy who lives an unhealthy lifestyle, gets a heart attack at 30 and has a whole lifestyle change. Now picture the whole world going through it.

“You’re… proud.”

“The world isn’t divided in pride and shame.” she replied.

Cedar stared at the sun shining through the green branches.

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