Recensione / Review: Il Re Nero

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Autore: Maico Morellini

Genere: fantascienza, cyberpunk

Note: Vincitore del premio Urania nel 2010


La storia si svolge in Italia, in una nuova realtà geopolitica chiamata Polis Aemilia, una metropoli che unisce Bologna, Modena e Reggio Emilia. La metropoli funziona come una città stato, senza dipende dal governo centrale. Cittadini e non cittadini vivono in aree diverse, ma l’economia della Polis sembra forte dato che si sono imposti come leader nel settore delle tecnologie più all’avanguardia. Nelle vie principali di Bologna, centro nevralgico di quel mondo, il crimine sembra essere scomparso. Ma nessuno ha dimenticato… quattro anni prima i Dissonanti, persone affette da una sorta di cyberpsicosi, avevano sparso molto sangue nella loro folle frenesia. Oggi niente sembra essere in grado di minacciare lo stile di vita dei cittadini aemiliani. Almeno finché una prostituta non viene trovata morta nel suo appartamento. Tutte le tracce di DNA collegano un politico ben noto alla scena del crimine. Per questo l’avvocato del politico assume Riccardo Mieli, detective privato, perché studi il caso e provi l’innocenza del suo cliente. Anni prima Riccardo Mieli era stato vittima della crisi dei Dissonanti in un modo unico, e anche se psicologicamente si deve ancora riprendere, rimane uno dei migliori detective della zona. L’omicidio della prostituta è ovviamente solo la punta di un iceberg grosso e poco piacevole, e indagando Mieli arriverà a scoprire che qualcosa minaccia l’esistenza stessa di Polis Aemilia.

 

Quando un mio amico mi aveva parlato di questo libro ne ero rimasta subito incuriosita. Ho vissuto per anni a Bologna e sono spesso a Reggio Emilia, perciò l’idea di leggere qualcosa di ambientato nella mia regione mi è sembrato davvero intrigante. L’ambientazione è, in effetti, il mio aspetto preferito di tutto il romanzo, ed è palese che Morellini ci ha lavorato su parecchio. Ma questo fattore diventa anche un problema: sono sicura che tutti prima o poi abbiamo letto un romanzo di fantascienza o fantasy in cui l’autore/autrice era così entusiasta del suo lavoro che aveva finito per riempire il romanzo di spiegoni. Fastidioso se l’ambientazione è interessante, insopportabile se non è niente di che. Fortunatamente questo romanzo finisce nella prima categoria. Sì, l’ambientazione (geografica, politica, economica, etc) è ben costruita, ma non ritengo necessario riempire il lettore di informazioni. Soprattutto quando sembra innaturale. Il vecchio stratagemma di “questa persona è nuova qui, spieghiamole cosa succede” funziona sempre, ma è strano che un cittadini aemiliano abbia bisogno di certe spiegazioni. Ci sono veri e propri casi di frasi tipo “Come lei ben sa…”.

 

Lo sviluppo della trama è interessante e ben preparato, ed è chiaro fin dall’inizio che c’è qualcos’altro sotto. Proprio per questo il finale mi ha deluso un po’. Gli avvenimenti che lo precedono tengono il lettore attaccato alla pagina, e poi… beh, è anticlimatico. Non è il difetto peggiore del romanzo, ma non nego il mio disappunto. La maggior parte della storia è raccontata dal punto di vista di Mieli, e si concentra sulle sue paure, i suoi problemi e le sue speranze. Però il punto di vista non è “stabile” come dovrebbe. Se siamo nella sua testa, come facciamo a vedere cose che lui non può vedere in quel momento? E a volte ci viene concesso di entrare nella testa di una mente malata, quella dell’antagonista… parte che ho trovato abbastanza inutile, in realtà. Soprattutto perché si comporta come un cattivo di allineamento caotico malvagio stereotipato, uccide giusto perché gli gira così, etc. Credo di capire le intenzioni dell’autore, ma invece di essere spaventata da questo personaggio ero quasi divertita dal suo atteggiamento “sono cattivissimo eh guardate ora vi faccio vedere quanto sono cattivo”.

Ho letto parecchi commenti negativi su questo romanzo, alcuni erano sembravano non gradire l’ambientazione italiana, ma è un problema tutto nostro come fandom italiano… altri si lamentavano della sua vincita del premio Urania. Difficile da commentare senza aver letto gli altri romanzi in concorso. So solo che contiene degli elementi interessanti come storia e ambientazione ma dal punto di vista dello stile non sembra un lavoro maturo.

Voto: 7,5

 


 

Author: Maico Morellini

Genre: sci-fi, cyberpunk

Notes: The title literally translates as “the black king” as a reference to chess. This book won the Urania Award in 2010.

The book is set in Italy, more specifically, in a new geopolitical reality called Polis Aemilia, a metropolis that unites Bologna, Modena and Reggio Emilia. The city is separated from the central government and functions like a giant city state. Citizens and non-citizens live in different areas, but the economy of the Polis seems quite strong, as they have imposed themselves as leaders in the field of cutting edge technology. In the main streets of Bologna, the nevralgic centre of this world, crime seems to have disappeared. But people still remember… four years ago horrible things happened, when the Dissonanti (literally “dissonants”), people affected with a kind of cyber psychosis, shed a lot of blood in their crazy frenzy. Today nothing seems capable of threatening the lifestyle of the aemilian citizens. That is, until a prostitute is found killed in her apartment. All dna traces link a famous politician to the place of the crime. Riccardo Mieli, private detective, get asked by the politician’s lawyer to study the case and prove his innocence. Riccardo Mieli has been victim of the Dissonanti crisis in his own unique way, and while he is still psychologically recovering, he is also one of the best detectives in town. The murder of that prostitute, is, of course, the tip of a very big and unpleasant iceberg, and as Mieli investigates further, he ends up uncovering a plot to destroy Polis Aemilia itself.

As soon as a friend of mine had told me about this book, I knew I wanted to read it. I have lived for years in Bologna, and the idea of reading something set in an area I know so well was really exciting. The setting is, in fact, the most brilliant thing of this book, it is quite obvious that Morellini spent a lot of time planning it. This fact, however, is also a problem: I am sure we all have read a fantasy/sci fi book where the author was so enthusiastic about their world that they ended up filling it with infodumps. This is annoying if the setting is actually that interesting, and hideous if it’s actually nothing new. Luckily this book falls within the first cathegory. I get it, the setting (geographical, economical, political, and so on) is well done, but there is no need to spoonfed the reader with information. Especially if it feels “false”. One thing is to turn to the old strategy of “new to the place, we need to tell him/her stuff”, but telling things to an aemilian citizen feels weird. There are actual cases of “As you know, Bob..” kind of sentences.

I have to admit that the development of the plot was very interesting and carefully prepared. It is clear from the beginning that there is more at stake. Which is why I was a bit disappointed by the ending. The series of events that lead to it keep the reader on the edge. And then… it’s just really anticlimatic. It’s not the worst crime of this book, really, but I can’t deny my disappointment.

Most of the story focuses on Mieli’s point of view – on his fears, problems and hopes. Except that sometimes the pov is not as steady as it’s supposed to be (if we are in his mind, why do we shift to other details he can’t be noticing?). And sometimes we are allowed access to a very deranged mind, that of our antagonist… and this part was a bit unnecessary in my opinion. Especially since he behaves like a caricature of a chaotic evil bad guy, killing just because he wants to and so on. I get Morellini’s intent here, but instead of being terrified by this guy as the reader was supposed to be, I was mildly amused by this “i am so evil u guys let me smash a bunch of kittens to show you how evil I am” personality. (disclaimer: no kitten is actually harmed in this book).

I have read many negative comments on this book, some people were disappointed by an italian setting, but this is a problem we have as a country regarding sci-fi… Some other complained that they didn’t understand why it won the Urania Award. This is hard to say because one would have to know all the other novels that competed for the prize that year. It has many good elements in terms of story and setting but stilistically speaking it’s disappointing, it doesn’t feel like a mature work.

Vote: 7,5

 

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4 pensieri su “Recensione / Review: Il Re Nero

  1. Ciao Alessandra,
    leggo ora la recensione. Al netto del tuo gradimento, e delle sacrosante critiche alla trama e ai personaggi che non posso e non mi permetto di discutere, mi spiegheresti questo passaggio?

    “La maggior parte della storia è raccontata dal punto di vista di Mieli, e si concentra sulle sue paure, i suoi problemi e le sue speranze. Però il punto di vista non è “stabile” come dovrebbe. Se siamo nella sua testa, come facciamo a vedere cose che lui non può vedere in quel momento?”

    Il romanzo NON è in prima persona, è in terza persona. Ogni capitolo ha un punto di vista differente e all’interno di ogni capitolo il punto di vista viene mantenuto coerente. Senza salti, e senza mai uscire dalla testa del personaggio che ha il focus in quel momento. Perciò, mi spiegheresti dov’è il difetto tecnico? Dov’è la mancanza di stabilità che ‘dovrebbe’ avere un romanzo in terza persona?

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    • Ciao Maico! Premetto che è passato un bel po’ di tempo (quasi due anni) da quando l’ho letto e quindi mi è difficile citarti dei passi specifici. So che non è in prima persona ma anche la terza impone dei limiti, o perlomeno me li aspetto io come lettrice. Se il personaggio X è in una stanza e parla con Y e Z mi sorprende che veda o sappia cosa succede in un’altra stanza, o che si passi dal punto di vista di X a quello di Y magari solo per qualche frase. Mi sembra di ricordare casi del genere. Ne è passato di tempo e di acqua sotto ai ponti, e forse oggi lo recensirei diversamente.
      Grazie per il commento e a presto!

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  2. Ciao Alessandra,
    ma hai scritto questa recensione due mesi fa. 😉

    Ripeto, è sacrosanto che un romanzo possa non piacere per tutti i motivi del mondo, e me ne guardo bene dal giudicare i tuoi gusti o le tue considerazioni. Sarebbe sciocco da parte mia. Ma se si entra nel campo della tecnica di scrittura è un altro paio di maniche. Spassionatamente, ti consiglio di essere un pochino più prudente prima di entrare in ambiti tecnici così dettagliati.

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