Due parole sul Salone di Torino 2017 // Turin International Book Fair 2017: a few words

Non c’è bisogno che vi dica quanto fermento c’era dietro al Salone di Torino di quest’anno: la rivalità con Milano, i problemi, le difficoltà… non so dire quanto ciò abbia pesato sull’organizzazione del salone, non lavorando dietro le quinte, ma posso parlare di quanto ho osservato da visitatrice, traduttrice, blogger e aspirante scrittrice, che per il momento come cariche mi bastano. Di certo, a giudicare dalle mie foto, non sono fotografa.

Italians are very well aware of how much buzz there was behind the curtains of the Book Fair: the rivalry with Milan, the problems, the difficulties… I can’t tell how much it weighed in the organization of the fair, since I didn’t work there, but I can tell what I gathered as visitor, translator, blogger and aspiring author – I think that’s enough for now. I certainly am not a photographer, judging by my photos.

 

Si comincia giovedì con un pienone per me inaspettato, incrementato anche dalle numerose scolaresche. E si prosegue nei giorni seguenti con sempre più gente, a giudicare da fattori a mio avviso fondamentali come la calca nei corridoi, la facilità di trovare posto alle presentazioni e soprattutto, la fila ai bagni.

The fair started on thursday, with a huge crowd I was not expecting, thanks to the school kids as well. And it continued on the following days with more and more people, judging from important factors like the amount of people in the corridors, how hard it was to find a seat during the various talks and events, and, most importantly, the queue for the toilets.

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Se nel pomeriggio il brusio di fondo è calato per la minore presenza di minorenni, il problema più grosso è stato rappresentato dal caldo, visto che l’aria condizionata non era in funzione. Memore di annate in cui l’aria condizionata poteva farti ammalare nel giro di pochissimo, mi ero portata la felpa… se non è ottimismo questo. Con il giovedì sono cominciati anche gli incontri dell’Autore Invisibile, la serie di eventi del Salone dedicata ai traduttori e alla traduzione. Dopo un paio di incontri – uno sulla lingua di Joyce e uno con gli editori che si rivolgevano ai traduttori – ho gironzolato fino allo Spazio Babel, incuriosita da un autore sudcoreano che non conoscevo minimamente, Hwang Sok-yong. Il salone è fatto anche per sperimentare, no?

If in the afternoon the background buzz was significantly lowered by a smaller amount of kids, the bigger problem was represented by the heat, since there was no AC on. Remembering a year in which I had had to put on a hoodie due to the excessive AC, I had carried one… this is what I call optimism. On thursday the Autore Invisibile ( “Invisible Author”) started, a series of talks dedicated to translation practices and translators. After a couple of talks – one about Joyce’s english and one about publishers talking to translators – I wandered towards the Spazio Babel, as I was curious to hear about an author from South Korea I had never heard of, Hwang Sok-yong. The Salone del Libro exists to discover new things too, after all.

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I didn’t take his pic, but it’s that guy // Non ho fatto foto, ma è lui.

La cosa che più mi è rimasta impressa della sua presentazione, lo confesso (a parte la solidarietà provata per il suo traduttore che ha fatto da interprete) è il suo ritmo di scrittura: si sveglia alle 2 o 3 del pomeriggio, esce a bere e cazzeggiare e torna a casa per scrivere la notte. Se di notte non gli riesce una frase, esce a bere un bicchierino. Un applauso al suo fegato, sacrificato sull’altare dell’arte.

The most impressive thing about this presentation (besides the solidarity I felt towards his translator who had doubled as interpreter) was the author’s writing schedule: he wakes up at 2 or 3 pm, gets out to drink and then comes home to write at night. If, at night, he can’t get a sentence right, he gets out to drink some more. Let’s clap for this man’s liver, sacrificed on the altar of art.

Mi sono poi trascinata in giro per il salone fino alle 18.30, che poi sono diventate quasi le 19 prima che Bruce Sterling potesse fare il suo intervento. Ho preso pagine di appunti perché, come al solito, dice un sacco di cose e tutte interessanti, partendo questa volta dal tema di internet come utopia fallita o meno. Troppo ci sarebbe da dire su questo incontro, perciò vi dico questo: nessuno ha fiducia nell’Italia quanto lui. Anzi, per dirlo con le sue parole “You’re not gonna be saved, you’re gonna persist.”

Then I wandered aimlessly until 18.30, which ended up being almost 19 before Bruce Sterling could host his talk. I took a lot of notes because, as usual, he says a lot of interesting things, this time starting from the theme of internet as a failed utopia (or not). There’s much to say about his talk, so I’m gonna say a couple of things: no one has faith in Italy as he does. To say it with his words, “You’re not gonna be saved, you’re gonna persist.”

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Ha persino teorizzato la fine dell’Europa, sostituita da un megastato europeo, dicendo che potrebbe succedere anche tra sei settimane. Teniamo d’occhio i calendari.

He also said that Europe could end, replaced by a giant European megastate, in six weeks or so. Let’s keep an eye on the calendars, shall we?

Venerdì: nonostante la quantità di incontri e discussioni sul riscaldamento globale, qualcuno ha pensato bene di non darcene un’anteprima su scala locale e l’aria condizionata è stata attivata con grande sollievo delle persone che avevano ormai cominciato a spalmarsi per terra.
Dopo altri due interessanti incontri dell’Autore Invisibile (editori di fumetto che si presentano ai traduttori e una lezione sull’editing nella narrativa italiana), è stato il turno della lectio magistralis di Amitav Ghosh, che in occasione del suo ultimo libro La Grande Cecità, ha parlato di cambiamenti climatici e luoghi della sua infanzia, sorpreso di come non si parli abbastanza di questi mutamenti che influenzano le vite di tutti. Ma non si possono nominare le Sundarbans senza fare un viaggio nella mia infanzia… quante volte da lettrice sono stata in quell’intrico di piante, canali e tigri assieme a Sandokan e i suoi fidati compagni!

Friday: Despite the good amount of talks about global warming, they decided not to give us a special preview on a local scale and activated the AC, with great relief of those who had started to melt on the floors. After two interesting Autore Invisibile talks (comic book publisher talking to translators and a lecture about Italian contemporary authors and editing) it was the time for Amitav Ghosh’s lectio magistralis (related also the release of his last book, The Great Derangement) about climate change and the places of his childhood. But you can’t mention the Sundarbans without travelling back in time to my own childhood as well… oh how many times have I visited that tangle of plants, canals and tigers with Sandokan and his trusted companions!

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Ho poi fatto la fila per la presentazione di Oblomov, la nuova casa editrice di Igort. Cataloghi curatissimi, stile particolare… sono curiosa di vedere cosa ne verrà fuori.

I then queued for the presentation of Oblomov, the new publishing company by Igort, a very famous figure in the italian field of graphic novels and comics. I’m curious to see how it will be.

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Sabato: quasi non si nota l’assenza delle grandi case editrici (Mondadori in primis) che avevano spinto per Milano. Ho notato giusto l’assenza della Multiplayer, che evidentemente non è riuscita a fare sia Milano che Torino. Peccato.

Saturday: you barely notice the absence of the biggest companies (like Mondadori), who had preferred Milan. I only noticed Multyplayer’s absence, and they probably couldn’t afford to be at both fairs.

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Ho passato la mattinata nell’area dedicata al cibo. Me ne sarei dovuta andare dopo un incontro sulla carne tra salute e sostenibilità, ma non ho resistito all’incontro successivo dove si parlava degli insetti come possibile cibo del futuro. Che roba tremendamente solarpunk!

I spent the morning at the are devoted to books and food. I should have left after a talks about meat between health and sustainability, but I couldn’t resist attending the following one, about insects as widespread future food. It doesn’t get more solarpunk than that!

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Wake up and smell the crickets.

Ho annusato degli insetti secchi e ve lo confesso, erano invitanti come profumo, avevano un vago odore di snack salato. Ho persino ricevuto un “campioncino”: un biscotto di farina di grillo. Vi farò sapere com’era.

I smelled dried insects and I can tell you this, the smell was actually nice, like a salty snack. I even got a “sample”, a biscuit made of cricket flour. I’ll let you know how it was!

Dopo un altro incontro su traduttori e redattori che mi ha fatto venir voglia di leggere M*A*S*H – rigorosamente nella nuova traduzione – ho gironzolato un po’ e sono andata a conoscere un mio idolo, Laura Mango de I Dolori della Giovane Libraia. Abbiamo parlato di fantascienza, di letture, mi ha fatto questo bellissimo ritratto… e sì, nella vita reale è adorabile come sembra. (Purtroppo non abbiamo fatto nessuna foto, peccato!)

After another talk about translators who made me curious to read M*A*S*H  – in its new translation, of course – I wandered around and went to meet one of my favorite bloggers, Laura Mango from I Dolori della Giovane Libraia (a popular italian book blog). We talked about sci-fi, books, she drew this great portrait of me… and yeah, she’s as adorable as she seems from her blog! A pity we didn’t take any pics.

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La domenica era per me un po’ il giorno clou: la mattina c’era infatti la presentazione di Nebula, raccolta bilingue di fantascienza cinese a cura di Future Fiction. Bello come oggetto libro, bello come progetto. E non lo dico solo perché uno dei racconti presenti (Buddhagram) l’ho tradotto io, lo giuro. Già in Italia la fantascienza nuova arriva col contagocce, figurarsi quella di paesi non anglofoni…

Sunday was a long awaited day for me: in the morning there was the presentation of Nebula, a bilingual collection of chinese sci-fi stories made by Future Fiction. A wonderful book, a wonderful project. I swear I’m not saying this because one of the short stories in the collection (Buddhagram) was translated by me, I swear. In Italy you don’t get much new sci-fi, let alone that from non-english speaking countries…

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Tanto per stare in argomento di cambiamenti climatici sono stata a sentire la lectio di Bruno Arpaia, autore di Qualcosa, là fuori, romanzo ambientato in un’Europa postapocalittica resa inabitabile dal clima, dove un gruppo di italiani cerca disperatamente di emigrare in Scandinavia e trovare, magari, un barcone per attraversare il baltico… Non l’ho ancora letto ma è il prossimo nella mia lista.

Speaking of climate change, I headed to Bruno Arpaia’s panel about the aforementioned topic and how it connects to his novel Qualcosa, là fuori (literally Something out there), set in a post-apocalyptic Italy where a group of italians desperately try to reach Scandinavia, to cross the Baltic and move to some of the few habitable lands left after the collapse… I still haven’t read it, but it’s the next book on my list.

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Per l’Autore Invisibile parlano gli autori del Dizionario del Lessico Erotico, e subito dopo parla Susanna Basso, traduttrice in grado di far commuovere anche una statua. Molti traduttori – e molti vecchi amici – sono stati presenti. Così si chiudono gli incontri sulla traduzione, e io mi faccio un giro e torno a rompere le scatole a Laura Mango.

The Autore Invisibile panels gave us a talk from the authors of a dictionary of erotic words and the words of Susanna Basso, a famous translator whose speaks are so moving she could make statues cry. Many translators – and many old friends – were present. So ended the translation panels, and I went to talk to Laura Mango again.

 

Lunedì ho fatto un salto solo al pomeriggio tardi per vedere le ultime cose, adocchiare qualche sconto e salutare chi era rimasto.

On Monday afternoon I stopped by to say hi to those who were still attending/working, and to see if there were interesting last-minute discounts.

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Le atmosfere del salone sono sempre particolari, perché come ogni fiera costituisce un universo a sé, e non azzardatevi a chiamarlo non-luogo. Un universo a sé con donne dai lunghi abiti e lunghi capelli, vestali della cultura dall’aria sfinita che trascinano trolley carichi di parole. Il lamento occasionale dei microfoni esausti. L’odore di incenso che invade la sala degli incontri. Il sottofondo di persone che camminano, guardano, parlano e, si spera, leggono e leggeranno ancora.

The atmospheres at this fair are always peculiar, because as any other fair it becomes its own universe – and don’t you dare call it a non-lieu. An universe with women with long dresses and long flowing hair, priestesses of culture with an exhausted look on their faces, carrying luggages full of words. The occasional lament of microphones like creatures from the deep. The smell of incense that reaches the meeting room. The background of people who walk, look, talk and, we hope, read and will continue to do so.

 

Si va agli incontri dell’Autore Invisibile per sentire cose nuove e rivedere persone, riabbracciare vecchi amici e farne di nuovi. Si gironzola tra gli stand per osservare le novità e per farsi tentare da libri e case editrici rari e/o piccoli ma promettenti. E si gironzola bene, perchè anche nei giorni di maggior pienone (sabato e domenica) si riesce tranquillamente a vedere tutti gli stand, e se non si è interessati a particolari eventi si può visitare tutto in una giornata… non siamo mica al Lucca Comics.

Ringrazio il salone per avermi concesso il biglietto da professionale, e ringrazio i creatori dell’app del salone perché è fatta benissimo: contiene mappe, programmi, schede autori e ospiti, e la possibilità di crearsi un programma personalizzato sugli eventi che si desidera visitare. Molto più comoda del programma e della mappa cartacea, va detto.

You attend the translation meetings to hear new things and meet people, to hug old friends and to make some new ones. You wander around the publishing companies to look at new books and get tempted by small but oh so promising companies and peculiar books. And it’s easy to wander, because even during the most intense days (saturday and sunday) you can easily navigate the crowd and explore the whole fair, and if you’re not interested in any panel, you can see it all in one day. This isn’t Lucca Comics, after all.

I’d like to thank the Book Fair for deeming me worthy of the blogger pass, and I’d like to thank the creators of the smartphone app, because it’s really well made: it has maps, programs, bios and you can create your own schedules around the panels you wish to attend. Much better than the traditional paper map, I have to say.

 

Non è tutto rose e fiori e certo, l’organizzazione delle file esterne potrebbe essere gestita meglio, con una fila chiaramente separata per espositori e professionali. Ma ho come l’impressione che la lotta con Milano abbia fatto bene a Torino, perché c’era dell’energia nuova nell’aria. Da vedere? Assolutamente. Ci tornerò? Certo.

Ci si vede l’anno prossimo.

No, it’s not all perfect, the queues could be handled a bit better, with a queue for press/professionals kept well separated from the others. But I have the impression that the fight with Milan actually did the Salone good, because there was new energy in the air. Definitely a must see, I will be back.

See you next year!

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So hipster!

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