Racconto breve: Nuovo Mediterraneo pt 1 / Short Story: New Mediterranean pt 1

mediterranean

La seconda e ultima parte arriva martedì prossimo! Second part coming next tuesday!

“Marco! Marco, vieni a vedere!”

Era la voce di Ahmed. Marco non alzò lo sguardo dal buco della rete che stava cercando di riparare. “Si può sapere che c’è?”

Ahmed si affacciò alla porta. “Angel è tornato.”

A quelle parole Marco alzò gli occhi dalla rete.

“Scherzi?”

Ahmed fece cenno di no con la testa e sorrise rivelando due file di denti ben tenuti.

Marco sospirò e si alzò in piedi. C’erano altre persone in strada, e tutti sembravano convergere verso il porto, e apparivano concitati quanto Ahmed.

Marco appoggiò la rete e seguì l’amico.

 

“Che succede? Sai qualcosa?” chiese Veronica, ancora con la sua tuta da lavoro. Sarebbe dovuta essere a riparare un pannello solare sul tetto del municipio. Dietro di lei c’erano un paio di persone con la tuta verde degli addetti agli orti.

“Ahmed dice che Angel è tornato, ma non so altro.”

Lentamente i due riuscirono a farsi strada nella calca fino ad arrivare al porto. La barca di Angel era stata tirata in secco sulla spiaggia – era malconcia ma non sembrava in condizioni critiche – e Angel sedeva su una cassa. Aveva già cominciato a parlare.

“…e me la sono vista brutta, ve lo dico.” scosse la testa. “Ma ormai ero sopravvissuto, così ho pensato che la vista del Memoriale mi avesse portato fortuna. I miei antenati mi hanno protetto dalla tempesta!”

Nella folla qualcuno applaudì e Angel attese per un istante.

“Poi li vedo nell’acqua. Sono pochi, e non sono molto grandi, ma ci sono. E non parlo di alghe o meduse, nossignori. Parlo di pesci.”

La folla trattenne il respiro come un sol uomo, e anche Marco si unì a loro. Se fosse vero sarebbe… meraviglioso.

“E ne ho la prova.” Angel estrasse qualcosa dalla tasca, un involucro che aprì per mostrare a tutti che non aveva mentito: conteneva un pesce ormai morto. Era vecchio di qualche giorno, e puzzava di sicuro, ma la folla esplose in grida di giubilo.

“Che fine ha fatto suo fratello?” chiese Marco al suo vicino, ricordandosi che erano usciti a pesca assieme prima di sparire per giorni.

“Dice che è stato sbalzato fuori dalla barca nella tempesta.”

“Oh.”

Nel frattempo il sindaco si era fatto strada tra la folla. Si mise di fianco ad Angel e prese la parola. “Questa sera ci sarà una festa per celebrare il ritorno di Angel e per ricordare il compianto Josef, perso nella tempesta.”

 

Marco e Ahmed si sedettero a un tavolo. Angel stava raccontando la sua storia per ormai la decima volta, e ancora c’era del pubblico incuriosito.

“Ma ci pensi? Dei pesci?” Ahmed scuoteva la testa in incredula gioia.

“Sono più di dieci anni che non peschiamo animali, ha senso che siano tornati.”

“Gli scienziati avevano detto che ci sarebbe voluto del tempo. Andiamo, non sei stanco di pescare solo rifiuti?”

“No, e meno male, visto che ce li pagano bene. Ed è meglio così, perchè anche se potessimo riprendere a pescare pesci dovremmo farlo con molta cautela o rischiamo di fare come in passato.”

“Beh, non dirmi che non hai pensato alla proposta di Angel. Ci stanno pensando tutti, guardati intorno. Di cosa credi che stiano parlando?”

Marco estrasse il cellulare e aprì CityZen. L’hashtag del giorno celebrava il ritorno di Angel e compiangeva il povero Josef. Un po’ tutti avevano caricato fotografie sfocate di Angel che parlava, e una fotografia del pesce visto da vicino, scattata ormai da chissachì, aveva ormai superato il migliaio di reazioni.

Si rimise in tasca il cellulare. “Tu cosa faresti?”

“Cosa farò, vorrai dire.”

“Hai già deciso?”

“Voglio essere tra i primi che mapperanno i nuovi banchi di pesci, sì, perché no? Tanto ultimamente di rifiuti ne troviamo sempre meno se non c’è qualche bella mareggiata o una tempesta molto interessante. Potremmo pescare le meduse, ma da mangiare non sono granchè…”

“E a nessuno interessa comprarle per riciclarle.” convenne Marco. Guardò Angel che aveva assunto un’espressione triste, probabilmente perché stava parlando della fine di Josef. Poi si ricordò del pesce.

“Non ho ancora deciso.” disse ad Ahmed, ma in cuor suo sapeva che sarebbe stato con lui, Angel e chissà chi altri all’alba sul porto, pronto a partire per un’avventura davvero nuova.


 

“Marco! Marco, come here and see!”

It was Ahmed’s voice. Marco didn’t raise his gaze from the hole in the net he was trying to repair. “What’s up now?”

Ahmed appeared on his doorstep. “Angel is back.”

“You’re joking.”

Ahmed shook his head and smiled, showing off two rows of well cared teeth.

Marco took a deep breath and rose up. There were others in the street, as excited as Ahmed, and they all seemed to be moving towards the port.

Marco let his net fall and followed his friend.

 

“What’s happening? Do you know anything?” asked Veronica, still wearing her work overalls. She should have been repairing a solar panel on the town hall’s roof. Behind her there were a couple of vegetable garden workers in their green overalls.

“Ahmed says Angel is back, but I don’t know much else.”

Slowly, Ahmed and Marco managed to find their way through the crowd until they reached the port. Angel’s boat had been dragged on the beach – it was battered but not in an awful shape – and Angel was sitting on a crate. He had already started talking.

“…I was starting to fear for the worse, believe me.” he shook his head. “But still, I was alive, so I thought that passing next to the Monument had brought me good luck. My ancestors have protected me from the storm!”

Someone in the crowd clapped and Angel sat silent for a moment.

“Then I saw them in the water. There’s just a few of them, and they’re small, but they’re there. And no, I’m not talking about algae and jellyfishes, no, my friends. I am talking about fishes.”

The men and women in the crown held their breath as if they were one, and Marco was among them. If only it were true, it would be… incredible.

“And I have proof.” Angel took something out of his pocket, a wrapping that he opened to show he had not lied: it contained a dead fish. It was a few days old, it surely smelled awful, but the crowd let out a joyous cry.

“What happened to his brother?” asked Marco to the guy next to him, remembering that Angel and Josef had gone fishing together before disappearing for days.

“Said he was thrown out of the boat by the storm.”

“Oh.”

In the meantime the mayor had found her way through the crowd. She came next to Angel and talked. “Tonight there will be a celebration to honor Angel’s return and to remember our dear Josef, taken by the storm.”

 

Marco and Ahmed sat at a table. Angel was telling his story again for the tenth time, and yet he had found an audience to captivate.

“Can you believe it? Fishes?” Ahmed shook his head in incredulous joy.

“We haven’t fished for animals in ten years, it makes sense they’re back.”

“Scientists said it would have required some time. Come on, aren’t you tired of fishing solely for waste?”

“No, and I’m glad for it, since they pay us nicely for it. And we should be grateful for it, since even if we could go back to fishes, we would have to do it carefully or we’d go back to the old troubles.”

“Come on, don’t tell me you haven’t thought about Angel’s proposal. Everyone is thinking about it, you can see that. What do you think is everyone obsessed with right now?”

Marco took out his phone and opened CityZen. The hashtag of the day celebrated Angel’s return and cried for the poor Josef’s fate. Almost everyone had uploaded blurry pics of Angel talking, and a pic of the fish seen up close, taken by god knows who, had been shared and liked by roughly a thousand people. He put the phone back in his pocket.

“What would you do?”

“What will I do, you mean.” replied Ahmed.

“You’ve already decided?”

“I want to be among the first ones who map the new fish bank routes, yes, why not? We keep finding less and less waste unless there’s some kind of storm or the currents bring something. We could fish for jellyfishes, but they taste awful…”

“And no one wants to buy them to recycle them,” admitted Marco. He looked at Angel, who had now a sad expression on his face, probably because he was retelling Josef’s end. Then he thought about the fish.

“I haven’t decided yet,” he told Ahmed, but in his heart Marco knew he would have been with his friend, Angel and the others at dawn next to the port, ready to leave for a truly new adventure.

 

 

 

 

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