Recensione / Review: Qualcosa, là fuori

Autore: Bruno Arpaia

Genere: fantascienza post-apocalittica, “cli-fi”.

Anno: 2016

Note: Ho già menzionato questo libro nel mio post sul Salone di Torino.


Livio Delmastro cresce in un’Italia che potrebbe essere quella del nostro presente. Da ragazzo è un fervente ambientalista, poi cresce e diventa neurochirurgo. Sposa una donna fantastica, la scienziata Leila, e i due vanno a Stanford per continuare le loro ricerche e insegnare all’università. Livio non potrebbe essere più felice: ha sua moglie, i suoi amici, e il lavoro che ama, ed è soddisfatto. Ma anche se vive in una specie di bolla, vede che il mondo intorno a lui sta crollando. Il riscaldamento globale cambia tutto, e ne pagano il prezzo centinaia di migliaia di persone, e a volte delle città intere. Le famiglie di Livio e di Leila li tengono aggiornati sulla situazione in Italia, che è tutt’altro che promettente. E non è che l’inizio…  ogni paragrafo che parla della vecchia vita di Livio viene alternato da uno che parla del presente. Ed è un presente terribile. Sua moglie e suo figlio sono morti (spoiler, ma non tanto), e si trova in un ambiente à la Mad Max che un tempo era l’Europa che conosciamo: come migliaia di altri disperati, ha pagato una cifra altissima a una ditta chiamata TransHope, e ora si trova a compiere un viaggio atroce dal nord Italia alla Scandinavia: solo certi paesi vicini al Polo Nord consentono ormai una vita dignitosa, una vita non tanto diversa da quella di un tempo.
La sua colonna marcia a piedi, protetta da guardie, e con il diritto a ricevere razioni di cibo e l’uso di carri che riciclano e depurano l’acqua. Il viaggio è lungo, e pieno di pericoli che possono arrivare da tutto e da tutti.

E l’Europa è cambiata davvero tanto: la Svizzera consente a queste carovane di disperati di passare in cambio di un bel po’ di soldi, e sopravvive grazie ai bunker e alle montagne. Dovunque Livio e gli altri vadano, i fiumi e i laghi sono secchi o si sono trasformati in paludi. Altri uomini e donne disperati vagano per l’Europa alla ricerca della salvezza, di una barca per la Scandinavia o chissà cosa. E Livio si attacca emotivamente ai ragazzini e bambini della colonna, a cui fa lezione tutte le sere, insegnando loro matematica, storia e tanto altro: deve aggrapparsi a qualcosa, o crollerà come tanti altri…

Anche se non è un romanzo perfetto dal punto di vista della trama (il suo rapporto con i ragazzini poteva essere descritto in maniera più efficace), io ve lo consiglio. Alcuni mi hanno detto che non è fantascienza, e di sicuro non viene venduto come tale (non è la prima e non sarà l’ultima volta che succede una cosa del genere in Italia, no?), ma io lo considero come tale. Appare anche un elemento “tecnologico”, in un punto. Soprattutto, mi ha ricordato Il Risveglio degli Abissi di Wyndham, perché finché vive lontano dai guai Livio potrebbe essere un protagonista distante e triste delle apocalissi wyndhamiane. Ma si butta nella mischia tornando in Italia, e tutto cambia. Non che in America stesse divinamente…

Ho assistito a tanti dibattiti sulla fantascienza italiana, se esiste, cosa la definisce, e se il postapocalittico sia considerabile fantascienza (per me sì) e guarda un po’, ecco qui un esempio sotto forma di questo romanzo. Leila discende da una di quelle famiglie che hanno attraversato il Mediterraneo con i barconi, e Livio e tanti altri italiani ora si sono trasformati nei profughi del nostro presente, attraversano prima un deserto terribile e sperano poi di trovare una barca che li porti a una vita migliore. Non poteva essere più reale, più ancorato al nostro mondo.

Le descrizioni dell’Europa post-apocalittica sono agghiaccianti, e la cosa più agghiacciante sta nel fatto che per Arpaia forse questa non è fantascienza, è un avvertimento. Si è documentato molto sulle conseguenze dei cambiamenti climatici e le possibili catastrofi, e ci ha mostrato cosa potrebbe succedere, anche se in un modo un po’ strappalacrime. Penso sia il momento migliore per leggere questo romanzo. Intendo prima che diventi realtà.

 


Author: Bruno Arpaia

Genre: post-apocalyptic sci-fi

Year: 2016

Notes: The title literally means “Something, out there.” I’ve mentioned this book in my post about the Turin International Book Fair. There is no English translation so far.


Livio Delmastro grows up in an Italy that could be the one we know now. In his youth he’s a passionate environmentalist, and later grows up to be a neurosurgeon. He marries a wonderful woman, Leila, another scientist, and the two go to Stanford to continue their researches and teach at the university. Livio couldn’t be happier, he has his wife, his friends and his job and he’s satisfied. But even if he lives in a sort of bubble, he can see the world collapse around him. Global warming changes the world for worse, claiming cities and hundreds of thousands. Both Livio’s and Leila’s family keep them updated about the situation in Italy, which is less than promising. And this is just the beginning… because for every one of these paragraphs about Livio’s old life there is one about his current life. And man, it’s a terrible life. His wife and son have died (spoiler alert), and he’s on a Mad Max-esque landscape that used to be the Europe as we know it: like thousands of others he has paid a huge sum to a company called TransHope, and now has embarked in a terrible trip to go from northern Italy to Scandinavia: only these countries (together with Canada, Siberia and so on) offer the possibility to live a decent life, a life that is not so different from the one everyone lived before. His group marches on foot, protected by guards, and is guaranteed a ration of food and the use of certain wagons with water-filtering equipment. It’s a long journey, full of terrible dangers that can come from literally everything.

And Europe, oh has it changed: Switzerland allows these groups to pass for a huge sum of money, and still survives thanks to the high mountains and the bunkers. Everywhere they go lakes and rivers are completely dry or a have turned into swamps. Other desperate men and women roam Europe in search of salvation, a boat to Scandinavia, or what else. And Livio clings to the kids of the convoy, to whom he teaches everything he knows, from history to maths: he has to cling to something, or he’ll fall like many others…

Now, while this book is not perfect, plot wise (his relationship with the kids could have been depicted in a stronger way), I definitely recommend it. Some have told me it’s not sci-fi, and it’s not even marketed as sci-fi (but then, we have a problem in Italy with sci-fi, so maybe that’s the case), but to me it is sci-fi. There’s some Wyndham-style stuff here – I’m thinking about the Kraken Wakes, especially – but Livio doesn’t stay out of the catastrophe for much: as soon as he has to come back to Italy, he’s right in the middle of it. I’ve seen and heard a lot of debate about what constitutes “Italian sci-fi”, and if post-apocalyptic fiction falls under sci-fi (I think it does) then lo and behold, we have a good example here. Leila is a descendant of one of those families that reached Italy crossing the Mediterranean in terrible conditions. And Livio and many other Italians have turned into them now, crossing a desert wasteland in hope of reaching a boat that takes them to a better life. It doesn’t get more real, more chained to the present than that.

The description of post-apocalyptic Europe is chilling, and what’s more chilling is probably that Arpaia doesn’t consider it sci-fi because to him it’s a warning. He read and studied a lot of material about climate change, global warming and the possible aftermaths, and showed us how this aftermath could look like. I feel like this is the perfect time to read such a novel. I mean, before it becomes real.

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...