Recensione / Review: Ninefox Gambit

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Autore: Yoon Ha Lee

Genere: fantascienza, space opera

Anno: 2016

Note: primo romanzo della trilogia Machineries of the Empire; il secondo romanzo, intitolato The Raven Stratagem è uscito il 13 giugno. In finale per i premi Clarke, Nebula e Hugo. Non esiste una traduzione italiana finora (spero di riuscire a fare un post in proposito, ci sarebbe molto da dire su come tradurre i termini particolari. Quelli che vedete qui sono mie traduzioni ovviamente).


 

Il capitano Kel Cheris ritorna dalla sua ultima battaglia sapendo di aver sacrificato la propria carriera usando certe tattiche particolari sul campo. Si aspetta di cadere in disgrazia, e invece le viene dato un nuovo incarico, per il quale è stata appositamente selezionata e che le sembra pressoché impossibile: deve riconquistare una fortezza spaziale, chiamata Fortress of Scattered Needles (“Fortezza degli Aghi Sparsi”, letteralmente), ora in mano a degli eretici. Nel suo mondo, governato dall’Esarcato e dal suo calendario specifico, la matematica è potere e l’eresia può cambiare forma alla realtà e creare nuove armi. La Fortezza è molto importante per l’Esarcato, e deve tornare sotto il suo controllo prima che l’Esarcato stesso crolli. Cheris si trova costretta a scegliere l’unica arma che secondo lei potrà aiutarla: un generale non-morto, il famoso esperto di strategia e traditore per eccellenza Shous Jedao, conservato dall’Esarcato in una forma spettrale per centinaia di anni. Cheris riceve il permesso di usare Jedao, e diventa la sua ancora: Jedao è ora nella sua testa, un’ombra che consiglia, suggerisce strategie e ricorda a Cheris che dovrebbe proprio farsi una dormita una volta ogni tanto. Promossa a generale per la durata della campagna, Cheris deve affrontare parecchie sfide, a cominciare dai misteriosi scudi della Fortezza… il tutto mentre cerca di capire cosa pensare di Jedao, che tutti conoscono come il folle che ha sterminato il suo stesso esercito assieme a quello nemico in una famosa battaglia centinaia di anni prima.

All’inizio non è stata una lettura facile: bisogna districarsi tra le varie fazioni (le sei che governano l’Esarcato), gli animali dei loro simboli, e concetti come “formation instinct” (“istinto di formazione”) e “calendrical rot” (“marcescenza/corruzione del calendario”). Poi arriva Jedao e monopolizza l’attenzione del lettore. Non che Cheris non sia ben caratterizzata, ma lei è un capitano di fanteria che ha sempre vissuto una vita relativamente ordinaria, e Jedao è il carismatico sommo traditore, il quale però sembra stranamente normale per un folle. Beh, per la maggior parte del tempo.

Ninefox Gambit ha un numero soddisfacente di battaglie spaziali, intrighi politici e misteri da svelare, che riescono a catturare l’attenzione del lettore visto che spesso sono faccende particolari. La matematica e il calendario consentono sia agli eretici che all’Esarcato di usare armi che definiremmo non convenzionali, come il cannone ad amputazione (“amputation gun”) e altre armi la cui traduzione dei nomi richiederebbe ore di lavoro perciò ne riparliamo più avanti. In compenso il modo in cui Cheris e Jedao riescono a oltrepassare gli scudi è stato davvero soddisfacente da leggere.

A tenermi incollata dalla pagina però è stato il desiderio di saperne di più su Jedao e su come avere la sua mente ancorata al proprio corpo avrebbe cambiato Cheris. Cambia davvero parecchio, e scopriamo alcune cose su Jedao e su cosa stanno tramando alcuni pezzi grossi dell’Esarcato… L’Esarcato non è un posto carino e piacevole, sia che uno sia un Kel (la fazione militare) a cui è stato fatto il lavaggio del cervello per restare in formazione assieme ad altri soldati o uno Shous esperto in manipolazione che è costretto a diventare un assassino proprio perché non vorrebbe farlo.

Lo stile di Yoon Ha Lee non è sempre soddisfacente, e non mi piacciono per niente i momenti in cui il narratore onnisciente prende il sopravvento, credo che disturbi il ritmo della storia e non serva a molto. Fortunatamente la storia funziona ed è quello che conta alla fine, e di sicuro mi leggerò anche il secondo romanzo della trilogia.
Lettura consigliata ai fan di Ancillary Justice o The Traitor Baru Cormorant.


 

Author: Yoon Ha Lee

Genre: sci-fi, space opera

Year: 2016

Notes: first book of the Machineries of the Empire trilogy; the second novel, The Raven Stratagem, was published recently. Shortlisted for the Clarke Award, the Nebula Award and the Hugo Award.


 

Captain Kel Cheris comes back from her last battle and is disgraced for having used certain tactics. So they give her a new assignment, something she has been selected for and that sounds nearly impossible to do: she has to retake a space fortress, called the Fortress of the Scattered Needles, from a bunch of heretics. In her world, ruled by the Hexarchate and its specific calendrical rules, math is power and heresy can bend the shape of reality and create new weapons. The Fortress of Scattered Needles is incredibly important for the Hexarchate, and must be brought back into its hands before the Hexarchate itself falls. Cheris finds herself forced to choose the only weapon she thinks can help her: an undead general, the famous tactician and arch-traitor Shous Jedao, kept imprisoned in a sort of ghost-form by the Hexarchate. They grant her the use of Jedao, and she becomes her anchor: Jedao is in her head now, a shadow that gives advice, strategy tips and reminds Cheris she really should get some sleep every now and then. Promoted to General for the duration of the campaign, Cheris has to face a lot of challenges, starting from the mysterious shields that guard the fortress… all while she tries to understand what to think of Jedao, who is widely known as the madman who slaughtered his own army and the enemy’s army alike in a famous battle centuries ago.

At first this novel wasn’t an easy read: you have to navigate into a bunch of factions (the six factions which rule the Hexarchate), their animal symbols, and concepts like “formation instinct” and “calendrical rot”. But then Jedao enters the stage, and monopolizes the reader’s attention. Not that Cheris isn’t well characterized, but she’s an infantry captain who has lived an ordinary life so far, and Jedao is the charismatic arch-traitor who sounds strangely sane for a madman. Well, most of the time.

The story has its nice amount of space battles, political intrigue and mysteries unveiled, enough to keep the reader interested especially since they’re quite captivating. Math and calendrical rules allow both heretics and the Hexarchate to use weapons we’d call unconventional, from the amputation gun to the dreaded threshold winnower. And the way Cheris and Jedao break the fortress’ shields was really pleasing to read.

What glued me to the page was the desire to know more about Jedao and how having Jedao’s mind anchored to her body was going to change Cheris. And she definitely changes a lot. Of course we do learn more about Jedao, and what the Hexarchate leaders are planning… The Hexarchate isn’t all fun and games, whether you are a Kel (the military faction) brainwashed to stay in formation with your fellow soldiers or a manipulative Shous who has to become an assassin exactly because he doesn’t want to.

Yoon Ha Lee’s style isn’t always perfect, and I really don’t like the moments in which the narrator gives us their comment or opinion, I think it breaks the rhythm of the story and is mostly unnecessary. Luckily the story is good, which is what matters more in the end, and I’ll definitely read the second book in the trilogy. Perfect for fans of novels like Ancillary Justice or the Traitor Baru Cormorant.

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2 pensieri su “Recensione / Review: Ninefox Gambit

  1. Complimenti per la velocità con cui leggi! Comunque mi pare di capire che alla fine queston “famoso” esempion di sci-fi coreana non ha nulla di particolarmente interessante da offrire. Hai letto qualcos’altro di suo che può essere meritevole di una sbirciata? O forse ho male interpretato la recensione :/

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    • Grazie dei complimenti! Ti dirò, per me il problema maggiore è stato e rimane lo stile, che potrebbe essere migliorato notevolmente. Però la storia mi è piaciuta molto, quindi è difficile dare un voto definitivo, anche perchè sono disposta a passare sopra a uno stile proprio non eccelso se la storia mi prende. Insomma, è un romanzo complicato da valutare ma per me è stata una bella lettura e ho già ordinato il seguito. Lo consiglierei, se esistesse in traduzione (e infatti farò un post speciale su come tradurrei certi termini). Non ho letto altro di suo per ora, anche se so che ha scritto vari racconti.

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