Racconto breve: Il Volere del Cristallo – parte 1// Short story: The Crystal’s Will – part 1

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“Capitano Valmer, qui è il capitano Desili, noi siamo in posizione. Capitano Valmer, mi riceve?”

“Stiamo… siamo… fermateli, tenente, ammazzateli se necessario! Ferm–”

La voce del capitano Valmer fu sostituita da un brusio.

“Capitano Valmer, mi riceve?” Heras Desili cercò di mantenere la voce ferma, poi fece un cenno al tenente Olynne Perkh.

“Sembra che non siano più collegati.” confermò Perkh.

Heras guardò i suoi soldati che attendevano a breve distanza, alcuni seduti sui resti delle colonne e altri intenti a parlare a bassa voce. I più aspettavano con le armi in mano, pronti all’azione e frustrati da quell’immobilità. L’artiglieria fece tremare il vecchio palazzo.

“Credi siano stati attaccati?”

“Provo a localizzarli tramite il cristallo.” rispose Heras. Non era una vera risposta, e sapeva che Perkh se n’era accorta. Ma l’idea di fare congetture sulle strane frasi del capitano Valmer non la entusiasmava.

Heras si levò il casco e sospirò, poi si levò il guanto e passò la mano sudata sul fianco della propria testa. Accarezzò le vene sporgenti che fin da sopra l’orecchio si diramavano fino a raggiungere il cristallo impiantato nel suo cranio. Sfiorò la superficie liscia e tiepida del cristallo. Un essere vivente, un bambino per quelli della sua specie. Le parole degli insegnanti dell’Accademia non l’abbandonavano quasi mai.

Sapeva che toccarlo non era necessario, ma lo aveva sempre trovato confortante fin da quando il cristallo era diventato parte di lei. Chiuse gli occhi e vide tutto nero per un istante, finché il cristallo non le mostrò gli altri cristalli presenti nell’area. In corrispondenza di ogni soldato e ufficiale delle AW riunito in quel salone si accese una luce azzurrina. Ampliò il raggio, cercando di dirigersi con la mente verso dove si sarebbe dovuta trovare la compagnia del capitano Valmer. Il cristallo non trovò nessuno dei suoi simili.

“Merda.” Heras sospirò.

“Qual è il piano?” chiese Perkh.

“C’è qualcosa che non va, e ho bisogno di sapere cosa. Ho un brutto presentimento. Manda cinque soldati della compagnia assieme a uno senza cristallo presso l’ultima posizione registrata del capitano Valmer. Devono andare, guardare e tornare indietro alla svelta.”

Perkh annuì.

 

Odio aver ragione, pensò Heras guardando il soldato senza cristallo, l’unico che aveva fatto ritorno.

“Capitano Desili, non avevo mai visto niente di simile prima d’ora.” respirò affannosamente e bevve un sorso d’acqua dalla borraccia che gli fu passata.

“Grazie. Sono morti tutti, capitano. Dal primo all’ultimo.”

“Come?”

“La piazza di fronte alla galleria del mercato coperto è stata minata, capitano.”

Heras fece cenno a Perkh di trasmettere l’informazione.

“Era rimasto qualcosa della ottava compagnia, si intravedeva qualche… resto sparso per la piazza. Era facile capire cosa fosse successo, eppure…” scosse la testa. “Mi scuso per il linguaggio, capitano, ma sembravano fuori di testa, sembrava che sentissero tutti un impulso che io non sentivo. Sono corsi verso il centro della piazza, finendo tutti su qualche mina. Continuavano a correre verso il centro come se fosse cruciale, dicevano di voler vedere qualcosa, non so cosa.”

“Cosa c’era al centro?”

“Una vecchia statua in rovina.”

Heras non riuscì a nascondere la sua sorpresa.


 

THE CRYSTAL’S WILL

“Captain Valmer, here’s Captain Desili, we are in position. Captain Valmer, do you copy?”

“We’re… we… stop them, lieutenant, kill them if you need to! Stop th–”

Captain Valmer’s voice was reduced to a static.

“Captain Valmer, can you hear me?” Captain Heras Desili tried to keep her voice steady, then she gestured to lieutenant Olynne Perkh.

“It appears they’re not connected anymore,” confirmed Perkh.

Heras glanced at her soldiers who were waiting nearby, some seated on the remains of the columns, some busy talking in short whispers, everyone of them ready for action and made nervous by that forced stillness. Artillery shook the old palace.

“Do you think they’ve been attacked?”

“I’m going to try to find them using the crystal.” said Heras. It was no real reply and she knew Perkh had realized it. But she didn’t want to share her thoughts about what had happened to Captain Valmer.

Heras removed her helmet and sighed, then she took off her glove and touched the side of her head with her sweaty hand. She felt the texture of her veins which spreaded up to her ear – like roots – from the crystal set in her skull. She felt the smooth, warm surface of the crystal. A living being, a young child of its species. The words of the Academy teachers rarely left her. She knew there was no actual need to touch the crystal, but she always found it comforting.

She closed her eyes and everything went black for a second, until the crystal showed her the other crystals in the area. Where every soldier and officer of the AW stood, a soft blue light shone in her field of vision. She tried to direct her mind towards the supposed location of captain Valmer’s company. The crystal didn’t find anyone.

“Fuck,” sighed Heras.

“What’s the plan, then?” asked Perkh.

“Something doesn’t add up, I need to know what happened. I have a bad feeling about this. Send five of our soldiers, together with a crystal-less soldier to the last recorded location of captain Valmer. They must go, see and come back to report quickly.”

Perkh nodded.

 

I hate being right, thought Heras looking at the crystal-less soldier, the only one who had come back.

“Captain Desili, I..  I had never seen anything like this before,” he struggled to breathe as if he were still shocked, then accepted the water someone handed him.

“Thanks. They’re all dead, captain, everyone of them.”

“How?”

“The square in front of the market gallery is a minefield, captain.”

Heras gestured to Perkh to send the info to the command center.

“There were some remains of captain Valmer’s company, barely… pieces of corpses protruding from the sand. It was easy to understand how they had died, and yet…” he shook his head. “I apologize for my words, captain, but everyone went crazy as fuck. Everyone except me felt the urge to run to the square, and that’s how they all died. They tried to reach to the center of the square as if it was really important, someone said they needed to see something, but I have no idea what they meant.”

“What’s in the center of the square?”

“The ruins of an old statue, captain.”

Heras couldn’t hide her feeling of surprise.

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