Recensione / Review: Valhalla

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Autore: Ari Bach

Genere: fantascienza YA con elementi fantasy e cyberpunk

Note: Il romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta; è il primo volume di una trilogia ed esiste solo in inglese, almeno per ora.


 

Siamo in una Scozia del futuro. Tutto è in mano alle multinazionali, incluse le varie nazioni, e tutti sono collegati a internet per via cerebrale. Violet è una diciassettenne che ancora non sa cosa fare nella vita, ma tutto cambia quando i suoi genitori vengono uccisi dalla famigerata Orange Gang. I loro aggressori la sottovalutano e lei riesce ad avere la meglio su di loro e a uccidere il fratello del capo della Gang stessa. Sorpresa dalle sue abilità e ormai sola, Violet entra nell’esercito, ma non fa per lei. Viene contattata dalla Hall of the Slain (e da qui il titolo Valhalla, la Sala dei Caduti), una organizzazione paramilitare potente e con parecchie armi a disposizione: si ispirano alla mitologia nordica e agiscono per portare la pace in vari luoghi del mondo, uccidendo terroristi e prevenendo la morte di molte persone. Ma Violet è ancora in cerca di vendetta per la sua famiglia…

 

Sarò onesta, simpatizzare con Violet è stato arduo. L’inizio è stato proprio il momento più difficile, perché non si può sempre accettare che la protagonista sia brava in qualunque cosa decida di cimentarsi, al punto che tutto le sembra troppo facile… le persone così non esistono davvero. E anche l’insistenza sul fatto che non si sentiva in lacrime alla morte dei genitori sembra, beh, esagerata. Certo, è vero che ogni persona reagisce al dolore in modo diverso, ma qui sembra più un caso di “sono la più forte” che un esempio di “persona con un dramma interiore che non sa come gestire”. Con qualche miglioria le si poteva dare l’atteggiamento di chi è convinto che per essere forti e dimostrarsi tali si debba evitare di piangere, ad esempio.

La parte centrale del libro migliora, ma ecco che arrivano gli spiegoni. Sì, la Valhalla è un’organizzazione/posto interessante, ma non c’è bisogno di spiegare immediatamente tutto al lettore perché si è tanto fieri dell’ambientazione, e le pagine dedicate all’addestramento di Violet erano abbastanza noiose. Se solo Violet avesse scoperto delle cose passo a passo assieme al lettore, magari sbagliando, sarebbe stato tutto molto più interessante. Anche perchè quando Violet si sbaglia, ecco che comincia ad essere emozionante anche la storia.

Le scene d’azione sono ben descritte, anche se esagerate in una maniera un po’ cinematografica, al punto che il romanzo avrebbe tratto beneficio da più azione e meno spiegoni… ciò è evidente dalla parte finale del romanzo, dove finalmente succedono un sacco di cose e i riflettori vengono puntati anche sui membri della squadra di Violet, Vibeke e Veikko. Il rapporto tra i vari membri della squadra è ben gestito.

Non è che sia un romanzo brutto al 100%, non temete. Ci sono dei riferimenti interni divertenti, le scene d’azione sono belle e la presenza di personaggi LGBT rende i membri del Valhalla più reali e i rapporti tra di loro meno prevedibili. Apprezzabile anche il fatto che la storia non sia ambientata negli USA.

Mi è piaciuto? Sì e no. Ho undici anni in più di Violet, so che gli adolescenti sono raramente così fantastici, ci sono passata anche io e fatico a credere che la salvezza del mondo possa essere in mano a dei ragazzini che sanno fare tutto senza apparente motivo, a meno che non ci siano di mezzo i poteri dei pianeti e una gatta parlante.

Scherzi a parte, potrebbe andare bene come lettura per un adolescente metallaro/a, il che è anche il suo problema: sembra scritto da un adolescente metallaro/a, nel senso che sia la storia che lo stile sono ancora immaturi. Ma sono ottimista, se Ari Bach continuerà a scrivere magari in futuro tirerà fuori qualche libro di azione e fantascienza non male.


 

Author: Ari Bach

Genre: sci-fi, YA, some cyberpunk and fantasy elements

Notes: This book was kindly provided by the author in exchange of an honest review. And this is what I shall deliver. It is the first volume of a trilogy.

We’re in a futuristic Scotland. Everything is owned by corporations, including countries, and people are constantly linked to the internet via their brains. Violet is a seventeen year old girl who still doesn’t know what to do of her future. Everything changes when her parents are killed by the notorious Orange Gang. They underestimate her and she manages to kill them, including the brother of the Wulfgar Kray, Orange Gang’s boss. She tries the army, but it doesn’t work well for her. She is contacted by the Hall of the Slain (hence the title, Valhalla), a paramilitary organization with a lot of power and weaponry. They base their names on nordic myths, and act like a “peacekeeping” force, killing terrorists, preventing huge power shifts that would damage a lot of lives and so on. But she still wants revenge for her family…

I’ll be honest: I’ve had quite a hard time sympathizing with Violet. The beginning was the hardest part, there’s only a limited amount of moments in which you can tolerate your main character being good at everything she tries, mastering every new skill, everything is too easy for her… Real people aren’t like that. And the insistence at the fact that she didn’t feel like crying at her parents’ death also feels, well, fake. It’s true that people have many different reactions to grief, but it feels more like “wannabe badass” than “person with an interior drama who doesn’t know how to deal with it”. It could have been more believable if she would have had a “no, strong people don’t cry, I must hide my tears” attitude.

The middle part of the book was slightly better, but we have a typical case of “reader, look at this cool setting I have created, I must tell you everything about it right now”. Yes, Valhalla is a cool organization/ place, but there is no need to tell everything immediately. The training part felt a bit boring. Let Violet and the reader discover things. Let her make mistakes, for fuck’s sake. When she does, things start to be actually interesting! Action scenes are good and well written (sometimes a bit over-the-top, but in a funny way), so when they truly start to happen you wonder why there aren’t more of those. Which is why the third part of the book is the best one, a lot of stuff happens and secondary characters like her team members Vibeke and Veikko get the spotlight too. The relationship between Violet and her team was nice as well.

No, this book is not all bad, don’t worry. The black metal inside jokes are hilarious, the action scenes, especially the last ones are enjoyable, and the presence of LGBT characters makes the V team more human and the relationships between them and other teams’ members more interesting and unpredictable. And the story is not set in the USA which is a refreshing change.

Did I enjoy it? Yes and no. I am almost ten years older than Violet, I know that teenagers are rarely awesome, I’ve been there and I have a hard time believing in world-saving teenagers unless it involves planetary powers and a talking cat. Jokes aside, if you have a teenager friend/relative they will probably appreciate it, if they’re metalheads they’ll love it. That’s kinda the point though: it feels written by a teenager metalhead, in the sense that it is still an immature book and an immature style. But there’s hope for the future, if Ari Bach continues writing and develops a more mature style, we’ve got some nice action/sci-fi novels coming.

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