Recensione: Senza Tregua / Review: When Gravity Fails

WhenGravityFailsBantamSpectra1988

Autore: George Alec Effinger

Genere: fantascienza cyberpunk

Anno: 1987

Note: Primo romanzo della trilogia di Marîd Audran, seguito da Programma Fenice (A Fire in the Sun) e Fuga dal Budayeen (The Exile Kiss). Ho letto la traduzione italiana di Maria Cristina Pietri pubblicata dalla Nord nel 1989. Nominato per un Nebula e un Hugo.


Marîd Audran vive nel Budayeen, quartiere fittizio di una città del Medio Oriente. É un investigatore privato e si sente perfettamente a suo agio in quel mondo pieno di locali notturni, droghe, prostitute e innesti cibernetici – anche se quelli proprio non ci tiene ad averli.

Durante un incontro con un cliente in un locale, un uomo che si veste e si comporta esattamente come James Bond d’improvviso spara al suo cliente e sparisce. Ed è solo l’inizio dei guai di Audran, visto che i morti aumentano, e anche gli orrori inflitti sui cadaveri non scherzano. Sa che l’assassino – se ce n’è solo uno – sta usando un “moddy”, ovvero un modificatore di personalità come quello che portava di sicuro l’uomo vestito da James Bond. Oltretutto lo status di operatore indipendente e privo di innesti cibernetici di Audran potrebbe finire molto presto, dato che Friedlander Bey, il vero “padrino” del Budayeen, gli chiede di portare a termine un compito che Audran non sa proprio come affrontare. Ma non si può dire di no a Friedlander Bey, e Audran ci tiene a sopravvivere e a evitare di imbattersi in altri cadaveri di persone che conosce. Audran deve cambiare se vuole cavarsela e catturare l’assassino/gli assassini, ma il prezzo da pagare potrebbe essere troppo alto per lui…

Se Neuromante e altri romanzi cyberpunk hanno preso in prestito elementi dai romanzi noir, qui abbiamo proprio un giallo in piena regola, e Audran all’inizio ci sembra proprio il classico detective hard-boiled. Eppure il finale vi coglierà di sorpresa. C’è il cyber, rappresentato dai “daddy”, moduli che si inseriscono nel cervello per avere a disposizione dei dati, parlare una lingua che non si conosce e reprimere impulsi corporei come la fame, mentre i “moddy” permettono di cambiare la propria personalità e vivere in una fantasia (non necessariamente sessuale). Con il moddy giusto ci si può sentire coraggiosi, irresistibili, o più bravi nella propria professione… C’è il punk, perchè gli abitanti del Budayeen vivono vite non convenzionali all’infuori dalle regole della buona società. C’è chi lavora nel mercato del sesso in tutte le sue sfumature, chi uccide su commissione, chi commercia di tutto… E su tutti loro vigila l’occhio di Friedlander Bey, generoso e terribile come una divinità d’altro tempi. Ci sono persone LGBT, e i cambiamenti di sesso sono facili e diffusi (Yasmin, la ragazza di Audran, è nata in un corpo di uomo).

Si muore facilmente nel Budayeen, e gli affari sono affari… A dire il vero l’ambientazione è stata proprio la mia parte preferita di Senza Tregua, ed è sempre un piacere leggere storie cyberpunk che non hanno il classico sfondo americano/giapponese. Ho un debole per i gialli che cominciano come semplici omicidi e finiscono per rivelare grandi cospirazioni e segreti, ma in questo caso ci sono rimasta un po’ delusa perché non mi sentivo minimamente coinvolta nelle fazioni in questione. Non mi importava più di tanto cosa succedesse a loro, ma cosa sarebbe successo ad Audran sì. Perchè a causa delle sue azioni va oltre il semplice ruolo di investigatore riuscendo a diventare anche vittima e carnefice. Non nego di voler sapere come continuano le sue avventure.
Non è un capolavoro ma è comunque un romanzo cyberpunk godibile.

 


Author: G. A. Effinger

Genre: sci-fi, cyberpunk

Year: 1987

Notes: First novel of the Budayeen trilogy, followed by A Fire in the Sun and The Exile Kiss. I have read the Italian translation by Maria Cristina Pietri published by Nord in 1989. Nominated for the Nebula and the Hugo Award.


Marîd Audran lives in the fictional Budayeen district of an unspecified Middle East town. He is a private detective, and is perfectly confortable in that place full of night clubs, drugs, prostitutes and cybernetic enhancements – even if he doesn’t want any of the latter for himself.

He’s meeting a client in a night club when a man who dresses and behaves exactly like James Bond shoots his client and vanishes. And that’s just the start of Audran’s troubles, as more and more of the people he knows start getting killed, some in very brutal ways. He’s sure that the killer – if there’s just one – is using a “moddy”, aka a personality modifier like the one the “James Bond” killer was obviously using. And what’s worse is that Audran’s state as a freelancer with no brain cyberware may end very soon, as Friedlander Bey, the real ruler of the Budayeen asks him to complete a task he isn’t even sure he can do. But no one can say no to Friedlander Bey, and Audran desperately wants to live – and to prevent other deaths as cruel as the ones the myserious killer(s?) is/are inflicting upon more and more Budayeen citizens, all of which are very close to Audran. Audran is forced to change if he wants to survive and catch the killer(s?), but the price may be too high even for him…

If Neuromancer and other cyberpunk novels borrowed elements from hard-boiled fiction, this novel is a straight-up detective story, and Audran starts as the typical noir detective. And yet the ending is far from what you’d expect. There’s plenty of cyber, represented by the “daddy” – modules that give knowledge of a certain subject or can be used to repress hunger and so on, and the “moddy”, which are a very popular way for people to live their fantasies, sexual or not. With the right moddy you can feel powerful, sexy or even become more skilled in your job… And there’s plenty of punk too, because those who live in the Budayeen are those who live the most unconventional lives, and are not the kind of people who would be accepted in a traditional society. Sex workers, dancers, assassins, all are part of the weird big family of the Budayeen, closely watched and “protected” by Friedlander Bey, generous and ruthless like an old god.. There’s a lot of LGBT people, and sex changes are extremely common and popular (Yasmin, Audran’s girlfriend, was born in a man’s body).

Death is common in the Budayeen, and business means everything… to be honest, the setting was the most captivating part to me, and it is always a pleasure to read a cyberpunk story that doesn’t have the traditional japanese/american setting. I love detective stories that start as simple murders and end up revaling way bigger conspiracies/secrets, but in this case I was a bit disappoined because I didn’t really felt I cared about the parties involved in the bigger picture. I was much more interested in the consequences of Audran’s actions in the Budayeen, because in the end he goes beyond his role of detective, becoming both a victim and an executioner. I can’t deny I’d like to know what happens to Audran next. I do not consider it a masterpiece, but it’s definitely an enjoyable cyberpunk novel.

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