Recensione / Review: Senza un Cemento di Sangue

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Autore: Anna Feruglio Dal Dan

Genere: space opera

Anno: 2017

Notes: Il titolo è una citazione di W. H. Auden. Finalista al premio Urania nel 2000.


Siamo in una galassia lontana lontana. C’è qualcosa che non va sulla stazione spaziale ARRAS, e il generale Creyna riesce a dare l’allarme prima che sia troppo tardi. Su un pianeta, uno studente universitario di nome Nicolas Degras viene contattato dalla temuta polizia segreta SATO. Se non fosse un membro della ribellione sarebbe molto meno preoccupato della loro visita… Altrove, Thuien Twony, il volto della ribellione contro i Say, cerca di guidare ciò che resta della Dikea, l’alleanza ribelle che ha combattuto e perso.

C’è uno strano clima in quella galassia, un clima di paura, di silenzio, di obbedienza ottenuta grazie al sangue, di fazioni militari e privilegi della nobiltà. Ma ci sono anche tante ragioni per rimanere in vita e continuare a combattere, dal profumo del mare e la bellezza dei tramonti a una pace che tutti vogliono ma tramite metodi diversi. Sia i ribelli della Dikea che i signori dei pianeti interni ed esterni sono pronti a far scorrere sangue per ciò che ritengono giusto. E il sangue scorrerà, e molti soffriranno. Riusciranno Thuien Twony e Nicolas Degras a farcela, o il pugno di ferro del generale Creyna schiaccerà la Dikea per sempre?

Ho deciso di leggere questo romanzo dopo averne letto pareri entusiastici da parte di persone dai gusti più che affidabili, e il titolo mi aveva colpito subito. Suona così bene, non trovate? Così ho deciso di dargli una possibilità. All’inizio non è stata una lettura facile, con i tanti personaggi, luoghi e fazioni da ricordare e, lo ammetto, un po’ troppi spiegoni per i miei gusti. Capisco dover dare informazioni al lettore/lettrice, ma avrei preferito riceverle in altro modo. Avrei quasi preferito leggere pagine di una wikipedia di quel mondo all’inizio di ogni singolo capitolo piuttosto che trovarmi l’azione interrotta da lunghe spiegazioni. Certo, potrebbe essere una scelta di stile, tant’è che in alcuni punti emerge in modo palese il narratore onnisciente, ma devo ammettere che non mi ha agevolato la lettura.

L’azione, in compenso, è a dir poco coinvolgente. I tre personaggi principali – Nicolas, Thuien e Creyna – sono gestiti molto bene, e lo stesso posso dire di altri personaggi secondari, incluse alcune delle navi spaziali stesse. La storia è costruita in un modo infido che adoro, perché fa di tutto per fare si che il lettore/lettrice provi empatia persino per Creyna. E in effetti Hayderad Creyna è uno dei personaggi meglio riusciti (non posso dire “migliori”, è pur sempre una gran brutta persona dopotutto): ha i suoi sogni, le sue paure, i suoi rimpianti, e sindrome da stress post-traumatico da vendere. E lo stesso vale per Thuien, che ha sofferto e affrontato cose terribili ma non intende arrendersi. Ci sono studenti che muoiono sulle scale dell’università, persone che vengono rapite e che scompaiono, famiglie che fanno la fame: Thuien lotta per un mondo migliore, ed è pronta a uccidere. Quasi tutti in realtà lo sono, non c’è molto spazio per la pietà (e quando se ne vedono degli sprazzi diventa sorprendente).

Nel leggerlo ho mentalmente diviso il romanzo in tre parti: la prima con più spiegoni e dove ancora non si sa quali personaggi avranno un ruolo importante o andranno a morire molto presto, la seconda in cui l’azione comincia sul serio e la terza durante la quale proprio non volevo mettere giù il libro.

Tra la dura vita della ribellione, una nobiltà che cerca di fare qualcosa (se non è corrotta) e una specie di impero malvagio è difficile non pensare a Guerre Stellari. E anche se ha degli elementi in comune con la famosa saga, Senza Un Cemento di Sangue è molto più tragico. Ma parecchio tragico. Preparatevi a soffrire.


 

Author: Anna Ferruglio Dal Dan

Genre: space opera

Year: 2017

Notes: Title literally means “Without a Cement of Blood” and it is a quote from W. H. Auden. It has not been translated into english yet.


We’re in a galaxy far, far away. Something weird is happening on the space station called ARRAS, and General Creyna manages to avert a disaster. On a planet, an university student called Nicolas Degras is contacted by the dreaded secret police SATO. He wouldn’t be so afraid if he weren’t a rebel in disguise. Somewhere else, Thuien Twony, the face of the rebellion against the Say, tries to guide what’s left of the Dikea, the rebel alliance which fought terribly and lost. There’s a strange climate in the galaxy, a climate of fear, of silence, of obedience obtained through blood, of military factions, of noble privileges. But there’s many reasons to stay alive and keep fighting, from the scent of the sea and the beauty of sunrises to a peace everyone wants but with different methods. Both the rebels of the Dikea and the rulers of the inner & outer planets are ready to spill blood for what they deem right. And there’s a lot of blood and suffering here. Will Thuien Twony and Nicolas Degras succeed, or will General Creyna’s iron fist crush every attempt at rebellion?

I decided to read this novel after a friend wrote enthusiastically about it, and the title had immediately struck me. It sounds so good, am I right? So I decided to give it a try. At first it wasn’t easy, there’s a lot of characters, places and factions to remember and, I have to admit, a bit too many infodumps for my tastes. I realize the need to tell things to the reader, but I would have preferred a different way. I would have rather read pages of a “space wiki” at the start of every chapter rather than having the action interrupted by explanations. I realize this might be a style choice by the author, since the all-knowing narrator emerges in a very visible way every now and then, but I have to admit it didn’t make the novel any easier to read. But it’s worth the effort, because the action is quite interesting. The three main characters – Nicolas, Thuien and Creyna – are very well handled, and the same is for certain secondary characters, like some spaceships themselves. The story is built in a way that it tempts the reader to feel sympathetic even towards Creyna. And indeed, Hayderad Creyna is one of the best characters of the novel, in terms of writing (he’s an awful human being, after all): he has his dreams, his fears, his raging PTSD, his regrets. And so does Thuien, who has suffered through terrible things but has no intention to surrender. Students get killed on the stairs in front of the university, people get captured and vanish, and hunger is still widespread: Thuien fights for a better world, and will kill for it. And so will everyone else, there is very little mercy in that world. I personally divided the novel in three parts, the first one with most infodumps and when you still don’t know which of the characters will matter more or will die very soon, the second in which the action starts kicking and a third one in which I didn’t want to put the book down.

Between the gritty life of the rebellion, a nobility who tries to do something (if they’re not corrupted) and a form of evil empire it is impossible not to draw parallelisms with Star Wars. And while it does have enough elements in common to please a fan of the saga, it’s also much more tragic. Like, so much more. Prepare to suffer.

 

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