Recensione: L’Uomo Disintegrato / Review: The Demolished Man

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Autore: Alfred Bester

Genere: sci-fi

Anno: 1952

Note: ho letto la traduzione italiana di Marisa Salmi. Vincitore del premio Hugo nel 1953


L’umanità ha colonizzato il sistema solare, la società è cambiata e sono sorti nuovi imperi economici. Il capo di uno di questi, Ben Reich, è ossessionato da Craye D’Courtney, rivale la cui azienda sta lentamente soffocando la presenza di Reich sul mercato. Reich capisce che l’unico modo che ha di sopraffare la concorrenza di D’Courtney è uccidere il vecchio Craye. Un’impresa praticamente impossibile in un futuro in cui gli esper (telepati) sono molto comuni e vengono usati in vari campi della società. Non è facile commettere un crimine quando poliziotti, psicologi e medici possono leggerti nel pensiero. Molti personaggi importanti hanno guardie e segretari esper, e Reich avrà bisogno di tutto il suo intuito per progettare una simile impresa… e farla franca. A rendere le cose più difficili, c’è un terribile incubo che lo ossessiona e di cui non riesce a liberarsi, nel quale vede continuamente un Uomo Senza Volto.

 

L’idea di commettere un omicidio e sfuggire alla giustizia in un mondo di telepati è semplice ma accattivante, e Bester riesce a gestire molto bene gli aspetti giallistici della vicenda. E leggendo della Lega degli Esper e di come esistono diversi tipi di telepati (divisi in tre livelli a seconda delle loro abilità) non si riesce a non pensare a Destinazione Stelle, il grande romanzo di Bester in cui il teletrasporto è comune, usato da molti e fondamentale per la trama. Fa sempre piacere leggere come Bester riesca a prendere un’abilità soprannaturale e calarla in un universo coerente, in cui tale abilità ha limiti, regole e possibilità. Forse è proprio quello uno degli aspetti più interessanti del romanzo, assieme al ruolo degli esper nella società. Alcuni li invidiano, molti desiderano essere come loro, ma gli esper stessi non sempre apprezzano la loro capacità, dal momento che essere in grado di leggere così facilmente nelle menti altrui è un peso. Di solito gli esper sposano altri esper per evitare problemi di comunicazione.

 

Non posso evitare confronti con Destinazione Stelle, scritto alcuni anni dopo, perché DS sembra una “bella copia” dell’Uomo Disintegrato. Certo, la trama è completamente diversa, ma è difficile non notare le somiglianze e le migliorie. Un aspetto, ad esempio, sta nel trattamento dei personaggi femminili. In DS abbiamo diverse donne in ruoli importanti, mentre qui il romanzo sarà anche ambientato nel futuro, ma dal punto di vista del trattamento delle donne potrebbe anche essere ambientato negli anni ‘50, il che lo fa sembrare molto più vecchio di DS. I pochi personaggi femminili presenti spesso hanno dialoghi e azioni che, letti adesso, sono imbarazzanti, e il personaggio di Barbara è in cima a questa piramide di disagio. Il finale che la riguarda non mi è piaciuto granché, l’ho trovato troppo facile. Quello che riguarda Ben Reich, invece, è molto più interessante. Ben Reich non è ancora il bastardo intergalattico, il nemico numero uno del sistema solare che diventerà Gulliver Foyle in DS, ma ci sono in lui le basi di un Foyle.

Se riuscite a tapparvi il naso di fronte alla questione femminile dategli una possibilità, è una bella lettura.


 

Author: Alfred Bester

Genre: sci-fi

Year: 1952

Notes: I’ve read the italian translation by Marisa Salmi. Winner of the Hugo Award in 1953.


 

Humanity has colonized the solar system, society has changed and new economic empires are born. Ben Reich, head of one of those empires, is obsessed by his rival D’Courtney, whose company is slowly becoming more and more powerful, eroding Reich’s power and presence on the market. It becomes quickly clear for Reich that the only thing that will save him is the death of old man D’Courtney, and he plans to kill him. A nearly impossible goal in a future in which espers (mind readers) are very common and are used in many fields of society. It’s hard to commit a crime when policemen, psychologists and many other figures can read your mind. Many rich and powerful people have esper guards and secretaries, and Reich will need all his cunning to plan such an impossible murder… without getting caught.

To make things harder, he can’t get rid of a terrible nightmare he often has, a nightmare in which he sees a mysterious Man with No Face.

The whole concept of committing a crime and escaping justice in a world in which mind reading is common is simple but captivating, and Bester manages to deal with the crime aspects of the story fairly well. And by reading of the existence of the Guild of telepaths and how different kinds of telepaths exist (usually divided into three levels according to their abilities) one is tempted to think about The Stars My Destination, Bester’s great novel in which teleporting is common, widely used and central to the plot. It’s fascinating to read how Bester can take what we would consider a supernatural ability and put it in a coherent world, a world in which such ability has limits, regulations and possibilities. That’s possibly the most fascinating aspect of the novel, paired with how espers are treated by society. They’re envied by some, and many people wish to become espers, but espers are sometimes exhausted by how easily they can access into other people’s minds, and it becomes easy for them to feel overwhelmed. Espers usually marry only other espers, in order to avoid communication problems.

I can’t avoid making comparisons with The Stars My Destination, which was written a few years later, because TSMD seems like a “better version” of The Demolished Man. Sure, the plot is completely different, but it’s impossible not to notice the many improvements. One of the things that are strikingly different is the treatment of women. In TSMD we have several female characters who actively do things and play important roles, whereas here the novel may be set in a distant future, but feminism-wise it might as well be set in the 50s, which contributes to how differently it aged compared to TSMD. There aren’t many female characters here, and their dialogues and actions are often embarrassing to read now, especially Barbara’s character was frankly embarrassing, and I didn’t appreciate her ending. Too easy. Very interesting, instead, the ending that happens to Ben Reich. Ben Reich isn’t quite yet the captivating, intergalactic bastard that Gulliver Foyle in TSMD manages to be, but there’s the seeds of what will become Foyle in his character. If you manage to ignore the treatment of female characters, this is quite the interesting read.

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