Racconto breve: Pattuglia di Confine / Short Story: Border Patrol

border

“Tutto bene? Hai una faccia stravolta.”

“Ho fame, ma se mangio prima che ci colleghiamo mi viene una nausea tremenda.”

“Preferivi ai vecchi tempi?” Lorraine si sistemò i guanti per la realtà virtuale.

“Scherzi? Almeno così è meno noioso.”

Andreas si calò il visore sugli occhi.

“Pronto? Tre, due, uno…caricamento di B0rder attivo.” Lorraine aprì il collegamento per entrambi, e dopo un breve caricamento la sua coscienza si trovò su un piano verdeazzurro. Andreas apparve di fianco a lei, anche lui con addosso la divisa della pattuglia di confine. Il paesaggio aveva finito di caricarsi intorno a loro: un prato senza fine, l’aria umida di pioggia e il cielo azzurro solcato da nuvole bianche e grigie. L’unico segno di artificialità era dato dalle nuvole, che ogni tanto si ripetevano per forma e colore. Una rete alta due volte loro tagliava il prato in due. Dall’altro lato Lorraine e Andreas intravedevano lo stesso paesaggio, ma sapevano che era una simulazione anche quella.

“Sai cosa sarebbe bello?” Avere dei dinosauri.”

“Come?” chiese Andreas.

“Beh, sì, dopotutto è realtà virtuale no? Perché non possiamo cavalcare dei dinosauri lungo il confine? Sarebbe spettacolare, e renderebbe il lavoro più emozionante.”

“Se volevi un lavoro emozionante saresti dovuta andare a fare il vigile del fuoco.”

Una luce lampeggiò dal polso di Lorraine.

“Forse no. B0rder, carica veicolo.”

In meno di un secondo una semplice auto della pattuglia si materializzò davanti a loro, e Lorraine smise di pensare ai dinosauri.

 

“Si trova al confine con la rete sovranazionale X-37B223, ogni attraversamento che non sia dai canali autorizzati è vietato dalla legge secondo-”

“Aspetta!”

Lorraine tenne la pistola puntata contro la donna che si aggrappava alla rete.

“Oh, se vedeste quello che vedo io di qua… cosa vedete, un prato come dalla vostra parte?”

“Sì.” rispose Andreas.

“Dev’essere magnifico. Qui è terribile… vi prego, abbiate pietà.”

“Non possiamo farti entrare.” Lorraine cercò di sembrare ferma nelle sue parole, ma non era facile. La donna aveva l’aspetto di una donna bianca, bella, sulla quarantina, ma l’avatar che usava era sgranato e angoloso, vecchio di almeno dieci anni. I modelli di belle donne caucasiche costavano poco, quelli vecchi ancora meno. Non aveva idea di chi ci fosse dall’altra parte.

“Non chiedo di poter passare. So che non ho i documenti necessari. Ma vi prego, prendete questo, è per i miei figli, loro vivono da voi. Studiano. Io non… non posso raggiungerli, non ancora, ma…” la donna infilò un minuscolo taccuino in uno dei fori della rete. Non poteva passare con la mano, ma far passare un pacchetto di dati compressi non era impossibile.

Lorraine e Andreas si guardarono, e Lorraine annuì lentamente.

“Lo farò passare nel verificatore, come per tutto. Se non contiene niente di pericoloso, ne avvierò il trasferimento.”

“Grazie, oh, grazie…” l’avatar pianse lacrime mal digitalizzate e sparì.

L’avatar di Lorraine trasse un sospiro profondo.

“Che altro avrei dovuto fare?”

“Per me hai fatto bene.” Andreas si scrollò le spalle.

 

“Sappiamo che lei ha fatto passare dei dati oltre confine.”

Lorraine sentì il proprio respiro farsi più affannoso.

“Sappiamo che non è la prima volta, e che lo fanno praticamente tutti. Tuttavia questa volta il suo gesto ha avuto conseguenze impreviste, agente.”

“Signore, io… io l’ho fatto passare nel verificatore, e non ha rilevato niente di pericoloso. Solo immagini, brevi filmati familiari, ricordi… Non c’era niente di insolito.”

“Il verificatore non si sbagliava su questo. Guardi qui.”

Il suo superiore accese uno schermo alle sue spalle: mostrava un carcerato, un uomo ispanico sui quarant’anni. Aveva l’aria terrorizzata e si guardava intorno come se si aspettasse di essere attaccato da qualcuno o da qualcosa. Cominciò a parlare freneticamente con aria disperata. Parlava una lingua che Lorraine non conosceva. Ad orecchio, avrebbe detto il cinese.

Che sia il destinatario dei dati?

“L’uomo in quella cella è Antonio Pascal, condannato per omicidio. O almeno lo era fino a ieri. Il suo trasferimento dati è avvenuto alle 15.35. Alle 15.40 Pascal ha richiesto l’assistenza del personale carcerario in cinese, lingua che non aveva mai usato o conosciuto prima d’ora. Prima che me lo chieda no, non conteneva un corso di lingua, quel pacchetto dati. Ci abbiamo pensato anche noi. L’uomo in quella cella non è Pascal, almeno, non la sua coscienza. Al suo posto è stata caricata la coscienza di un dissidente cinese di cui non farò nome. I ricordi e i dettagli che abbiamo coincidono. Il verificatore ha scambiato quelli che erano ricordi per video e immagini, e ha permesso il trasferimento di una coscienza.”

“Signore, ho due domande. La prima… sono nei guai? La seconda, che fine ha fatto Pascal?”

“Riguardo alla prima, non ancora. Riguardo alla seconda, spero per lui che non si trovi dove si trovava il nostro dissidente fino a ieri.”


 

“You all right? You look exhausted.”

“I’m hungry, but if I eat before we connect I’ll get awfully sick.”

“Would you rather use the old methods?” Lorraine fixed her VR gloves.

“Are you kidding me? At least it’s less boring now.”

Andreas let the visor slide on his eyes.

“Ready? Three, two, one… B0rder activated.” Lorraine opened the connection, and after a few seconds her conscience found itself on a green-blue plane. Andreas appeared right next to her, wearing the same border patrol uniform. The landscape had fully loaded, showing an endless meadow, a rain-scented air and a sky caressed by white and grey clouds.

Only the clouds reminded them how it was all fake, since the pattern of white and grey shapes repeated itself every now and then in a predictable sequence. A net twice as tall as them cut the landscape in two. Beyond the fence, the same landscape, another calming simulation.

“You know what would be awesome here? Dinosaurs.”

“What?” asked Andreas.

“I mean, it’s VR after all, right? Why can’t we ride dinosaurs along the border? It would look impressive and would make everything more exciting.”

“If you wanted an exciting job you should have become a firefighter.”

A light blinked on Lorraine’s wrist.

“Maybe not. B0rder, upload a vehicle.”

In less than a second a border patrol car with a simplified design appeared in front of them, and Lorraine stopped thinking about dinosaurs.

 

“You are at the border with the supernational net X-37B223, any crossing that does not happen through the authorized channels is forbidden according to the-”

“Wait!”

Lorraine didn’t lower the gun she aimed at the woman who clinged at the net.

“Oh, if you saw what I see here… what do you see, another meadow like yours?”

“Yes.” answered Andreas.

“I bet it’s beautiful. Here it’s terrible… please, have mercy.”

“We cannot let you in.” Lorraine tried to sound authoritative, but it was not easy. The woman looked like a beautiful white woman in her forties, but the avatar she was using was grainy and pointy, at least ten years old. Avatars for pretty white women were cheap, and the older the cheaper. She had no idea how the person on the other side really looked like.

“I’m not asking you to let me in, I don’t have the documents for it. But please, take this, it’s for my children, they live and study in your country. I.. can’t reach them, not yet, but…” she inserted a small notebook in one of the net holes. She couldn’t go through the net with her hand, but letting a small packet of compressed data through was possible.

Lorraine and Andreas looked at each other, and Lorraine nodded.

“I’ll put it through the verifier, as I would do with anything else. If it doesn’t contain anything suspicious, I’ll transfer the data.”

“Thank you so much, thank you…” the avatar cried badly rendered tears and disappeared.

Lorraine’s avatar sighed.

“What else should I have done?”

“You did the right thing.” Andreas shrugged.

 

“We know you let some data pass through the border.”

Lorraine felt as if her breath was cut short.

“We know it’s not the first time, and that pretty much everyone does it. But this time your action had unforeseen consequences, agent.”

“Sir I, uhm, let it through the verifier and it didn’t detect anything dangerous. Only pictures, short family films, memories… nothing I haven’t seen before.”

“The verifier was right. Look.”

Her boss turned on a screen behind him: it showed an inmate, a man in his forties with hispanic features. He looked terrified, and behaved as if he expected an attack from someone or something. He talked quickly, his voice a desperate cry for something in a language Lorraine didn’t know. It made her think of chinese.

What kind of data did he receive?

“The man in that cell is Antonio Pascal, sentenced to prison for murder. Or at least, that’s who he was until yesterday. Your data transfer, agent, was processed at 15.35. At 15.40 Pascal requested assistance in chinese, a language he had never known nor used before. And before you ask no, there wasn’t a language course in that data packet, we checked. The man you see in that cell isn’t Pascal, at least not his conscience. The conscience of a chinese dissident which I will not name has been uploaded in his body, and all the data we have confirms this. The verifier mistook what were memories for videos and pictures, and let the transfer of a conscience through.”

“Sir, I have two questions. The first… am I in trouble? The second, what happened to Pascal?”

“For your first question, not yet. For the second, well, I hope he isn’t were our dissident was until yesterday.”

 

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