Recensione / Review: Hackers

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Genere: fantascienza, cyberpunk

Anno: 1995

Diretto da: Iain Softley

Cast: Angelina Jolie, Johnny Lee Miller, etc.


Dade Murphy, conosciuto come Zero Cool, è un hacker giovanissimo quanto talentuoso: dopo essere stato arrestato all’età di 11 anni per aver causato il collasso di un migliaio di computer in un solo giorno, riceve il divieto di avvicinarsi a un computer fino alla maggiore età. Il diciottenne Dade si è trasferito a New York con la madre, e ha ricevuto un computer in regalo per il compleanno, con il quale prova immediatamente a hackerare qualcosa. Il suo tentativo di cambiare la programmazione di una televisione non va a buon fine, e viene bloccato da un altro hacker, Acid Burn. A scuola subisce lo scherzo di Kate Libby (Acid Burn) e si vendica in modo simile. Riesce a intromettersi nel sistema della scuola e fa amicizia con Ramon Sanchez, conosciuto come The Phantom Phreak, un hacker che lo presenta ai suoi amici. Uno di loro, l’aspirante hacker Joey, riesce a introdursi nel supercomputer noto come Gibson (sì, davvero) appartenente a un’azienda mineraria. Scarica un file come prova del suo passaggio, ma ciò che scarica rappresenta un problema… l’ex hacker Eugene Belford (detto La Piaga) che ora lavora per l’azienda in questione aveva messo quel file per un motivo particolare, e non apprezza l’intrusione di Joey…

Sì, certo, visto oggi questo film fa sorridere, ma come si fa a non amarlo. Non è di certo invecchiato bene, vista l’evoluzione della tecnologia, e il modo in cui viene rappresentato il cyberspazio: una specie di città al neon in omaggio a Neuromante. Ma proprio per questo è rimasto un film godibile.

I personaggi sono adolescenti, quindi c’è di mezzo anche una storia d’amore, ma niente che sembri strano o forzato. I soprannomi degli hacker possono sembrare buffi (come dimenticarsi il mitico Cereal Killer) e l’idea dei ragazzi che si dedicano all’ingegneria sociale frugando nei bidoni della spazzatura alla ricerca di dati utili può sembrare assurda, ma non è lontano dalla realtà. Agli hacker piacciono i nomi particolari, e quello era davvero un ottimo modo per scoprire dati utili, come ci dice Bruce Sterling in Giro Di Vite Contro Gli Hacker.

Molti eventi del film, in effetti, ricordano il saggio di Sterling: hacker giovani, scapestrati e curiosi il cui obiettivo principale è dimostrare che ce l’hanno fatta, che sono passati oltre a qualunque difesa e che possono andare dove vogliono… specialmente nei sistemi delle grandi aziende. Il film cita il manifesto hacker, e i temi fanno pensare alle classiche storie cyberpunk, con la lotta contro i grandi poteri commerciali e la curiosità dei segreti della rete… ah, e non dimentichiamoci i costumi dei personaggi. Acid Burn/Kate Libby ha un guardaroba assolutamente invidiabile, e i ragazzi hacker non sarebbero fuori posto in un manuale di Cyberpunk 2020 o Shadowrun. Il film è, ovviamente, pieno di battute e riferimenti alla cultura cyberpunk, che è uno dei motivi per cui è rimasto tanto popolare. Non è un capolavoro, no, e potrebbe anche essere definito “so bad it’s almost good”, così brutto che è diventato bello, ma rimane un’avventura simpatica e godibile. Hack the planet!


Genre: sci-fi, cyberpunk

Year: 1995

Directed by: Iain Softley

Cast: Angelina Jolie, Johnny Lee Miller

Dade Murphy, known as Zero Cool, is a very young and very talented hacker. After having been arrested at 11 years old for having caused the crash of more than a thousand computer systems in one day, he is banned from using anything remotely similar from computers until he’s 18 years old. We skip to his 18 years old self, who has moved to New York with his mother and has just received a computer for his birthday. As he tries his hand at hacking, focusing on a TV station where he tries to change the programming, he is blocked by another hacker called Acid Burn. In his high school he gets pranked by Kate Libby (Acid Burn) and gets his revenge through another prank. He hacks into the school’s system and is seen by Ramon Sanchez, aka The Phantom Phreak, who befriends him and introduces him to his hacker friends. One of these friends, the novice Joey, manages to hack a supercomputer called the Gibson (yes, really) belonging to a mineral company. The file he’s trying to download as proof of his efforts is no mere garbage bin material, and here’s when problems start. The ex hacker Eugene Belford (aka The Plague) who now works at the mineral company had put that file in the system for a specific reason, and doesn’t appreciate Joey’s intrusion…

This movie looks absolutely cheesy seen today, and that’s part of the fun of it. It didn’t age really well, because a lot of elements make us grin and laugh. Cyberspace looks like something out of Neuromancer, as it is portrayed by cities and skylines made of neon lights.The characters are teenagers, so of course there is teenage romance involved, but it doesn’t take up much unnecessary space.

The ridiculous hacker handles (there’s even a Cereal Killer) and the social engineering parts seem silly, but they aren’t that far away from reality. Hacker have always had a thing for artistic names and social engineering, as you can read in Bruce Sterling’s The Hacker Crackdown. A lot of the events of the movie are clearly reminiscent of the events told in the book: young, curious and bold hackers of all kinds who first and foremost aspire to prove that they can do it, that they’re better than whatever defenses are put up against them, that they can come and go whenever they please. Especially if the objects of their attacks are megacorporations and their systems. Even the Hacker Manifesto is quoted, and the themes of course are those of classical cyberpunk stories, with the traditional fight against corporations and the curiosity that comes with the hacking process. Oh, and the ridiculous fashion too. Angelina Jolie’s character wears killer outfits, and so does pretty much everyone. Everyone has these outfits that make them look straight out of a Cyberpunk 2020/Shadowrun handbook and it’s absolutely adorable. The movie is also filled with inside jokes and references to the cyberpunk culture. Which is why, as of today, it still maintains a cult status despite its low rating. Is it a masterpiece? Absolutely not. It probably falls within the “it’s so bad it’s almost good” category.  But if you’re looking for some fun and lightweight adventure, by all means give it a watch. Worst of cases, you’d be having a laugh. Hack the planet!

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