Recensione: Il Collasso dell’Impero / Review: The Collapsing Empire

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Autore: John Scalzi

Genere: space opera

Anno: 2017

Note: primo romanzo di una nuova serie. Ho letto la traduzione italiana di Annarita Guarnieri pubblicata da Fanucci (le note sulla traduzione sono in fondo alla recensione).


Gli umani hanno colonizzato lo spazio millenni fa, e viaggiano attraverso l’universo usando il Flusso, una serie di “correnti” simili a dei wormhole utilizzabili per ridurre notevolmente i tempi di viaggio. Quasi tutta l’umanità vive su habitat artificiali, stazioni orbitali o città sotterranee su pianeti brulli e inospitali, visto che i pianeti simili alla Terra sono molto rari. Ironicamente, l’unico pianeta di questo tipo, Fine, si trova alla fine delle correnti di Flusso conosciute, ed è l’insediamento più distante dalla capitale, la quale invece è piazzata in un punto di convergenza delle correnti diventando il centro politico, religioso e commerciale dell’Interdipendenza. Dato che ogni insediamento dipende molto dal commercio e dal contatto con gli altri, l’impero che li governa si fa chiamare Interdipendenza. E ora qualcosa lo minaccia.

Vista l’importanza del commercio, non è strano che molti dei personaggi della storia siano parte di questa o quell’importante famiglia a capo di una grande azienda interstellare. La famiglia Nohamapetan, ad esempio, vuole ottenere più potere e i tre membri principali della famiglia (lo spietato Ghreni, il semplice Amit e il cervello dietro ogni operazione, la loro sorella Nadashe) stanno lavorando duramente per ottenerlo.

La famiglia Lagos vorrebbe continuare i suoi affari in santa pace e grazie tante, ma se riuscisse anche a mandare in rovina i loro avversari, gli odiati Nohamapetan, sarebbe una bella aggiunta. Lo vediamo bene entrando nella mente di Kiva Lagos, già uno dei miei personaggi preferiti in assoluto (capirete perchè). Marce Claremont, figlio di un nobile di Fine, è in missione speciale per avvertire l’imperatore di un pericolo imminente. Ma l’imperatore è morto, e sua figlia Cardenia è salita al trono. Non che volesse una tale carica, ma ormai deve tenerla e usarla al meglio per salvare i cittadini dell’Interdipendenza.

Capisco perché questo romanzo è stato paragonato a Game of Thrones, visto che racconta di famiglie nobili/ricche che bisticciano su problemi minori comparati al grande problema che minaccia la loro civiltà. Ma se il paragone è con la serie tv (non ho mai letto i romanzi), allora il libro di Scalzi è diverse spanne sopra. Immaginatevi Game of Thrones senza sessismo, con personaggi femminili migliori, una trama meglio gestita e senza bisogno di tirare in ballo magia e draghi. Non me ne vogliano gli appassionati di fantasy, ma per me è un punto a favore.

Sembra proprio di aver visto la prima stagione di una serie tv: c’è un bel cliffhanger interessante alla fine, e i problemi dei personaggi non vengono affatto risolti (ma in alcuni casi cambiano). Potrebbe essere un problema, però: è palesemente il primo di una serie, e sembra un po’ incompleto, come se fungesse da episodio pilota.Alla fine mi è rimasta una gran voglia di leggere il romanzo successivo, perché la trama si sviluppa bene e anche i personaggi più vicini alla definizione di antagonisti hanno degli ottimi motivi per le loro azioni, ed è difficile non apprezzare il carisma di Ghreni e Nadashe Nohamapetan. Lo stile di Scalzi è esattamente come me lo ricordavo, fresco, ironico e moderno, sempre una lettura piacevole.
Certo, ammetto di non aver gradito molto alcuni spiegoni e dove sono stati posizionati. Lo so, sono un po’ la mia ossessione, ma il mio livello ideale di spiegoni è “Non ci capisco nulla per le prime cinquanta pagine” à la Ninefox Gambit. Preferirei leggere un prologo pseudoscientifico su come funziona il Flusso piuttosto che avere quelle spiegazioni nel bel mezzo dell’azione, tutto qui.
Detto questo, rimane una space opera moderna e piacevole che vi consiglio. Potrebbe anche essere un romanzo adatto per avvicinare alla fantascienza quel vostro amico appassionato di telefilm.

Nota sulla traduzione: nel complesso mi sembra buona, ma ammetto che non amo molto veder tradotto “fucking” con “fottuto” praticamente sempre. Magari è una questione regionale, ma alle mie orecchie suona molto come un calco. Rischia di rendere il turpiloquio di alcuni personaggi (specialmente di uno) piuttosto monotono alla fine.


 

Author: John Scalzi

Genre: space opera

Year: 2017

Notes: first book of a new series, called the Interdependency Series. I’ve read the italian translation by Annarita Guarnieri published by Fanucci.


Humans have colonized space millennia ago, and travel through the universe using the Flow, a wormhole-like series of “currents” which can be used to significantly shorten space travel times. Most of humanity lives on space habitats, orbiting stations or underground cities on rocky, barren planets, since Earth-like systems are very rare. Ironically enough the only Earth-like planet, End, is at the end of the Flow currents, and is the most distant settlement from the imperial capital, which is set in a point of convergence of Flow currents. It’s the commercial, political, religious centre of the Interdependency universe. Since every settlement depends heavily from commerce and contact with other settlement, the empire that rules them all is in fact called Interdependency. And something is bound to threaten it forever. Commerce matters a lot, and it is not surprising that many of the characters the story will follow are part of one of the powerful, rich families who control huge sectors of trade. The Nohamapetan family wants more influence and power, and the three most important members of the family (the ruthless Ghreni, the simple Amit and the mind of everything, their sister Nadashe) are all working together to get it.

The Lagos family would just like to continue their business, thank you very much, but if they can get to ruin their competitors, the Nohamapetans, in the process, that would be a nice bonus. We see it from the eyes of Kiva Lagos, already my favorite character for a series of reasons I will not spoil. Marce Claremont, son of a nobleman who lives on End, has a special mission to warn the Emperor of an imminent danger. All while the Emperor is dead, and his bastard daughter Cardenia is rising to the throne – a power she didn’t want, but she has to keep now, and to use it at her best if she wants to save the citizens of the Interdependency.

 

It has been compared to Game of Thrones, and I can see why, since it features noble & rich families bickering for what are, essentially, meaningless reasons if the real, big problem is not solved. But if I have to compare this novel to the tv show, this novel is so much better. Picture Game of Thrones with less sexism, better female characters, an inherently better plot and no magic or dragons. Apologies for the fantasy fans, but it’s a plus for me.

It feels like having watched the first season of a tv-series: there’s a nice, interesting cliffhanger, and the problems of the various characters are far from being solved at the end. This could be a problem: it’s obviously meant to be the first one of series, and it feels a little incomplete. It left me quite eager for the next novel, because the way the plot develops is captivating and even the characters closer to the definition of “villains” have their damn good reasons for their actions, and it’s hard not to appreciate the charisma of Ghreni and Nadashe Nohamapetan. The style of Scalzi is as I remembered it: fresh, ironic and modern, a pleasure to read. Admittedly, I am not a fan of some of the infodumps and where they had been placed. I know, I’m obsessed with infodumps, but I just wish there were other ways to convey info to the reader: I’d rather read a prologue chapter about how the Flow works than having the action interrupted for an explanation.

That being said, it remains a pleasing, modern space opera which I definitely recommend. It could also be a good novel to introduce your tv-show obsessed friend to sci-fi.

 

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