Recensione: Seven Sisters / Review: What Happened to Monday

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Genere: fantascienza/distopia

Anno: 2017

Diretto da: Tommy Wirkola

Cast: Noomi Rapace, Glenn Close, Willem Dafoe, etc

Note: conosciuto come What Happened to Monday nel mercato americano, è disponibile su Netflix USA da agosto.


Nel lontano 2043 la sovrappopolazione ha causato una grave crisi e il CAB, una sorta di ufficio per l’assegnazione dei figli, ha introdotto la politica del figlio unico per tutti. Se una famiglia ha più di un figlio tutti i figli tranne quello più grande vengono presi e messi in criosonno, da cui verranno risvegliati quando l’umanità avrà raggiunto uno standard di vita migliore. Le gravidanze plurigemellari sono in grande aumento, e Karen Settman muore dando alla vita sette bambine in segreto. Il padre di Karen, Terrence, non vedeva la figlia da anni e ora deve decidere cosa fare di quelle bambine. Decide di tenerle tutte di nascosto, dando loro i nomi dei giorni della settimana, e stabilendo una regola. Ognuna di loro potrà uscire di casa solo nel giorno corrispondente, e dovrà dire tutto alle sorelle quando torna a casa.

Adottando l’identità di Karen Settman, unica figlia della defunta Karen Settman, crescono e diventano adulte. Hanno un lavoro in banca e gestiscono i loro turni tramite trucchi, parrucca e quant’altro. Il rischio di essere scoperte è sempre presente, e ci sono vari punti di controllo in tutta la città.
Un giorno Lunedì esce per andare al lavoro, ed è un giorno importante. Potrebbero ottenere la promozione tanto sperata… ma il suo bracciale tracciante si spegne e Lunedì sparisce dai loro schermi. Non è un problema facile da risolvere, visto che solo una di loro può uscire di casa alla volta… ma Lunedì potrebbe essere in pericolo, e così tutte loro.

Quando ho visto il trailer di questo film ne ero rimasta incuriosita: wow, un film di fantascienza europeo! E non fa parte di nessun franchise, non è un remake… è una cosa nuova! E la premessa mi è sembrata decisamente interessante. Non vedevo l’ora di scoprire come avrebbero risolto il loro problema… eppure niente, sono uscita dal cinema con un senso di disappunto. Mettiamo da parte il doppiaggio non proprio eccellente e concentriamoci sulla storia.

Per dirla con parole semplici: non funziona. Le scene d’azione sono un continuo susseguirsi di elementi ben riusciti e mal riusciti, si va dalla bella scena del cattivo che uccide senza fare grandi discorsi drammatici alla scena di una delle sorelle che salta dal terzo piano di un edificio e finisce in un cassonetto di metallo vuoto… e non muore, anzi, si rialza e corre via! Capisco la necessità di adattare un po’ le leggi della fisica all’azione, ma qui siamo oltre i limiti della mia sospensione della credibilità.
Mi è piaciuto molto scoprire che avevo ragione sulla sparizione di Lunedì, ma il suo segreto mi ha un po’ deluso, e il modo in cui le sorelle accettano la cosa come niente fosse è ridicolo e non credibile (se avete visto il film capite a che scena mi riferisco).

Mi è piaciuto il personaggio di Adrian Knowles, l’agente del CAB che qui ha un ruolo di solito riservato ai personaggi femminili. In effetti qui la maggior parte dei personaggi sono donne, eccetto Adrian Knowles e qualche personaggio minore, ed è una cosa di cui vale la pena parlare.

Nicolette Cayman, la donna dietro alla politica del figlio unico, qui fa da antagonista, ma temo che il tema della sovrappopolazione globale e scarsità delle risorse sia stato gestito in maniera ingenua. Faccio un esempio: per quanto terribile, la politica del figlio unico funziona, e persino autori come Amitav Ghosh ne parlano (mi pare proprio in La Grande Cecità). Non che ne parli a favore, ma fa notare come senza la politica del figlio unico in Cina l’attuale situazione dell’ambiente sarebbe ancora più catastrofica.
Avrebbero potuto sfruttare questo film per far vedere come i grandi problemi che ci spaventano di solito danneggiano di più i poveri che i ricchi, magari mostrandoci famiglie ricche che grazie a corruzione e sotterfugi economici possono nascondere e nutrire più di un figlio. Ah, e non c’è bisogno di andare fino al 2043 e aggiungere un aumento della popolazione così grande… la situazione è già critica adesso, siamo già senza risorse per il nostro stile di vita di oggi.
Oltretutto… se il governo controlla tutto grazie ai bracciali, incluse le spese delle persone, come ci mostra il film, com’è possibile che nessuno si accorga che Karen Settman compra abbastanza cibo da nutrire 7 persone? Avessero fatto vedere che compra cibo a un qualche mercato nero capirei…

Sarebbe potuto essere un bel film, e anche se ha degli elementi interessanti anche dal punto di vista estetico ( Noomi Rapace fa molto Blade Runner con quella pettinatura e rossetto rosso), ci sono troppi problemi nella storia per apprezzarlo.


 

Genre: sci-fi/dystopia

Year: 2017

Directed by: Tommy Wirkola

Cast: Noomi Rapace, Glenn Close, Willem Dafoe, etc

Notes: known as Seven Sisters in some countries. It has been released on Netflix USA (and other markets).

 

In the far future of 2043 overpopulation has caused a huge crisis, and the Child Allocation Bureau has introduced a one child policy for everyone. If a family has more than one kid, every kid but the oldest will be put in cryosleep until humanity reaches a better standard of living. Pregnancies with a great number of children are on the rise, and Karen Settman dies giving birth to seven daughters. Her estranged father, Terrence, has to deal with the situation. He decides to keep all of them, hiding them in the house, naming them after the days of the week. Everyone of them can leave the house only on the day of his name, and has to tell everything that she has seen and experienced to her sisters.

Under the identity of Karen Settman they’ve become adults, and now work at a bank. Wigs and makeup help them becoming the one and only Karen Settman, but the risk of being discovered is always present, with checkpoints and routine controls in various parts of the city.

One day Monday leaves and goes to work. It’s an important day, and she/they might get a promotion. But her tracking armband goes off and she disappears. It’s quite a problem, since only one of them should be out of the house at the same time… but Monday could be in danger.

 

When I first heard about this movie I was quite curious: wow, an european sci-fi movie! And it doesn’t belong to any famous franchise, it’s not even a remake of something. And the premise is undeniably interesting. I couldn’t wait to know how they were going to solve their problem… and yet I left the cinema with a sense of disappointment. Let’s not take into account dubbing, which wasn’t always stellar, and focus on the story.

To put it bluntly, the story doesn’t work, and the action is a rollercoaster of good and bad moments. It goes from the good scene of the bad guy killing without any dramatic speech, to the scene of one of the sisters jumping from the third floor of a building into an empty metal dumpster without dying or receiving any kind of wounds… hell, she runs away back into action afterwards! Yeah, reality can be a bit twisted in action movies, but this is more than my suspension of disbelief can take.

I really loved discovering I was right about Monday’s disappearance, but her secret was a bit disappointing and the way the other sisters deal with it is impossible to believe (if you have seen the movie you know what I’m talking about). On the other hand, I appreciated the character of Adrian Knowles, the CAB agent who has a role usually reserved to women in movies. Here most of characters are women, except for Adrian Knowles and some minor characters. This is definitely worth mentioning.

Nicolette Cayman, the woman behind the one child policy, is the villain here, and I feel that the whole theme of overpopulation and scarcity of resources could have been employed better. Let me use an example: as terrible as it is, the only child policy is actually effective, and authors like Amitav Ghosh have spoken about it (he mentions it in The Great Derangement, if I recall correctly). Not in favour, mind you, but with the purpose of explaining that without a one child policy in China the current situation of our environment would be far worse than it actually is. This movie could have been a good opportunity to show how the one child policy impacts mostly poor families, while rich families can afford to feed and hide more than one kid. And there’s no need to go to 2043 and to a huge increase of population. We’re already out of resources for our current lifestyle.

Oh, and by the way, if the government tracks everything through the armbands, including expenses, as the movie shows, how comes no one realizes Karen Settman eats for seven people?

This could have been a good movie, and while it has some very interesting elements and visuals (Noomi Rapace looks incredibly Blade Runner-ish in her hairdo and red lipstick), it’s lacking in terms of story.

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