Recensione Flash / Flash Review: The Lighthouse Girl

Autore: Bao Shu (tradotto in inglese da Andy Dudak)

Genere: sci-fi

Anno: 2018 (pubblicato per la prima volta nel 2017)

Lunghezza: 8166 parole

Dove trovarlo: sul numero 136 di Clarkesword (Gennaio 2018) solo in inglese.


Ling Rourou ha ricevuto un piccolo computer per i suoi sette anni e comincia a tenere un diario. Parla soprattutto del tempo passato col padre, che lavora da casa nel campo della finanza.

La storia ci viene narrata tramite il diario (con una eccezione), e anche se la vediamo felice, che ha tutto ciò di cui ha bisogno e anche di più (a parte una madre, la sua è morta quando era piccola) vediamo che ci sono cose che non tornano. E se ne accorge anche Rourou. Sa suonare il pianoforte molto bene, e anche il suo inglese è quasi da madrelingua: in classe si presenta d’istinto con il nome Jessica. La sua insegnante d’inglese, Elle, è sorpresa dal notare a quanto assomigli a una sua amica d’infanzia, ma sono passati anni e Elle è cresciuta a New York, e qui siamo in Cina…

Ci sarebbe tanto da dire ma non lo farò, voglio che vi godiate la storia seguendo le scoperte che Rourou fa sulla sua famiglia e su sé stessa. Mi è piaciuto molto questo racconto: è stata una lettura accattivante e, proprio quando ero convinta di aver capito il segreto della famiglia di Rourou, è emerso un altro dettaglio, ed ecco che la vecchia teoria non funzionava più, e così via. prometto che il finale vi sorprenderà.

Parliamo anche dello stile: è carino vedere come le prime pagine del diario sono scritte nel modo in cui le potrebbe scrivere una bambina e, appena cresce, anche il suo modo di esprimersi cambia. Non ricordo di aver notato nessun spiegone/infodump, e ogni parola appare calibrata per svelarci man mano una storia nascosta sotto molti strati. Datele una possibilità, ne vale la pena.


 

Author: Bao Shu (english translation by Andy Dudak)

Genre: sci-fi

Year: 2018 (first published in 2017)

Lenght: 8166 words

Where to find it: on Clarkesword issue 136 (January 2018).


The seven year old Ling Rourou has received a mini laptop for her birthday, and happily begins recording her days with her father, who works at home trading stocks.

The story is all written through diary entries (with one exception), and while we can see she’s a happy kid who has everything she could need or want, except for her mom who died a long time ago, we notice how certain things are just weird. And so does Rourou. Apparently she already knows how to play the piano perfectly, and has no trouble speaking english perfectly: she even introduces herself as Jessica in class. Her new english teacher, Elle is surprised by how similar she is to a childhood friend, except that Elle grew up in New York and we’re in China now…

I’d love to say more but I’m not risking it, I want you to enjoy how the story develops with the discoveries Rourou makes about her family and herself. I enjoyed this story a lot: it was an engaging read and just when I thought I had understood the secret of Rourou’s family, another detail emerged and suddenly the old theory couldn’t work anymore… I promise you, the ending is going let you awestruck.

The style is also worth mentioning, it’s nice to see how her first diary entries are, in fact, written with the language a child may use and as soon as she grows up her language changes. It contains no infodumps, every word is carefully chosen to tell a story where the truth is hidden by many layers. Give it a chance, you will not regret it, this is a honest piece of really good sci-fi.

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Recensione Flash / Flash Review: Say It Low, Then Loud

Autore: Osahon Ize-Iyamu

Genere: fantascienza, space opera

Anno: 2018

Lunghezza: 5209 parole

Dove trovarlo: sul numero 136 di Clarkesword (Gennaio 2018), solo in inglese.


Efosa è un giovane soldato in una guerra interstellare di conquista. La sua decisione di unirsi all’esercito lo ha reso una pecora nera per la famiglia, che lo considera un traditore per essersi unito a un’operazione di stampo coloniale. Gli anziani della famiglia rifiutano di incontrarlo, e le uniche conoscenze che contano, quelle trasmesse oralmente, gli sono vietate. La guerra gli sta anche dando problemi di stress post-traumatico. Un giorno vede un disegno fatto dal nipotino Ghare e gli viene un’idea…

O almeno, questo è quello che ho capito, è una storia molto complicata: l’ho dovuta leggere un paio di volte e ancora non sono sicura di aver capito tutto. Certe frasi mi sembrano strane (non necessariamente sbagliate, ma strane) e i concetti che espone sono alquanto oscuri. Immagino sarebbe molto più facile da capire se fossi nigeriana, come l’autore, o se ne conoscessi meglio la cultura. Ci sono anche molti riferimenti alla matematica, e non so se capisco di meno quelli o la cultura nigeriana. Anche se certi elementi della storia (il sistema di combattimento dei droni) sono davvero interessanti, c’è una cosa che proprio non mi spiego: perché Efosa si è unito all’esercito. Se paga un prezzo così alto, al punto che persino la madre lo disprezza, come lettore/lettrice mi serve un’ottima ragione perché lo faccia, e non sono riuscita a trovarla. Oh, è comunque una storia interessante, ma è anche palese che l’autore è giovane e può migliorare molto. Tempo qualche anno e secondo me scriverà qualcosa di davvero notevole.


Author: Osahon Ize-Iyamu

Genre: sci-fi, space opera,

Year: 2018

Lenght: 5209 words

Where to find it: on Clarkesword issue 136 (January 2018)


Efosa is a young soldier in a conquering war. His decision of joining the army made his family reject him, as he is considered a traitor for joining a colonizing operation. His elders have abandoned him and now the only knowledge that matters, the one transmitted orally, is forbidden to him. War is also giving him PTSD, but one day he sees a drawing by his nephew Ghare and he gets inspired…

Or at least, that’s what I understood. This is a complex story, I had to read it twice and yet I’m not sure I understood everything. Certain sentences just felt weird ( I can’t say they’re wrong) and the concepts that are exposed are not, well, exposed at all. I guess it would be much easier to understand if I were Nigerian, like the author, or if I were more familiar with his culture. There’s also lots of maths, and I don’t know what’s harder for me to understand, either maths or Nigerian culture references. While certain elements of the story are very interesting (the drone combat system), there is one thing that bugs me: I do not understand why Efosa went to war. If the price he pays is so hard in terms of family ties, to the point that even his mother despises him for it, as a reader I need a clear, good reason for it, and I couldn’t find it. It’s still an interesting story, but it’s very obvious that the author is still young and has room for improvement. But hey, give him a few years and I bet he’ll write something really cool.

Recensione: Il Cromosoma Calcutta / Review: The Calcutta Chromosome

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Autore: Amitav Ghosh

Genere: fantascienza

Anno: 1995

Note: vincitore del premio Clarke nel 1997. Ho letto l’ottima traduzione di Anna Nadotti.


In un futuro non troppo lontano un egiziano di nome Antar vive e lavora a New York. Passa la maggior parte del suo tempo nel suo appartamentino, dove aiuta l’intelligenza artificiale Ava a catalogare lunghe liste di oggetti rinvenuti negli edifici e nelle proprietà dell’azienda per cui lavora. Ava è molto brava a imparare e a strutturare questi inventari, ma a volte si trova ad avere a che fare con cose che non riconosce, e sta ad Antar aiutarla. Di solito si tratta di oggetti rinvenuti in uffici, come una palla di vetro con la neve. Niente di nuovo per Antar.

Ma un giorno Ava scopre qualcosa di diverso: il frammento di un tesserino d’identità di un’azienda per cui Antar stesso aveva lavorato in passato. Conosceva tutti lì, quindi chiede ad Ava dove è stato trovato l’oggetto e a chi apparteneva. Il tesserino è stato trovato a Calcutta, e apparteneva a L. Murugan, un uomo molto particolare che Antar aveva conosciuto in passato. Murugan aveva un’ossessione ben precisa: Ronald Ross, il medico che aveva scoperto come le zanzare trasmettono la malaria… ed era scomparso a Calcutta anni prima. Perché il suo tesserino è spuntato proprio adesso? Cosa gli è successo? Sono questi due dei misteri principali del romanzo. Ma è solo l’inizio, dato che la storia coinvolge molti personaggi e linee temporali, e tutto per un buon motivo…

Ah, che romanzo. Comincio subito col dire onestamente che mi è proprio piaciuto. Nel senso che non volevo mettere giù il libro, e l’ho finito nel giro di pochi giorni. Che in realtà è la cosa migliore da fare, se volete godervi Il Cromosoma non potete leggerne una decina di pagine prima di andare a letto. Ci sono molti personaggi, linee temporali e intrighi, e non è facile stare dietro a tutto. Vi assicuro però che queste complicazioni hanno tutte una funzione specifica all’interno del testo, anche se ovviamente non posso spoilerarvi il perché.

Mi è piaciuto molto il mistero legato alla trama. Più seguivo la linea temporale di Murugan e più mi facevo un’idea di chi potessero essere i suoi nemici, più ero terrorizzata all’idea di cosa ne sarebbe stato di lui. Mi sono affezionata subito ad altri personaggi come Urmila, la giovane giornalista, e Sonali, l’ex attrice diventata giornalista.

Si intuisce che un romanzo così abbia richiesto parecchia pianificazione, perciò è una lettura obbligata per chiunque ami storie con intrecci di linee temporali e personaggi, tutti collegati tra loro. Se poi pensate di scriverne una, è ancora più essenziale.
Certo, ci sono capitoli che sembrano più strani degli altri, quasi alla Lost (per chi ha già letto il romanzo, parlo della storia di Phulboni sulla stazione del treno), ma dovremmo ricordarci sempre che non tutti i narratori sono attendibili…

Alla fine è un romanzo interessante con fantascienza e mistero, e vi troverete a cercare di risolvere quel mistero con Murugan, Antar e soci, e dà parecchie soddisfazioni sotto questo punto di vita.
La fantascienza non sembra una presenza costante (non aspettatevi auto volanti), ma è il fulcro della trama. C’è mistero, fantascienza, persino horror, avventura… anche se nel finale non viene spiegato proprio tutto, le risposte alle domande principali vengono fornite. Non che la cosa vi impedirà di pensarci per giorni dopo la fine della lettura, visto che c’è parecchio materiale su cui riflettere.


 

Author: Amitav Ghosh

Genre: sci-fi

Year: 1995

Notes: Winner of the Clarke Award in 1997.


In a close future an Egyptian man named Antar lives and works in New York. He spends most of his days in his small apartment, where he has to help the artificial intelligence Ava cataloguing long list of items from his company’s buildings and properties. Ava is very good at learning and making these inventories, but sometimes it meets something it doesn’t recognize, and Antar steps in and helps it. It’s usually boring office materials, so Antar isn’t surprised that he has to help Ava identifying, say, a snow globe. But one day Ava finds something else: the fragments of a ID card for a company for which Antar himself had worked in the past. He used to know everyone there, so he asks Ava where the object was found and who did the card belong to. The card was found in Calcutta, and its owner was L. Murugan, a peculiar man Antar remembers meeting. Murugan had an unique obsession: Ronald Ross, the doctor who discovered how mosquitoes spread malaria… and he was last seen in Calcutta. Why did his ID card suddenly appear, and what happened to him are two of the main mysteries of the novel. But this is just the beginning, since many characters and many timelines are involved, and they’re all there for a reason…

 

So, this novel. I’m gonna be honest here, I really, really enjoyed it. Like, in a “I don’t want to put this book down” kind of way, and I finished it in a few days. Which is probably the best strategy: if you want to enjoy this novel you can’t just read ten pages before bed. It has a lot of characters, timelines and intrigues, and it can be really tricky to keep track of everything. Rest assured that these intricacies are there for a reason, which of course I can’t tell you now.

I really loved the mystery behind the plot. The more I followed Murugan’s timeline and the more I got an idea of who his enemies could be, the more I was terrified of finding out what had happened to him. I also got attached to other characters, especially Urmila, the young journalist, and Sonali, the ex-actress now turned journalist.

I’m fairly certain this novel required a lot of planning, and I’d say it’s a must for everyone who enjoys stories with many timelines and characters, all connected. It’s a double must if you think of writing such a story.

True, there are some chapters which will seem even weirder than the rest (for those who have read it: I’m thinking of Phulboni’s story about the train station), but I think we should always remember that not all narrators are reliable.

 

Deep down, it’s an interesting sci-fi mystery novel, and you’ll find yourself trying to solve the mystery together with Murugan or Antar, and it can be pretty satisfying in this sense. The sci-fi part may not seem constantly present (don’t expect flying cars) but it’s the main driving force behind the plot. So there’s mystery, sci-fi, horror (to some extent), adventure…

While not everything is explained in the end, you still get the answer to the most important questions. Not that this will stop you from thinking about it for days after your read, as other mysteries are left unsolved.

Flash Review/ Recensione Flash: Night’s Slow Poison

Autrice: Ann Leckie

Genere: fantascienza, space opera.

Anno: 2012

Lunghezza: 15 pagine

Dove trovarla: è stata ripubblica nel 2014 qui, su Tor.com.

Note: Ambientata nello stesso universo dei romanzi della serie di Ancillary Justice, non è ancora stata tradotta in italiano.


Inarakhat Kels è una guardia a bordo dell’astronave Jewel of Athat. Il suo compito è occuparsi della sicurezza della nave e dei passeggeri durante il viaggio di sei mesi verso Gahon, un mondo che ancora sfugge alle grinfie dell’impero Radchaai governato da Anaander Mianaai. La migliore difesa di Gahon è data da un settore dello spazio chiamato Crawl: ci vuole molto tempo ad attraversarlo, ma è un prezzo che vale la pena pagare considerando la minaccia Radchaai. Uno dei compiti di Kels è stanare possibili spie Radchaai prima che salgano a bordo…

Comincio subito dicendo che potrebbe non essere facile apprezzare la storia appieno se non avete letto almeno uno dei libri della serie di Ancillary: servono a darvi un’idea di come funzionano le cose in questo universo, e di quanto terribili possano essere gli emissari del Radch. Questo racconto ha alti e bassi, da un lato ho adorato leggere delle diverse culture planetarie che sembrano quasi create senza sforzo, ed è facile immedesimarsi in Kels. Dall’altro lato, però, è sempre un peccato vedere la linea narrativa principale interrotta per dare info su tradizioni di un certo mondo o storia di un certo personaggio per spiegare cose che il lettore deve sapere ma il protagonista già conosce bene. Momenti simili incrinano la magia della lettura. Però se avete apprezzato le altre sue opere probabilmente vi piacerà anche questa storia: il finale è decisamente soddisfacente.

 


 

Author: Ann Leckie

Genre: sci-fi, space opera

Year: 2012

Length: 15 pages

Where to find it: It was republished on Tor.com in 2014 here.

Notes: The story is set in the same universe of the Ancillary series.

Inarakhat Kels is a guard on the spaceship Jewel of Athat. His duty is to ensure safety of the ship and of the travellers during the six-month long travel period to Gahon, a world which has so far managed to escape the expanding Radchaai empire of Anaander Mianaai. Ghaon’s best defence is a sector of space called the Crawl: it takes a very long time to travel through it but it’s an affordable price, considering the Radchaai threat. One of Kels’ duties is to ensure no Radchaai spies board on the Jewel…

I’m going to start by saying that it may be hard to fully appreciate the story if you haven’t read the Ancillary books first. They give you a better idea of how things work in this universe, including how scary the Radchaai threat is. I’m not sure I fully appreciated this story, it has its ups and downs. On one hand I really love the different cultures portrayed in a seemingly effortless way, and it’s easy to sympathize with Kels. On the other, it’s always a bit disappointing when the main story’s narrative is interrupted to give info about the way things work in that world, or to explain the reader things the characters surely know but the reader doesn’t. It kinda breaks the magic of reading. If you liked her previous works, though, you are going to enjoy this story as well: the ending was very satisfying.

Recensione / Review: Frankenstein

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Autore: Mary Shelley

Genere: fantascienza, horror/gotico

Anno: 1818

Note: Ho letto la traduzione di Alessandro Ceni pubblicata da Orsa Maggiore (per le note vedi in fondo alla recensione)


Se pensate di conoscere questa storia perché avete visto un paio di film… sappiate che c’è molto di più dietro. Robert Walton è impaziente di esplorare i misteri del Polo Nord e prepara una nave e un equipaggio, come scopriamo dalle lettere che scrive alla sorella. Ha tutto ciò che gli serve, eccetto un caro amico, un’anima simile alla sua che possa comprendere la sua ricerca della conoscenza. Un giorno il suo equipaggio nota un uomo gigantesco al comando di una slitta che viaggia attraverso i ghiacci, e poco dopo Walton e i suoi salvano un uomo sfinito e semicongelato, che era impegnato nell’inseguimento della slitta. La nave continua il suo viaggio verso nord, e Walton si occupa dell’uomo, lo scienziato svizzero Victor Frankenstein. Frankenstein osserva Walton e nota in lui la stessa ossessione che ha distrutto la sua vita, perciò decide di raccontargli la sua storia, come se cercasse di salvarlo.

Scopriamo così l’infanzia e la gioventù di Frankenstein, dove aveva vissuto e chi era stata la sua famiglia (e i suoi amici più cari)… e leggiamo del giorno in cui le sue ricerche danno dei frutti e scopre come creare la vita, come costruire un uomo e dargli vita grazie alla scienza. Immediatamente però la sua creatura lo terrorizza, e fugge da lui. Il “mostro” scappa, ma creatura e creatore sono destinati a portare distruzione nelle loro vite fino alla fine.

Avevo cercato di leggerlo anni fa ma mi ero interrotta, oggi sono felice di averlo riletto perché mi è piaciuto davvero tanto. Ho deciso di leggerlo per via di questi video di Extra Credits, ve li consiglio decisamente prima della lettura, sono perfetti per farsi un’infarinatura del background del romanzo e della sua epoca.

Frankenstein è davvero il primo romanzo di fantascienza, la fonte del cliché dello scienziato pazzo, e tanto altro… sia Walton che Frankenstein dimostrano già cosa ci sia dietro a un personaggio di fantascienza. Walton brama di esplorare il Polo e i suoi segreti scientifici come gli esploratori e avventurieri a cui la fantascienza ci ha abituato. E che dire del tormentato Victor Frankenstein, che non è pazzo per il suo desiderio di potere o per la sua malvagità ma per le conseguenze delle sue azioni e tutta un’altra serie di fattori… e la sua follia colpisce soprattutto chi gli sta intorno. Anche il mostro contribuisce alla sua follia, ma non aspettatevi una creatura stupida o incapace di parlare: la creatura, il nuovo Adamo, impara a parlare e a leggere, ed è incredibilmente emozionante, come lettori/lettrici, sentire la sua storia dalle sue parole. A volte mi chiedo se lo si possa considerare un primo esempio di intelligenza artificiale… Leggiamo di come la sua esistenza è cominciata, di come ha scoperto le sue sensazioni e il mondo intorno a lui, di come ha imparato a leggere e scrivere, e come ha conosciuto vizi e virtù dell’umanità. Vuole solo essere amato e rispettato… ma non lo desideriamo forse tutti? Arriviamo a capire sia la creatura che il creatore.
Certo, è un romanzo vecchio, quindi certe tecniche sono passate un po’ di moda, come la cornice epistolare, ma appena ci sia abitua allo stile diventa una lettura piacevolissima.

Potrà anche nascere da una critica all’industrializzazione e a come stava già distruggendo e disumanizzando persone e luoghi, ma Frankenstein non è un romanzo anti-scienza: al massimo è un avvertimento. Per Frankenstein è troppo tardi ormai, non può più cambiare, ma forse la sua tragedia personale può salvare Walton prima che sacrifichi la sua vita e quella dei suoi uomini accecato dall’ambizione e dal desiderio di scoperta…

Note alla traduzione italiana: a occhio non mi è sembrata pessima, ma non avevo il testo a fronte. Però la cura editoriale lasciava a desiderare, troppi refusi e il nome di un personaggio, Henry Clerval, diventa improvvisamente Enrico un paio di volte senza motivo…


 

Author: Mary Shelley

Genre: sci-fi, gothic/horror

Year: 1818

Notes: I’ve read the italian translation by Alessandro Ceni published by Orsa Maggiore.


If you think you know the story because you’ve seen a few movies… rest assured there’s much more to it. Robert Walton is eager to explore the mysteries of the North Pole and prepares a ship and a crew, as we learn from the letters he sends his sister. He has everything but a close friend, a soul similar to his own, which will understand his quest for knowledge. One day his crew spots a huge man on a sled travelling through the icy wasteland, and later they rescue a nearly frozen man who says he was following the man they had seen before. As the ship travels north Walton takes care of the man they rescued, the Swiss scientist Victor Frankenstein. Frankenstein observes Walton and sees in him the same obsession that destroyed Frankenstein’s life, so he decides to tell him his story, as in an effort to save him. We learn of Frankenstein’s youth, of his friends and family… and of the day in which he found out how to create life and managed to build a man and give him life through the power of science. He is immediately terrified by his horrendous creation, and rejects him. The “monster” runs away, but the creature and the creator are doomed to plague each other’s existence until the end.

I had tried to read this many years ago and didn’t like it, today I’m happy to have tried again because I absolutely loved this novel. I was prompted by these videos, which I definitely recommend you to watch before reading, they give a great background/framework for a better understanding.

Frankenstein is truly the first sci-fi novel, the source of the “mad scientist” trope, and much else… Both Walton and Frankenstein demonstrate already what it means to create a sci-fi character. Walton’s eagerness to explore the North Pole and its science-related secrets makes us think of the many explorers and adventurers (in different planets as well) sci-fi has given us. And the tormented Victor Frankenstein, who isn’t mad because he’s power hungry or evil, but he’s driven mad by the consequences of his actions, and by a combination of factors, and whose madness damages those around him. The monster himself drives him mad… but don’t expect a mumbling, stupid creature: his creation, his Adam learns how to speak and read, and it’s incredibly exciting, as readers, to hear his own story through his words. Sometimes I wonder if he can be considered a first example of artificial intelligence. We see how he started as a blank slate, how he learned what the world around him was, how he learned how to speak and read, and how he learned of the vices and virtues of mankind. He just wants to be loved and respected… and don’t we all? We understand both the creature and the creator’s motives.

It may be born out of a critique of the process of industrialization that was already destroying and dehumanizing people and the environment, but Frankenstein isn’t an anti-science novel: rather, it’s more of a cautionary tale. It’s too late for Frankenstein to change, but maybe his personal tragedy can save Walton before he too sacrifices his life and his crew blinded by his ambition…

Recensione Flash: Una Serie di Bistecche / Flash Review: A Series of Steaks

Autrice: Vina Je-Min Prasad

Genere: fantascienza

Lunghezza: 7943 parole

Dove trovarlo: sul numero 124 di Clarkesworld in inglese, o nella traduzione italiana pubblicata da Future Fiction.


Helena è la mente dietro la Aziende Unite Manzo Sublime: ci sono lei e la sua macchina per stampare carne falsa che vende ai suoi clienti, ad esempio ristoranti. Un giorno riceve una richiesta particolare, un cliente misterioso le chiede di produrre qualcosa che non ha mai fatto prima, e sa come assicurarsi la sua collaborazione…

Ormai è da un po’ che vorrei scrivere una storia che parla di carne artificiale: è un tema troppo interessante, fondamentale per il futuro del mondo e destinato a diventare molto popolare nella fantascienza, almeno secondo me. Ecco perché mi sono fiondata subito su questo racconto. Dal punto di vista della trama funziona: c’è un ottimo motivo per cui Helena cede alle richieste del cliente misterioso, e per cui il cliente ha bisogno dei suoi prodotti… mi è piaciuta molto anche Lily, un personaggio secondario: è molto divertente e sembra davvero “reale”, al punto che ho sospettato fosse basata su una persona vera! Parlando di stile non ci starebbe male un po’ più di mostrato e meno di raccontato, ma le cose importanti sono mostrate e il tema della storia è portato avanti in maniera soddisfacente e con ironia. Ve la consiglio, è una storia che vale il vostro tempo.


 

Author: Vina Je-Min Prasad

Genre: sci-fi

Length: 7943 words

Where to find it: Clarkesworld issue 124 (the italian translation has been published by Future Fiction).


Helena is the mind behind Splendid Beef Enterprises: it’s just her and her printer which produces fake meat for her clients, mainly restaurants. One day she gets a weird request: a mysterious client asks her for something she has never done before, and he has ways to ensure she will comply…

I’ve been wanting to write about fake meat for a while: it’s such an intriguing theme, I believe it’s gonna be crucial in the future of the world and something tells it’s gonna be a very popular  science fiction topic. That’s why I was quite curious to read this short story. Plot-wise it’s simple but effective: there’s a damn good reason why Helena works for that mysterious client, and why the client wants that product… I also appreciated Lily, the secondary character: she’s fun and feels very real, to the point I suspected she was based on a real person! The style could use some more “show” and little less “tell” in a couple of points, but ultimately it conveys the story’s theme fairly well, and it allows for enough irony. I definitely recommend this story, it’s an interesting read.

Recensione / Review: Bright

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/a/a7/BrightPoster.jpegGenere: urban fantasy perlopiù

Anno: 2017

Diretto da: David Eyer

Cast: Will Smith, Joel Edgerton, Noomi Rapace, etc..

Note: disponibile su Netflix.


In questo universo razze come umani, elfi e orchi vivono assieme dopo essersi combattuti nel passato, ma non si può proprio dire che vivano in armonia. Gli elfi sono una sorta di elite, di 1%, mentre gli orchi vengono discriminati e ghettizzati.

Daryl Ward è un poliziotto di Los Angeles a cui viene assegnato un nuovo partner: il primo orco poliziotto della città, Nick Jakoby. Jakoby viene discriminato sia dai colleghi (lo stesso Ward non si fida di lui, gli altri sono anche peggio) che dagli altri orchi che lo vedono come un traditore. Ma Ward deve risolvere i suoi problemi e imparare a fidarsi di Jakoby se vuole sopravvivere… a maggior ragione dopo che trovano un artefatto magico di grandissimo valore, che molti vogliono e cercano, con obbiettivi diversi. Se finisse in mani sbagliate potrebbe essere una catastrofe vera e propria…

Ovvio disclaimer: lo ammetto, non è un film di fantascienza, lo so. Mi aspettavo una specie di film alla Shadowrun, ma non ci sono abbastanza elementi per definirlo fantascientifico. Comunque mi faceva troppo pensare a shadowrun per non guardarlo e recensirlo perciò eccomi qui. Bright mi ha dato l’impressione di essere una serie tv condensata in un film, e forse è questa la ragione di tanti dei suoi problemi. Esempio: non sono abbastanza chiare le motivazioni dei personaggi secondari, non sappiamo perché Jakoby ha sempre desiderato essere un poliziotto, o perché Leilah, l’antagonista principale, voglia davvero usare l’artefatto per ottenere quel risultato. Se ci troviamo di fronte a un cattivo che vuole causare un bel po’ di morte e distruzione ci vogliono degli ottimi motivi.

Un altro problema è dato dal personaggio di Will Smith, Ward: non ha nessun difetto fatale da superare. Certo, non si fida di Jakoby, ma quella deve essere una conseguenza del difetto. Vi ricordate Arma Letale? Riggs si comportava da suicida perché aveva perso la voglia di vivere dopo la morte della moglie e probabilmente soffriva di PTSD. Alla fine della storia lui cambia, Ward in Bright non ha niente del genere.

Altra cosa che si poteva esplorare meglio era il funzionamento dei rapporti tra le varie razze. Nessuno si sorprende del fatto che gli stilosissimi elfi siano usati come metafora dei bianchi e gli orchi facciano la parte dei neri in America. Non dico che gli elfi non dovrebbero risultare stronzi o che gli orchi non dovrebbero essere delle vittime, dico solo che la cosa necessita di più sfumature, e dello spazio di una intera serie. Ci avrebbero mostrato il delicato equilibrio di questa LA magica mentre Ward cambiava e cresceva.

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Mi dispiace proprio perché questo film mi sembra un’opportunità sprecata per una serie, il potenziale c’era tutto: l’agente federale elfico Kandomere  (immagine a sinistra) è la cosa più shadowrun che abbia mai visto sullo schermo, e l’uso delle razze fantasy tradizionali in un contesto moderno/contemporaneo riesce a essere piacevole e “fresco”, al punto che mi chiedo perché non esistano più film che sfruttino un setting del genere.

Nonostante i suoi difetti vale comunque la pena vederlo, mi sono divertita e ha certe scene e elementi davvero ben giocati.

 

 


 

Genre: urban fantasy mostly

Year: 2017

Directed by: David Eyer

Cast: Will Smith, Joel Edgerton, Noomi Rapace, etc..

Notes: available on Netflix.


In this universe races like humans, elves and orcs live together after having fought against each other in the past, but there isn’t great harmony among them. Elves occupy the top of the pyramid, and orcs are heavily discriminated against.

Daryl Ward is a policeman in Los Angeles, and he gets assigned a new partner: the first orc cop in town, Nick Jakoby. Jakoby suffers great discrimination both from his colleagues ( Ward doesn’t trust him, and the others hate him) and from fellow orcs who see him as a traitor.

But Ward will need to solve his issues and to trust Jakoby if they want to survive… especially after they find an important magical artifact that many people from different sides want. If it gets in the wrong hands the whole world as they know it may come to an end.

Obvious disclaimer: yes, it’s not really sci-fi, I know. I was expecting a “shadowrun: the movie” but the sci-fi elements are almost non-existent. Still, since it gives some shadowrun vibes, I decided to watch and review it. Bright gave me the impression of being a series condensed into one movie, and that’s probably the reason for its main flaws. One example: the motivation of the side characters aren’t as strong as they could be, we don’t know why Jakoby always wanted to be a cop or why Leilah, our main villain, wants to put her plan into action. If I get a villain that wishes to unleash great destruction, I’m gonna need a good reason for it.

Another problem is that Will Smith’s character, Ward, has no personal fatal flaw to overcome. Sure, he doesn’t trust Jakoby, but that’s supposed to be a consequence of the flaw. (Remember Lethal Weapon? Riggs was suicidal because he had lost his wife and his reason to live, and he was probably dealing with PTSD). Another thing that could have been explored better is the relationship between the various races, no one is surprised by high fashion elves used as a metaphor for white people and orcs as a metaphor for black people in the USA. I’m not saying elves shouldn’t be the assholes and orcs shouldn’t be the victims, I’m saying the whole relationship needs to be more nuanced, and a whole series would have explored it far better, while giving Ward’s character time and reasons to grow and change.

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Overall, I feel like this movie was a great missed opportunity for a series, because it had a lot of potential: the elf federal agent Kandomere (pic on the left) is the Shadowrun-est thing I’ve ever seen on screen, and it still manages to be somewhat refreshing in its use of fantasy races in a urban/modern setting which is surprisingly not much common in today’s cinema.

Despite its flaws it’s still worth a watch though, I had fun with it and it has certain scenes and elements that are very well played.

Recensione / Review: Wunder der Schöpfung

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Genere: fantascienza, documentario

Anno: 1925

Diretto da: Hans Walter Kornblum

Cast: Paul Bildt, Willy Kaiser-Heyl, Theodor Loos, etc.

Nota: Il titolo significa “Le meraviglie del creato”


Ah, che filmino particolare. Un film in bianco e nero, ovviamente muto, uscito due anni prima di Metropolis con un intento educativo: era considerato un “kulturfilm”, in opposizione agli altri film più “commerciali” e d’intrattenimento dell’epoca.

La storia è raccontata tramite pannelli di didascalie posti tra una scena e l’altra che ci illustrano la storia della scienza. Ecco Galileo, Newton e molti personaggi storici nei momenti delle loro scoperte più importanti, spiegati in maniera semplice e chiara. Modelli della terra, del sole e dei vari pianeti ci mostrano stagioni ed eclissi… ma il bello arriva quando un gruppo di tedeschi vanno dove nessuno è mai giunto prima: nello spazio! Con la loro piccola astronave attraversano il sistema solare (Plutone escluso, non era ancora stato scoperto) e atterrano su marte. Viaggiano più veloci della luce come in un classico film di fantascienza, e l’equipaggio include una donna.

L’ultima parte del film include alcune ipotesi sulla fine del mondo, con tanto di raffigurazioni creative di possibili futuri postapocalittici.
Gli effetti speciali sono fantastici se ci si ricorda che è un film così vecchio. Certo, a tratti sembrano ingenui o palesemente finti, ma si vede bene il tentativo di ricostruire qualcosa di più realistico possibile. Un paio di volte viene da chiedersi “come hanno fatto a farlo?”

Il film adesso appare ingenuo anche per il suo tentativo di conciliare scienza e religione con risultati a tratti divertenti: quando l’equipaggio dell’astronave osserva il passato della terra tramite la loro “televisione” vedono Mosè con le tavole della legge in mano, e alcuni fatti scientifici sono ormai obsoleti. Se vi interessate di astronomia è decisamente da vedere, perché è carino vedere cosa pensava e sapeva la gente dello spazio un secolo fa. E rimane interessante in generale, soprattutto se siete appassionati di fantascienza: non ditemi che non volete sapere come si immaginavano l’esplorazione dello spazio così tanto tempo fa. Pare che questo film abbia influenzato molti registi famosi, e ancora adesso è simpatico da vedere.


 

Genre: sci-fi, documentary

Year: 1925

Directed by: Hans Walter Kornblum

Cast: Paul Bildt, Willy Kaiser-Heyl, Theodor Loos and more.

Note on the title: I stuck with the original title in german, because there doesn’t seem to be a “canon” title in english. Imdb lists both Our Heavenly Bodies and In the World of the Stars.

Oh, this movie. A little black and white (and silent, ofc) little gem from the past. It came two years before Metropolis, and it had an educational intent: it was considered a “Kulturfilm”, as opposed to the other, more commercial movies of that time. The story is told through intertitles in german, but you can find versions with english subs or an english narration.

Divided into seven acts, this movie explains many scientific concepts starting with an historical approach. Watch Galileo, Newton and many historical figures of the history of science in their most famous moments, and see their discoveries explained in a simple but intelligent way. Perfectly built models of the Earth, the Sun and the Moon will explain you the season and the eclipses. And, most interestingly, watch a bunch of Germans go boldly where no one has gone before – to space. With their tiny spaceship, they show us the planets (not including Pluto, because it had not been discovered yet), and they even land on Mars! They travel through the deep, vast space faster than light like in a classical sci-fi flick. Oh, and, the crew of the spaceship includes a woman. The last part of the film even includes some hypothesis about how the world will end, with creative representations of post-apocalyptic Earths.

The “special effects” are pretty great if you take into consideration that it was done in the 1920s. Sure, they may look simple or obviously fake now, but give them some credit. Their efforts to make things as real as possible was huge, and it pays off. I was genuinely left wondering “but how did they do it?” a couple of times. Now, of course, being so old, the movie looks a bit naive now, as it tries to reconcile religion and science sometimes obtaining results that will appear funny to us: when the spaceship crew watches what happened on Earth in the past with their “television”, they see Moses with the ten commandments in his hands. Some scientific “facts” have been disproved by now.

If you’re into astronomy it’s a must watch, because you’ll enjoy seeing what people knew about space almost a century ago. And even if you don’t care about astronomy, this is still incredibly fascinating. If you’re into sci-fi, you will want to see how these people saw space and dreamt of exploring it. The movie is said to have influenced many famous directors, and it’s still entertaining and educational even now.

Letture del 2017 / A 2017 in books

Quest’anno sono arrivata a 48 libri, tra saggi, romanzi e racconti lunghi. Speravo di fare cifra tonda con 50 ma non mi lamento, ho letto 11 libri in più dell’anno scorso e già sono contenta.

Vediamo un po’ di statistiche: conteggiando esclusivamente gli autori e non i singoli libri (ho letto tre libri di Scalzi e due di Bujold, per dire) ho letto opere di 22 autori e 17 autrici, senza tenere conto delle raccolte di racconti di autori vari e dei singoli racconti brevi. Non siamo ancora alla parità esatta ma mi bacerei i gomiti se trovassi questo livello di parità in ogni antologia che leggo! Sono migliorata sul fattore autrici, ma ancora non leggo abbastanza opere di autori/autrici non bianche/i e/o provenienti da una gran varietà di culture, ma c’è sempre tempo per migliorare (se avete consigli scrivetemi pure!).

Se l’anno scorso fare un post sulle letture migliori del  2016 si era rivelato più facile del previsto, quest’anno è stata durissima. Per selezionarne solo cinque ho dovuto lasciare a casa storie con donne che partoriscono pianeti, aristocratici di un mondo post-scarsità, un amore assoluto, un ambasciatore su un pianeta gelido, filatrici di seta marina, donne vestite di rosso, disperati in marcia in un’Europa desertificata e alieni incapaci di mentire. (Se non riuscite a riconoscere tutti i romanzi che ho citato andate in fondo all’articolo : D)

Insomma, mica facile. Come al solito, i libri sono in ordine casuale:

NINEFOX GAMBIT, Yoon Ha Lee (recensito qui)

tumblr_inline_os0b7ra7zc1swk1pk_540In un universo dove la matematica permette di usare armi e attacchi, e l’aderenza al calendario è cruciale per non sfaldare date tecnologie, il capitano Kel Cheris si aspetta di cadere in disgrazia per aver usato tattiche eretiche. Quando le ordinano di riprendere la Fortezza degli Aghi Sparsi (Fortress of Scattered Needles) a un gruppo di eretici non può fare altro che portarsi in giro lo “spirito” del generale Jedao, traditore genocida quanto genio assoluto…

Un libro che ti butta nell’azione senza spiegarti nulla proprio come piace a me, con un sacco di sense of wonder (la matematica è usata come magia grossomodo, ma va bene così), pieno di azione e intrighi… non sarà un libro perfetto, ma di quelli letti quest’anno è forse quello che mi è rimasto impresso di più per il suo mix di idee e personaggi carismatici.

Purtroppo non è mai stato tradotto in italiano, ma mi piacerebbe tantissimo essere io a tradurlo. Ho già degli appunti su come rendere certi termini…


LA GRANDE CECITÀ, Amitav Ghosh

Risultati immagini per la grande cecitàQui entriamo nel reame della saggistica! Amitav Ghosh sarà anche un autore importante, di quelli che fanno il pienone al Salone del Libro (io c’ero), apprezzato dall’elite intellettuale, ma fondamentalmente è un nerd, e ha pure vinto il Clarke nel 1997 con Il Cromosoma Calcutta.

E in questo suo saggio parte dalla domanda “com’è che ogni volta che si scrive dei cambiamenti climatici si viene categorizzati come fantascienza, ergo sminuiti?” Perché il riscaldamento globale non è fantascienza, ma realtà, e un giorno quest’epoca sarà ricordata come quella della Grande Cecità, visto che non se ne parla mai abbastanza. Segue una bellissima analisi sul cambiamento climatico e come ha colpito e colpirà certe parti del mondo, con tanto di aggravante coloniale. Un must per chiunque, scrittori di fantascienza e persone curiose di capire cosa sta succedendo al nostro mondo e cosa succederà se non ci diamo una mossa.


IL COLLASSO DELL’IMPERO, John Scalzi (recensito qui)

9788834733738_0_0_0_75In un futuro lontanissimo gli umani hanno colonizzato lo spazio viaggiando attraverso il Flusso, ma sta succedendo qualcosa di strano alle correnti del Flusso… una bella gatta da pelare per la nuova imperatrice Cardenia, per la ditta commerciale della famiglia di Kiva Lagos e per quella di Ghreni Nohamapetan, e per il figlio del conte Claremont.

Ricorderò il 2017 come l’anno in cui ho scoperto John Scalzi, e l’ho percepito come una ventata di freschezza, ironico, scorrevole anche nel trattare temi serissimi. Ho scelto il Collasso dell’Impero per questa lista perché, pur non essendo perfetto (ha uno spiegone terribile, e finisce un po’ troppo a cliffhanger) è comunque un libro molto emozionante, ricco di intrighi, e i personaggi sono fantastici. Soprattutto Kiva Lagos.


L’ARCO DI TRASFORMAZIONE DEL PERSONAGGIO, Dara Marks

Risultati immagini per l'arco di trasformazione del personaggioL’arco di trasformazione del personaggio è ciò che sta alla base di qualunque forma di narrativa, che al personaggio riesca di cambiare o meno. Ma come rendere efficace il viaggio interiore ed esteriore dei nostri personaggi, e come collegarli bene tra loro? Come sfruttare al meglio il difetto del protagonista, e come portarlo a cambiare sè stesso e il mondo che lo circonda? Vi dice tutto la Marks. Poi il duro lavoro spetta a chi scrive, ovviamente. Ma tra schemi e strutture c’è abbastanza materiale per mettere alla prova qualunque idea si stia decidendo di trasformare in scrittura.

 

Questo è un libro che avrei voluto leggere anni fa, che avrei dovuto leggere anni fa, e che chiunque decida di approcciarsi alla scrittura deve incidersi tra le pieghe del cervello.

Di sicuro lo rileggerò.


L’ONORE DEI VOR, Lois McMaster Bujold (recensito qui)

tumblr_nob1nmr9M61tedyxpo1_540Cordelia Naismith sta facendo degli studi scientifici con la sua equipe su un pianeta nuovo, ma le cose non vanno come previsto e si ritrova da sola su tale pianeta… o quasi, con lei c’è uno dei suoi assistenti, gravemente ferito, e un ufficiale di Barrayar, pianeta militarista per cui Cordelia prova poca simpatia. Ma l’ufficiale in questione non è un uomo qualunque, è Aral Vorkosigan, il Macellaio di Komarr… anche se nel suo caso si può proprio parlare di ufficiale e gentiluomo.

Quando avevo cominciato a pensare a questo post non avevo calcolato che avrei potuto leggere qualcos’altro di molto bello prima della fine dell’anno, non me lo aspettavo. E invece Bujold mi ha fregato. Cordelia è un personaggio fantastico, forte e umano, e Aral Vorkosigan anche, ma a modo suo. Tra amore, intrighi, politica, guerra e delicati equilibri la trama si dipana in maniera splendida, e mi sono trovata a provare quella bella e rara sensazione di quando non vedi l’ora di sapere come un libro finirà ma allo stesso tempo di non volerlo mai finire.
(Sì, parlo di L’Onore dei Vor e non di Barrayar perché sono due libri molto diversi tra loro e altrettanto belli, ma è stato proprio L’Onore dei Vor a colpirmi e a mettermi curiosità nei confronti della serie, perciò…)


Che ne dite? Avete letto qualcosa di interessante che volete consigliare? Io non vedo l’ora di immergermi nelle nuove, promettenti letture del 2018!

 

[I libri citati all’inizio sono: The Stars Are Legion (x), Aristoi (x), Elysium (x), La Mano Sinistra delle Tenebre (x), La Difesa di Shora (x), Il Racconto dell’Ancella (x), Qualcosa là Fuori (x), Embassytown (x) ]


 

This year I managed to read 48 books, counting fiction, non fiction and short fiction. I was hoping to reach the 50 books threshold, but I’m still satisfied: I’ve read 11 more books compared to 2016, that’s already something.

Let’s dive deep into some statistics: if I count only the authors and not the books (I’ve read three books by Scalzi and two by Bujold), I’ve read 22 male authors and 17 female authors, without taking into account single short stories and short story collections by multiple authors. Not bad, it’s a satisfying level of equality, especially if compared to last years’ results… if only all anthologies on the market had this amount of female authors!

I still need to read more stories from different voices (authors of color, etc), so if you have recs let me know!

If last year writing this post had been surprisingly easy, I had a hard time this year. To select 5 books I had to let go of stories with women giving birth to planets, aristocrats in a post-scarcity world, an undying love, an ambassador on a cold planet, seasilk spinners, red-clad women, a bunch of desperate refugees crossing a desert Europe, and aliens who cannot lie. (If you can’t recognize all stories I mentioned, there’s a list at the end of this post! :D)

So yeah, not easy. In no particular order, here’s the list:

NINEFOX GAMBIT, Yoon Ha Lee (review here)

tumblr_inline_os0b7ra7zc1swk1pk_540In a universe where math is essential to use weapons and strategies, and being in harmony with the official calendar is crucial to guarantee the stability of reality itself (including the aforementioned technologies) captain Kel Cheris is ready to be disgraced due to her use of heretic tactics in battle. She gets another assignment instead: take back the Fortress of Scattered Needles from a bunch of heretics. To do so she needs the help of the arch-traitor general Jedao, kept in a ghost-like state by the empire, to be used when needed. He’s a madman, but he’s also a genius…

A book that throws you into the action without any explanation whatsoever, just as I love it. There’s room for a lot of sense of wonder (math is pretty much magic here, it fits), a lot of action, a lot of intrigue… it’s not a perfect book, but of everything I’ve read in 2017 this is the one who struck me more, with its interesting ideas and charismatic characters.

I’d love to translate it in Italian someday.


THE GREAT DERANGEMENT, Amitav Ghosh

Risultati immagini per la grande cecitàLet’s talk about non-fiction! Amitav Ghosh may be an important author, appreciated by intellectuals, who gets people to queue to see him talk at book fairs… but he’s a nerd and he won the Clarke Award in 1997 with The Calcutta Chromosome.

And this essay starts with the question “how comes when someone talks about climate change they get branded as sci-fi and thus undervalued?” Because climate change isn’t sci-fi, it’s real, and one day this will be remembered as the time of the Great Derangement, since people do not discuss this problem enough. What follows is a captivating analysis of climate change, how it has struck different parts of the world and how it will strike in the future, with a long list of problems caused by colonialism. A must read for everyone: solarpunk warriors, sci-fi authors, and common people interested in knowing what is bound to happen if we don’t change our lifestyles quickly enough.


THE COLLAPSING EMPIRE, John Scalzi (review here)

9788834733738_0_0_0_75In a distant future humanity has colonized space travelling through the Flow, a series of extra-dimensional “channels” which can be used to travel through space efficiently. Well, until now. Something weird is happening to the Flow… and this will be trouble for the new Emperox, Cardenia, for the commercial starship captain Kiva Lagos and for her rivals from the Nohamapetan family, and for the son of Count Claremont.

I’m going to remember 2017 as the year in which I discovered John Scalzi: a breath of fresh air, ironic, funny, capable of dealing with complex themes in an “accessible” style.

I chose The Collapsing Empire for this list because, while it’s not perfect (it has a terrible infodump and it’s too cliffhanger-y for my tastes), it’s still a fun read, rich in intrigue and complex characters. Especially Kiva Lagos, she’s the best.


INSIDE STORY: THE POWER OF THE TRANSFORMATIONAL ARC, Dara Marks

Risultati immagini per l'arco di trasformazione del personaggioAlmost every story has a character arc, no matter if the character manages to change or not. But how to make the interior and exterior struggles of our characters effective, how to link them properly? How to identify the thematic intention and how to identify and use your main character’s fatal flaw to force them to change themselves and the world around them?

Marks has your answers. Then yeah, the hard work is all yours. But thanks to graphs and charts there’s enough to create a blueprint and to test the strengths (and identify the weaknesses) of every story you want to write.

This is a book I wish I had read years ago, I should have read it years ago, and that everyone who ever wants to try to write something has to nail it to their brain.

A must to read (and to re-read).


SHARDS OF HONOR, Lois McMaster Bujold (review here)

tumblr_nob1nmr9M61tedyxpo1_540Cordelia Naismith is on a new planet with her team of scientists, but something unexpected happens and she finds herself alone on the aforementioned planet… well, except for one of her severely wounded ensign, and an officer from Barrayar, a militaristic planet for which Cordelia feels little sympathy. But this officer isn’t your standard Barrayaran guy, he’s Aral Vorkosigan, the Butcher of Komarr… and in his case we can talk of a officer and gentleman.

When I had started planning for this post I hadn’t taken into account I could have read more awesome books before the end of the year, I wasn’t expecting to find some other novel I would have deemed to be list-worthy. And yet here we are. Cordelia is a very fascinating character, strong and human, and so is Aral, but in a different way. Between love, intrigue, war and delicate balances, the plot flows in a very interesting way, and at a certain point I realized I didn’t want to put the book down… but I also didn’t want it to finish, ever.


What do you say? Have you read anything you’d love to recommend? I can’t wait to see what 2018 will bring me in terms of reading!

[The novels I mentioned earlier are: The Stars Are Legion (x), Aristoi (x), Elysium (x), The Left Hand of Darkness (x), A Door Into ocean (x), The Handmaid’s Tale (x), Qualcosa là Fuori (x), Embassytown (x) ]