Recensione / Review: Madre Nostra

Autore: Stefano Paparozzi

Genere: fantascienza

Anno: 2018

Note: pubblicato da Zona 42


 

Madre Nostra è strutturato come un diario, diario che in realtà non è regolare e a volte passano mesi senza che la sua autrice ne scriva una pagina… per motivi molto seri. L’autrice del diario è Miriam Monteforti, una dodicenne che comincia il diario per rivelarci che è incinta. Non ha mai avuto rapporti, nè ha mai avuto il ciclo mestruale; per abortire è troppo tardi. Nè lei nè la famiglia sanno come gestire questo evento assurdo, sopratutto Miriam. Già essere un’adolescente è difficile, figurarsi se ci si mette anche la questione della “madre vergine”. Ed è solo l’inizio delle avventure di Miriam: tramite il suo diario vediamo come il mondo reagisce alla sua situazione: la scienza decide di studiarla per aiutarla (e per aiutare le donne che cercano di avere figli), ma nasce anche una chiesa intorno alla sua figura. Per Miriam è difficile trovare un posto nel mondo, data la sua situazione, ma è destinata ad avere un impatto enorme su chi la circonda, dal fratello Marco alla migliore amica Vanessa, passando per tante altre persone.

Nel corso del suo diario lo stile di Miriam cambia. Cambia la sua grammatica, la struttura delle frasi, la scelta delle parole… ed è uno dei punti di forza che contribuiscono a renderlo un romanzo credibile. Miriam cambia e cresce, e noi vediamo i suoi tormenti interiori ed esteriori mentre la sua vita continua, vediamo i suoi rapporti con gli altri e come le altre persone reagiscono di fronte a lei e alle sue scelte. Complimenti all’autore per essere riuscito a immergersi così bene nella mente di una ragazzina prima e di una donna dopo, la voce è credibile e il libro è scorrevole e si legge velocemente: è un complimento da parte mia, la fluidità di un testo è una dote importante.

Il problema è che, leggendo, diventa piuttosto ovvio per il lettore capire cose accadrà, anche se Miriam ancora non se ne rende conto. Non c’è modo migliore per dire a un lettore “ehi, guarda qui, questo sarà un dettaglio importante che tornerà” che facendo dire a Miriam nel suo diario “oh, e comunque è successa questa cosa ma niente di importante.” È un peccato perché contribuisce a rendere la parte centrale del romanzo meno emozionante: immaginiamo facilmente cosa accadrà e alla fine viene fuori che ci avevamo preso, cosa che non è sempre soddisfacente in fase di lettura. Sì, sono cose che succedono nella vita, lo so, ma… è una delle piccole cose che ci svelano che stiamo leggendo un’opera di finzione e non un diario vero.

Non mancano i momenti strappalacrime nella vita di Miriam, sopratutto verso la fine del diario: prima o poi vi verrà una lacrimuccia, garantito. Miriam cambia molto nel corso degli anni, e se un protagonista non cambia non c’è una versa storia, ma ho dei dubbi sul finale. Anche se siamo abbastanza furbi da accorgerci del “falso messaggio” a cui Miriam è tentata di credere per via della tendenza umana di cercare un senso dietro alle cose e ne è conscia, non posso non chiedermi perché quel certo elemento è stato incluso nella trama. Non fraintendetemi, è un bel romanzo ed è ben scritto. L’autore è riuscito a entrare nella mente di Miriam, ma ci ha raccontato una storia molto semplice, e mi aspettavo più colpi di scena.

Mi ha quasi fatto pensare a Non Lasciarmi di Kazuo Ishiguro: una storia di fantascienza malinconica ambientata in un mondo simile al nostro. Proprio come il romanzo di Ishiguro, Madre Nostra sarebbe stato bene persino in una collana di una grande casa editrice e venduto non come fantascienza: avrebbe raggiunto un grande pubblico, avrebbe avuto articoli di giornale e magari un invito in tv. Ottimo libro da regalare a chi di solito non legge fantascienza.


 

Author: Stefano Paparozzi

Genre: fantascienza

Year: 2018

Notes: pubblicato da Zona 42


The story is shaped like a diary, a diary that has not been kept regularly since sometimes months and years go without entries… for specific reasons. The diary’s owner is Miriam Monteforti, and at the start of her diary she reveals us she’s pregnant. She’s only 12, and has never had sex nor her first period. It’s too late for an abortion anyway, and her family doesn’t know how to deal with it. Neither does Miriam, of course, who is terrified. After all, being a teen is hard enough if you don’t throw in the whole “virgin mother” thing. This is just the beginning of Miriam’s adventures, which we can read in her diary as she sees how the world reacts to her condition, with a team of scientists who wish to study her and help her (and the women around the world who try but can’t get pregnant) and a church who gets founded around her figure. It’s hard for Miriam to find her own place in the world due to her condition, but she will have quite an impact on the world and those around her (from her brother Marco to her best friend Vanessa to many other people).

Through her diary, Miriam’s writing style changes. Her grammar, sentence structure, choice of words is vastly different throughout the years, and this is one of the strengths of this novel. Miriam changes and grows, and we experience the inner (and outer) turmoil of her life as she learns more about her and how to deal with it and with the people around her, who have vastly different reactions to her life and her choices. Also, props to the author who manages to get in the mind of a teenage girl (and later, adult woman) fairly well, writing in a believable voice and delivering a book that flows nicely and is easy to read: this is a great compliment, I appreciate this a lot in a novel.
The main issue is that while reading it becomes obvious for the reader what is going to happen – even if Miriam doesn’t know yet. There isn’t a better way to put something in the spotlight than saying “oh by the way this thing happened, I’m sure it’s not going to be a big deal”. This is a pity because it made the central part of the novel a bit less engaging: we can already guess what is going to happen and we find out we were right all along, which in this case doesn’t work as well as I would have loved to. It happens frequently in life, I’m aware of it, and yet… it’s one of the very few parts in which as readers we can see through the diary structure and realize it’s just fiction all along.

Miriam’s life comes with a few tear-jerking events, especially at the end of her diary, and you’ll probably shed at least one tear. Miriam has changed a lot over the years, and it’s not a real story unless the main character changes, but I am not sure it was the best way to end her story. Even if we are wise enough to understand the “false message”, something even Miriam thinks about but is aware that is just the result of humanity’s tendency to see patterns and messages everywhere, I can’t help but wondering why such a particular element was chosen for the plot. And do not misunderstand me, it is a good book, a well written one. I just got the feeling that the author did a great job getting into Miriam’s mind, but at the same time it told us a very simple story, I expected more plot twists.

It almost made me think of Kazuo Ishiguro’s Never Let Me Go: a melancholic sci-fi story set in a world not too different from our own. And just like Ishiguro’s novel, Madre Nostra wouldn’t have looked out of place among those books that are sci-fi and yet aren’t promoted as such from major publishers and have a wide audience. It would have perhaps even a few newspaper articles and an invitation to a tv program. Hell, this one could be a book to give to someone who isn’t usually into sci-fi.

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