Recensione Flash / Flash Review: The Engines Imperial

Autore: Sean Bensinger

Genere: fantascienza, space opera

Anno: 2016

Lunghezza: 3047 parole

Dove trovarlo: http://clarkesworldmagazine.com/bensinger_08_16/ (numero 119 of Clarkesworld)


Rook è l’IA di una astronave, costruito per combattere per una dinastia da tempo scomparsa e per combattere nemici che non esistono più. Seguono nuovi padroni, e nuovi nemici. Ha combattuto per tanti anni, sparso tanto sangue, e ha visto la sorella morire. Ha sofferto e ha inflitto sofferenze. E ora stanno venendo per lui.

Al giorno d’oggi è arduo leggere una storia su una IA collegata a una nave senza pensare alla serie di Ancillary Justice di Ann Leckie. Il destino di Rook è molto diverso da quello di Breq, protagonista della trilogia della Leckie. C’è tristezza e malinconia in un’IA che ha fatto ciò per cui è stata costruita e ha visto l’universo cambiare, un’universo che ora è diventato più simile a lui… ma non è pronto ad accettare che Rook abbia sentimenti, o non gli interessa.

Non sarà un’opera originalissima (il tema non è propriamente nuovo), ma il fattore empatia è ben gestito, ed è difficile non affezionarsi almeno un po’ a Rook, cosa notevole vista la brevità del racconto.


 

Author: Sean Bensinger

Genre: sci-fi, space opera

Year: 2016

Length: 3047 words

Where to find it: http://clarkesworldmagazine.com/bensinger_08_16/ (issue 119 of Clarkesworld)

Rook is a ship AI, a warrior built for a dynasty long gone, destined to fight enemies long disappeared. Still, he finds new masters, and new enemies. He has fought for many years, seen a lot of bloodshed, and he has seen his sister die, a moment of genuine grief. Now they’re coming for him.

Nowadays it’s hard to read a story about a spaceship AI without thinking about Ann Leckie’s Ancillary series. Rook’s destiny is far different from Ann Leckie’s main character, Breq. There is sadness and melancholy in an AI who did what was ordered him to do, what he was literally built to do only to see his sister die and the universe change around him, a universe that has become so close to him and yet doesn’t see him as capable of holding any feelings (or just doesn’t care).

Perhaps not a super original work (it’s not the newest theme ever, after all), but the “empathy factor” is very well cared for: it’s hard not to feel sorry for Rook, which is a good achievement considering the length of the story itself.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...