Recensione Flash / Flash Review: The Baby Eaters

Autore: Ian McHugh

Genere: sci-fi

Anno: 2018 (su Clarkesworld, prima apparizione nel 2016 su Asimov’s Science Fiction)

Parole: 4464

Dove trovarlo: Clarkesworld numero 139


In un futuro in cui l’umanità ha esplorato lo spazio e incontrato altre razze aliene, il/la protagonista deve incontrare Meychezhek, una specie di amministratrice/signora feudale/ufficiale militare di una razza aliena. Il/la protagonista deve stabilire un rapporto commerciale tramite doni e diplomazia, ma non tutte le tradizioni locali sono facili da sopportare…

La storia comincia in medias res mettendoci subito a confronto con questi alieni, ed è ovviamente una cosa positiva: meglio la confusione iniziale delle prime righe che essere imboccati da terribili spiegoni. Certo, purtroppo alcuni piccoli spiegoni ci sono, come se il/la protagonista sentisse la necessità di spiegare certe cose a chi legge, e proprio per questo apprezzo quando alcune cose non vengono spiegate affatto (non ci viene descritto l’animale che cavalcano come noi umani faremmo con un cavallo), e ciò rende tutto più naturale. Certo, sarebbe stato bello se gli alieni fossero stati ancora più “alieni”, ma dall’altro lato è arduo creare ed esporre una civiltà galattica complicata in un racconto così breve.


Author: Ian McHugh

Genre: sci-fi

Year: 2018

Words: 4464

Where to find it: Clarkesworld Issue 139


In a future in which humanity has explored space and met other alien races, our main character has a meeting with Meychezhek, an administrator/feudal lord/military officer of an alien race. The main character is supposed to establish a commercial relationship thanks to gifts and diplomacy, but not all local traditions are easy to bear…

A brief glimpse into the world of an alien race, this story starts in medias res which is an absolutely positive thing: I’d rather take the initial confusion of “what’s going on” than being spoonfed info through terrible infodumps. Granted, there are a few infodumps here and there, as if the main character feels the need to explain what is going on, but I appreciate that these instances are limited and that certain things aren’t explained at all (we do not get a description of the animal this race rides as we ride horses), it makes everything feel more natural. Now, the aliens could be a little more alien on one hand, but on the other, it’s hard to create and expose a complex galactic civilization in such few words.

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