Recensione: Sintetizzatori Umani / Review: Synners

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Autrice: Pat Cadigan

Genere: sci-fi, cyberpunk

Anno: 1991

Note: Ho letto la traduzione italiana di Giuliana Giobbi.


In un mondo in cui i video musicali sono dove la tecnologia più all’avanguardia viene utilizzata e dove alcune persone – ravers, tatuatori, hacker, creatori di video musicali – vivono al confine della società e lottano contro megacorporazioni malvagie, una nuova tecnologia si affaccia sulla scena. Delle prese sistemate alla base del collo permettono a una persona di collegarsi alla rete e immergersi in video musicali, film e tanto altro in una maniera unica rispetto alla realtà virtuale standard. Ma ci sarà un prezzo da pagare… come ci rendiamo conto seguendo le vite di tanti personaggi. C’è Sam, una giovane hacker. C’è suo padre, Gabe Ludovic, che passa troppo tempo nella realtà virtuale per sfuggire a un matrimonio di merda e un lavoro di cui non gliene frega granchè. C’è Visual Mark, un videomaker il cui cervello è sovrasviluppato nelle aree che creano immagini. C’è Gina, videomaker e ragazza di Mark (relazione complicata).  Ah e poi c’è l’hacker Keely, il pezzo grosso della megacorp Manny Rivera, il musicista Valjean con il suo fighissimo mantello a ologrammi, un hacker più anziano chiamato Fez… sì, ci sono un sacco di personaggi. Forse un po’ troppi, ma ho visto altri scrittori gestire anche meno personaggi molto peggio di così, perciò non me ne preoccupo troppo, non è il problema più grave.

No, il problema più grave del romanzo è che, come Neuromante, è un mix di concetti invecchiati malino, idee fighe e personaggi interessanti. E come con Neuromante, non ho idea di cosa ho appena letto. Ho letto più volte Neuromante sia in italiano che in inglese, cosa che mi è stata di grande aiuto, e posso dire di capirlo ormai. Capisco tutto di Sintetizzatori Umani? Non credo, e non me la sento di incolpare la traduzione perché non è male.
Succedono un sacco di cose in questo romanzo, eppure soprattutto all’inizio ho l’impressione che non succeda niente. Non è facile rendersi conto del perché è importante che la megacorp malvagia compri la piccola azienda di Visual Mark, e così via. L’azione nel senso stretto del termine comincia dopo.

La salvezza di Sintetizzatori Umani è data dai suoi personaggi, alcuni dei quali possono essere davvero visti come protagonisti, come Gina, Sam e Gabe e anche Visual Mark in un certo senso. I loro conflitto interiori e le loro fatiche sono ben progettati e interessanti. La realtà virtuale è strana come il cyberspazio di Neuromante, ma ci sono un sacco di concetti interessanti come l’identità dell’hacker Dr. Fish, il sistema di guida GridLid e la tecnologia delle prese. La realtà virtuale prima delle prese sembra simile a quella che abbiamo adesso, e l’ossessione per i canali tv chiamati pornoqualcosa (pornocibo, pornodisastro, pornopovertà, ecc) è molto realistica. Certo, al giorno d’oggi non succederebbero tutti questi casini per girare video musicali e ciò contribuisce a far invecchiare il romanzo.
Rimane comunque una lettura interessante per un appassionato di cyberpunk, ma vi consiglio di leggerla almeno a 40-50 pagine a sessione di lettura, io l’ho dovuto leggere a 10-20 pagine alla volta e non mi ha aiutato.


 

Author: Pat Cadigan

Genre: sci-fi, cyberpunk

Year: 1991

Notes: I have read the italian translation by Giuliana Giobbi.


In this world where music videos are where the cutting edge tech is employed and where people – ravers, tattoo artists, hackers, videomakers – live on the edge and fight against powerful megacorps, a new technology is invented. These sockets, placed on the back of the neck, can connect a person to the net and allow them to create videos, movies and to experience content in a way that the current virtual reality would never allow. But they come at a price… as we discover following the lives of many characters. There’s Sam, a young hacker. There’s her father, Gabe Ludovic, who spends way too much time in his virtual reality to escape a shitty marriage and a job he has no interest in doing. There’s Visual Mark, a videomaker with a brain whose image-creating sections are overdeveloped. There’s Gina, video maker and Mark’s girlfriend (relationship status: complicated). And then there’s the hacker Keely, the evil megacorp guy Manny Rivera, the musician Valjean with his super cool holographic cape, a older hacker named Fez… so yes, many many characters. Perhaps a bit too many, but I’ve seen other writers handle such an amount characters far worse that at this point it’s not even the novel’s biggest problem.

No, the novel’s biggest problem is that, just like Neuromancer, it’s a mixture of badly aged concepts, cool ideas and interesting characters. And just like Neuromancer, I have no idea what the hell I have just read. I have read Neuromancer multiple times, both in italian and english, and that helped me tremendously, and now I can say I am fairly certain I understand it. Do I understand everything about Synners? No, I don’t think so, and I can’t blame the translation, it seems fairly good.

Plenty of things happen in Synners, and yet I have the feeling nothing is really happening, especially in the beginning. It’s hard to pinpoint immediately why is it crucial that the evil megacorp is buying Visual Mark’s small company, and so on. “Action” in the traditional sense of the world also starts late in the novel.

This novel’s saving grace lies in its characters, some of which can really be seen as main characters, like Gina, Sam and Gabe – and, to a certain extent, Visual Mark. The characters’ internal conflicts and struggles are well designed and interesting. Virtual reality is a mindfuck place exactly like Neuromancer’s, but the technology we see in Synners comes with interesting concepts such as the identity of the hacker Dr. Fish, the GridLid driving system and the sockets technology itself. Virtual reality is quite similar to today’s virtual reality, and the obsession for tv channels called [something] porn feels incredibly real (like disaster porn, food porn, sickness porn etc). Sure, today no one would cause such a mess to make music videos, and this is one of the reasons why this novel hasn’t aged really well in every aspect. Definitely an interesting read if you’re into cyberpunk, but try to read at least 40-50 pages everytime (not 10-20 pages every day like I had to).

 

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